Il primo Consiglio con il Covid-19: in video per ridisegnare il Bilancio

Convocato il primo consiglio comunale di Formia ai tempi del Covid-19. In video conferenza. Per modificare oppure riscrivere tutto il Bilancio. Si pensa ad un maxi emendamento. Le due posizioni in campo

Formia ha bisogno, più che mai, della politica per rilanciarsi e tentare di superare la più grave emergenza dal dopoguerra: la prima positività al Covid 19 in provincia di Latina era stata censita il 1 marzo scorso proprio all’ospedale Dono Svizzero. Ora al Comune serve ora innanzitutto la delibera “madre” per governare l’urto finanziario delle spese sostenute sinora e quelle da effettuare nei prossimi giorni per supportare le famiglie e le imprese in difficoltà: il Bilancio di previsione 2020.

Pasquale Di Gabriele, presidente del Consiglio Comunale di Formia

La bozza del documento contabile, in effetti, è pronta dall’inizio del mese. Ma è finita in naftalina nel momento in cui è scoppiata la pandemia. Doveva essere esaminata dal Consiglio nella seduta già calendarizzata del 27 marzo. La politica sa di non poter più rimanere alla finestra: deve affrontare l’emergenza, che sta avendo soprattutto risvolti di natura economica oltre che sociale. In quest’ottica il presidente del Consiglio Comunale, l’avvocato Pasquale Di Gabriele ha firmato un decreto con  un contenuto inimmaginabile sino ad un mese fa: l’assemblea va riunita e subito in videoconferenza perché il Comune non può più spendere in dodicesimi ma con un bilancio vero e proprio. L’evento è in programma giovedì 16 aprile, alle ore 15.30.

Di Gabriele ha messo personalmente giù un strumento di regolamentazione che, previsto dal decreto legge numero 18 del 17 marzo scorso, consente sia la presenza in consiglio come luogo fisico, sia in videoconferenza, sia in modalità mista. Il decreto del presidente d’Aula ha una valenza, per certi versi, storica perché non si è mai reso necessario svolgere il consiglio comunale di Formia in videoconferenza e tantomeno quest’ultimo strumento era previsto dallo Statuto e dal regolamento d’aula.

L’apertura della Lega

Il municipio di Formia

A risvegliare l’attività politica, alla luce del ricorso alla videoconferenza ci ha pensato il gruppo consiliare ed il coordinamento comunale della Lega che ha offerto una grande ed inedita “apertura”  alla maggioranza civica del sindaco Paola Villa. La proposta di Bilancio di previsione va “completamente rivista e, soprattutto, integrata al meglio” per affrontare una crisi economica inimmaginabile fine a qualche settimana fa.

Il 9 marzo, nelle fasi iniziali della pandemia, la Lega ma anche Forza Italia, l’Udc e i Fratelli d’Italia avevano presentato un emendamento al Bilancio che prevedeva l’istituzione di un fondo di emergenza di 100mila euro per gli effetti del Covid 19. Alla luce di quanto sta avvenendo, ritiene la Lega che debba essere rimpinguatoalmeno sino ad un milione di euro”. In che modo: intervenendo in una duplice direzione. La prima, sostenere le attività economiche con la liquidità necessaria a farle ripartire; la seconda, sostenere i cittadini e le famiglie in disagio economico.

Dove tagliare

La maggioranza sta decidendo cosa tagliare nel proprio Bilancio già pronto, per non farsi trovare impreparata ai prevedibili attacchi politici del centrodestra e dello stesso Pd. Ma le rinunce ai propri capitoli di spesa hanno creato un serrato confronto all’interno della coalizione di governo perché nessun’assessorato vuole privarsi  di ciò che ha intenzione di fare nel corso dell’anno.

Al momento il capitolo a favore delle famiglie e dalle attività economiche di Formia colpite dalla scure del Covid-19 è arrivato a quota 350mila euro grazie ad una serie di rinunce: salta il campionato mondiale di vela della Formula 18, via la campagna di “sensibilizzazione a tutela dei cani e dei gatti”, scure su alcune poste della cultura. Ma non basta assolutamente.

Lo sa il presidente del consiglio Pasquale Di Gabriele che ha cominciato a mediare tra la sua maggioranza e le varie minoranze: “Contiamo di portare la consistenza di questo fondo ad almeno 600-650mila euro”.

Maxi emendamento

Claudio Marciano, consigliere comunale Pd di Formia

Ma non bastano queste somme – secondo le opposizioni – per dare risposte alle famiglie, alle imprese e soprattutto alla prima voce del Pil cittadino, il commercio ed il turismo. Si vuole raggiungere il tetto del milione di euro.

La maggioranza ha dato appuntamento alla conferenza dei capigruppo di oggi, allargata alla commissione Bilancio. La soluzione è di elaborare un maxi emendamento che, per evitare di rifare l’iter di approvazione del Bilancio, deve avere la firma dei 24 consiglieri comunali di Formia. Nessuno escluso.

Il capogruppo del Pd Claudio Marciano sta partecipando alla lenta attività amministrativa in videoconferenza da Torino dove insegna sociologia presso la locale Università. A suo dire “la discussione in corso tra le forze politiche cittadine sul Bilancio di previsione 2020 rischia di diventare un macabro esercizio di disperazione. Il documento contabile approvato dalla Giunta a febbraio non ha più alcun valore. Semplicemente, il Covid-19 si è portato via il mondo in cui quel documento è stato pensato, almeno per quest’anno. Il Comune, se non vuole andare sottosopra, deve prenderne atto e riprogettarlo completamente.

L’esponente Dem lo spiega in concreto: “La base imponibile su cui si sono calcolati Imu, Tari, Tosap e l’ddizionale Irpef non è più attendibile, come non lo è la previsione di entrata sui parcheggi, sulle sanzioni stradali o sugli oneri di urbanizzazione. Questo vuol dire che tutte le spese finanziate con quegli importi sono a rischio: rifiuti, manutenzioni, servizi sociali, sicurezza, lo stesso personale comunale”.

Insomma costituire un fondo di emergenza finanziato con entrate fittizie “non ha alcun senso. E’ una presa in giro, specie se si propone, come fatto finora, di riempire il fondo con le magre risorse destinate alla Cultura o al Turismo. Riempiamo di aria una scatola vuota”.

Le aspettative infondate

Formia

Il Comune non può erogare la cassa integrazione ai lavoratori, né dare liquidità alle imprese. Non è uno Stato, nè una banca. Claudio Marciano lo ha ricordato, ammonendo maggioranza ed opposizione.

Perpetuare ambiguità su questo tema rischia di produrre aspettative infondate. Il Comune ha invece il dovere di anticipare lo scenario peggiore riducendo la pressione fiscale dove possibile. Redistribuendo il peso su chi può o non ha perso finora reddito. Ristrutturando tutti i suoi servizi con una forte compressione della spesa. Rimodulando l’offerta di servizi cercando di dare pari dignità a tutti i bisogni (compresi quelli culturali)”.

Claudio Marciano, nonostante la sua giovanissima età, è stato assessore alla Sostenibilità Urbana e all’Ambiente nel Bartolomeo Ter e Quater, dal 2003 al 2008 e nel quinquennio 2013-2018, quindi sa cosa significa affrontare i problemi di una cittadina di confine, di quasi 40mila abitanti che è Formia. La sua priorità è l’azzeramento del Bilancio già pronto per essere discusso dal Consiglio comunale subito dopo Pasqua e propone l’adozione di un piano Marshall che sia davvero generalizzato.

Bisogna coinvolgere – suggerisce – sindacati, imprese, istituti di credito, associazioni culturali e di volontariato, per come riorganizzare i servizi per quest’anno (e cioè come condividere i sacrifici). E’ necessario correggere la manovra formulando uno scenario prudente. Non pensiamo ad un percorso che duri mesi, ma settimane. Si tratta di rinviare di un mese l’approvazione di un Bilancio – osserva –  che nella versione attuale è un documento sbagliato e inadeguato ai dati del presente”.

Per Marciano questo percorso non inficia minimamente la tempistica sulle emergenze sociali. “Formia, già oggi, ha la disponibilità di 450mila euro per spese alimentari e sanitarie da Governo e Regione. Inoltre, la legge consente di superare il limite dei dodicesimi di spesa per garantire la continuità dei servizi essenziali. Perché, quindi, non provare questa strada?” – conclude interrogandosi.

La proposta doppia

Il presidente ed il segretario del Circolo Pd di Formia

Nel Pd formiano ci sono due ‘anime’. C’è: quella consiliare di Claudio Marciano e quella politica affidata al giovane coordinatore Luca Magliozzi.

Alcune ore prima della proposta di Marciano  la Segreteria aveva proposto pressoché la stessa cosa. “Il Bilancio 2020 della  Giunta Villa, che probabilmente andava approvato mesi fa,  è stato costruito in un mondo che oggi non c’è più. Va ripensato alla luce di una delle più gravi crisi del nostro tempo: ascrivendo alle voci di entrata stime prudenziali, favorendo le categorie maggiormente colpite, mettendo in sicurezza i servizi essenziali  della nostra città. È necessario cambiare punto di vista. Ragionare su paradigmi in un continuo divenire. – osserva Magliozzi –  Il tessuto sociale alla base delle nostre scelte è mutato, trasfigurato da un nemico invisibile che ne ha messo in risalto fragilità e debolezze”.

Insomma in queste circostanze – conclude il segretario del Pd – “bisogna intervenire a sostegno degli ultimi, di chi ha maggiormente bisogno. Delle categorie produttive. Fare da collante con i livelli di governo regionale e nazionale. In una frase: fare tutto ciò che è necessario per portare la città fuori dal tunnel”.

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