A Cassino ‘si studia’ per la scuola del dopo Covid

Foto © Imagoeconomica / Carlo Lannutti

Fase due e didattica a distanza, la città di attrezza con il Computerbus e punta a non lasciare indietro nessuno. Né fra i banchi, tantomeno nei luoghi di aggregazione. Con qualche coda polemica.

Alberto Simone

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Le imprese, certo. Il commercio, soprattutto. E tutte quelle saracinesche da rialzare assolutamente. Sono indubbiamente queste le priorità del Paese e quindi della politica a tutti livelli: locale e nazionale. Anche a Cassino si sta già studiando la Fase Due e la ripresa economica.

“Ma oltre alla ripresa economica occorre riprendere anche quei giovani e quegli studenti che durante questa emergenza sono rimasti indietro. Non possiamo permetterci di far aumentare le diseguaglianze sociali. Noi come Comune stiamo facendo il possibile, l’assessorato alla Pubblica Istruzione ha provveduto ad attivare il servizio Computerbus, spiega il sindaco Enzo Salera.

Salera rilancia, Tamburrini vede

Enzo Salera Foto © Roberto Vettese

A spiegare in cosa consiste il servizio è l’assessore all’Istruzione Maria Concetta Tamburrini.

“I volontari di Cassino Risponde, letteralmente ‘guidati’ dagli autisti che normalmente trasportano i bambini a scuola, hanno portato direttamente a casa di 60 ragazzi individuati dai singoli Istituti Comprensivi del territorio, i computer che serviranno a svolgere la didattica on line. E così, nei prossimi giorni e fin quando ce ne sarà necessità, gli scuolabus e i loro autisti si trasformeranno in Computerbus”.

Ma il rischio che qualcuno resti indietro non è comunque da sottovalutare.

“Questo tempo di emergenza sta acuendo le disparità: dalla chiusura delle scuole molti bambini e ragazzi non hanno più seguito il percorso scolastico iniziato. Spesso per marginalità sociale, per povertà e mancanza di mezzi informatici, per arretratezza culturale delle famiglie o ‘dimenticanza istituzionale’. Bisogna andare a cercare questi bambini e ragazzi – è l’accorato appello del consigliere regionale di Demos Paolo Ciani – e ‘riportarli’ a scuola: è un imperativo per tutti”.

Perché la didattica a distanza non è così facile come viene raccontata. Perché la chiusura delle scuole non è meno drammatica di quella delle imprese.

“Così come della mamma, anche dell’importanza della scuola ci accorgiamo solo quando non c’è più” scrive Antonio Polito sul Corriere della Sera.

Polito e il rischio regressione

Luigi Maccaro con il sindaco Enzo Salera

E sempre il noto editorialista del quotidiano di via Solferino evidenzia: “C’è il crollo della disciplina, della capacità di attenzione, degli skill sociali, la rapida regressione dei nostri figli, a convincerci definitivamente che gli insegnanti sono dei geni, la scuola è una grande invenzione, e noi non possiamo vivere senza”.

La scuola è senza dubbio l’incognita più grande della fase due. Gli istituti potrebbero non riaprire neanche a settembre, almeno a Cassino e nei centri grandi dove c’è il problema delle cosiddette “classi pollaio”.

Ma a tal proposito, intervistata da Ciociaria Oggi, l’assessore Tamburrini rassicura per quel che riguarda la città martire. “Finora a Cassino, come nel resto d’Italia, la didattica a distanza sostanzialmente non esisteva. Nel giro di due settimane le dirigenti e i docenti tutti hanno fatto un gran lavoro: tutto l’apparato scolastico si è mosso alla grande. Questo per dire che se a settembre dovesse esserci la necessità della tele-didattica, essendoci anche tempo per organizzare il tutto, gli istituiti di Cassino saranno pronti a sostenerla e a garantire la fruizione a tutti“.

Questo lo dico perché non solo c’è stato un gran lavoro da parte delle scuole, ma soprattutto non c’è stata resistenza da parte dei genitori. La fascia di coloro che non sono stati ad oggi raggiunti è molto residuale ed entra nella casistica di quella che era la dispersione scolastica ancor prima che scoppiasse l’emergenza”.

Maccaro: riaggregare è imperativo

Luigi Maccaro

Se la riapertura delle scuole rappresenta la più grande incognita e la più grande difficoltà del post emergenza, più facile, invece, appare l’attivazione dei centri di aggregazione.

Lo ha spiegato l’assessore alle politiche giovanili Luigi Maccaro dalle colonne de L’Inchiesta.

“Penso che dovremmo aprire subito il Parco Baden Powell o la Villa comunale dando la priorità ai bambini con bisogni educativi speciali e ai disabili. Con ingressi controllati e su prenotazione e con la supervisione di educatori. Noi stiamo già lavorando al piano, non appena ci sarà l’ok dal Governo i volontari saranno pronti ad aprire i parchi”.

L’assessore alla Coesione sociale ha colto poi anche l’occasione anche per tornare sulla richiesta di accesso agli atti presentata dal consigliere Franco Evangelista in merito ai volontari, che Alessioporcu.it aveva svelato in anteprima. (leggi qui Covid-19, veleni sugli aiuti del Comune. «Vendetta per non avere dato i buoni per gli amici»)

“Mi dispiace che sia circolata la notizia, non avrei voluto: so che devo lavorare e che sarò giudicato per quello che produco, non rispondo alle polemiche se non con i risultati del mio lavoro. Per me Evangelista può vedere tutti gli atti amministrativi che vuole ma quando ho visto la richiesta della lista dei volontari ho perso la testa“.

Evangelista non ci sta: ero nel giusto

Il consigliere Franco Evangelista

Il capogruppo della Lega Evangelista però rispedisce al mittente la reprimenda, e ribatte: “Chiedere trasparenza non significa attaccare, se qualcuno si sente preso di mira davanti a una domanda allora mi viene il dubbio che qualcosa di poco chiaro possa esserci.

Ho letto su un sito d’informazione di qualche disappunto da parte dell’amministrazione per una semplice richiesta avanzata riguardo al lavoro svolto dall’Ente in questi giorni. Come consigliere comunale ora, e in altri ruoli in passato, ho sempre lavorato esclusivamente per il bene della mia città e dei cassinati”.

E ancora: “Non si aprono cassetti solo per cercare ‘marcio’, a volte anche per scoprire tesori. Mi rammarico di strumentalizzazioni di questa mia richiesta, così come mi amareggia la reazione dell’assessore Maccaro.

Non ho dubbi sui prodotti acquistati, su ciò che è stato dato, ma su alcuni aspetti della ‘cosa pubblica’ è bene essere chiari. Continuerò a lavorare per la mia città e i cassinati, come ho sempre fatto e come stanno facendo tante altre persone dalle proprie case”.

Tra le tante paure dell’emergenza e le incertezze della fase due – tra cui quella legata alla riapertura delle scuole – i cassinati hanno oggi una sola certezza: la polemica politica, pandemia o non pandemia, non manca mai. Anzi, se possibile, aumenta!

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