Ottaviani e Abbruzzese come le due Coree

Lo scontro sta prendendo forma in lontananza. Le prossime elezioni politiche determineranno anche i futuri assetti all’interno di Forza Italia in provincia di Frosinone. Stabiliranno se Mario Abbruzzese potrà continuare ad essere il dominus più o meno assoluto. Oppure se da dovrà concordare le sue strategie con l’anima Nord del Partito: quella che ha preso corpo poco alla volta intorno alla figura ed ai risultati di Nicola Ottaviani.

 

Fino ad oggi il presidente della Commissione Riforme della Regione Lazio ed ex presidente del Consiglio Regionale non ha avuto alcun obbligo di condividere le sue decisioni. Poteva limitarsi a comunicarle al Coordinamento Provinciale, nel quale non ha oppositori. La sua abilità di stratega ha sempre fatto si che ognuno abbia avuto l’impressione di essere coinvolto nelle scelte. E di esserne parte.

 

All’assenza di un contraltare con il quale confrontarsi ha contributo la tattica del divide et imperat. Nel Collegio Nord infatti ha sempre avuto un ruolo di catalizzatore l’ex deputato ed ex presidente della Provincia Antonello Iannarilli. Che però è sempre stato tutto fuorché un aggregatore di persone e di idee. Grande catalizzatore di consenso popolare e preferenze ma poche strategie politiche. Anche per questo l’intellighenzia azzurra mai si è voluta aggregare intorno a lui.

 

In quel gigantesco vuoto di rappresentatività ha provato a stabilirsi Silvio Ferraguti. Il responsabile nazionale dei Lavori Pubblici per Forza Italia però non è diventato un punto di riferimento. Né poteva esserlo. Al fine del riconoscimento, mancavano la legittimazione popolare (che Iannarilli invece aveva), i successi elettorali (non pervenuti), la definizione di una rotta politica alternativa a quella di Abbruzzese. Nel momento in cui ha tentato il confronto, Mario lo ha mollato nel pieno della corsa per le ultime Europee. Fine della scalata.

 

Adriano Piacentini è stato quello che più di altri ha provato a difendere l’autonomia di pensiero del Collegio Nord della provincia di Frosinone. Ma la sua dimensione è sempre stata limitata a Frosinone città, non ha la conoscenza dei singoli Comuni e di ogni grande portatore di acqua (e soprattutto voti) al mulino di Forza Italia.

 

I risultati ottenuti da Nicola Ottaviani, soprattutto la sostanza delle iniziative messe in campo, la dimensione dei risultati amministrativi centrati a Frosinone, hanno fatto del sindaco un soggetto di interesse nazionale. Una carta che può essere giocata su qualsiasi tavolo da Forza Italia nel momento in cui vorrà dire all’elettorato: “La nostra risposta all’impreparazione ed agli strilli grillini è l’efficienza dei nostri amministratori”.

 

Nicola Ottaviani non si candiderà alla Camera: gli piace da morire fare il sindaco, già immagina la sua statua a figura intera posizionata nel centro del Parco sul fiume Cosa e con ogni probabilità prima o poi si ritroverà la carta con cui ha lasciato già pronta la delibera con tutti i riferimento normativi che tra mille anni consentiranno ai suoi successori di realizzare quell’obelisco. E poi, con un angusticlavio o fosse pure un laticlavio, avrebbe tutto da rimetterci sotto il profilo economico: vive del suo lavoro che – dichiarazione dei redditi alla mano – gli fornisce più soddisfazione. Tanto economica quanto professionale.

 

Lo scenario che si sta profilando è uno scontro tra massime potenze combattuto su un terreno in apparenza estraneo ad entrambe. Un po’ come fu la guerra tra Corea del Nord e Corea del Sud nella quale in realtà erano le superpotenze Usa ed Urss a fronteggiarsi.

Allo stesso modo, il confronto tra Mario Abbruzzese e le aspirazioni del Collegio Nord potrebbero misurarsi nella prossima sfida per il seggio alla Camera dei Deputati.

È chiaro che il sindaco schiererà Adriano Piacentini. Ed una mancata candidatura del suo presidente d’aula verrebbe considerata un atto ostile. La cui conseguenza prevedibile è una consegna in caserma per tutte le truppe che altrimenti scenderebbero in campo a sostegno del candidato.

Mario Abbruzzese sta agevolando da mesi la strada per il suo Coordinatore Provinciale Pasquale Ciacciarelli. Ed ha sdoganato anche Antonello Iannarilli.

 

La comune matrice democristiana di Ottaviani e Abbruzzese li porta ad avere ben chiaro che uno scontro diretto, alla luce del sole, produrrebbe solo effetti dannosi: politici e di immagine. E inoltre Abbruzzese sa bene che le aspirazioni del Collegio Nord sono più che legittime: fin troppo è riuscito a contenerle e gestirle in questi anni; lui stesso nei giorni scorsi ha riconosciuto che vanno assecondate queste aspirazioni, individuando le Primarie come strumento per designare il candidato di collegio.

Saranno i numeri a stabilire, non tanto il vincitore: non avrebbe senso. Ma stabiliranno gli equilibri all’interno di Forza Italia.

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