Coronavirus, l’appello di Zingaretti: “Diradatevi”

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Il Governatore: “E’ l’unico modo di uscirne”. L’assessore D’Amato: “Inspiegabile sottovalutazione della situazione”. Franco Locatelli, presidente del CSS: “Serve guardare i numeri con allerta ma non con panico. Solo un terzo dei di casi è sintomatico, a febbraio invece identificavamo tutti soggetti sintomatici”.

Lui il Covid lo ha passato subito, all’inizio. Conosce bene la “bestia” e sa anche che la situazione rischia di sfuggire di mano. Per questo il presidente della Regione LazioNicola Zingaretti ha rivolto un appello ai cittadini chiedendo loro di “diradare” i loro contatti. Questo nel tentativo di piegare la curva dei contagi. D’altronde lo stesso assessore alla sanità, Alessio D’Amato, aveva annunciato che se l’aumento dei casi seguirà questo trend e non diminuirà la situazione nel Lazio diventerà critica nel giro di due settimane.

Nicola Zingaretti ha affermato: «La preghiera che faccio a tutti è che per i prossimi 20/30 giorni bisogna diradare i contatti fra le persone. Per almeno un mese dobbiamo alzare il livello di guardia per abbassare la curva dei contagi».

Regole e responsabilità

Nicola Zingaretti Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Per il governatore del Lazio «servono regole e senso di responsabilità. Sta a tutti noi avere atteggiamenti responsabili». Sempre oggi, sul quotidiano Il Messaggero, l’assessore Alessio D’Amato esprime due concetti fondamentali. Il primo è che nota una «inspiegabile sottovalutazione», da parte di tutti, di quella che è la situazione. Il secondo è che il sistema degli ospedali così rischia di non reggere. E il blocco andrebbe esteso a tutta Italia.

Sono prese di posizione chiare, sia quella di Zingaretti che di D’Amato, perché davvero sia in Italia che nel Lazio sta aumentando vertiginosamente il numero dei contagiati, ma anche dei ricoverati. E alla fine si arriva sempre al punto delle Terapie Intensive. Sono questi reparti che devono reggere all’urto dell’ondata del virus.

Allerta certo, panico affatto

ROBERTO SPERANZA. FOTO © LIVIO ANTICOLI / IMAGOECONOMICA

Franco Locatelli, presidente del Consiglio Superiore di Sanità, durante la trasmissione “Mezz’ora in più” su Rai3, ha detto: «Che ci sia stata un’accelerazione dei casi è innegabile ma non direi che ci sia una crescita esponenziale. Serve guardare i numeri con allerta ma non con panico. Solo un terzo dei di casi ieri è sintomatico, a febbraio invece identificavamo tutti soggetti sintomatici. I numeri nelle terapie intensive, 700 ricoverati, non sono neanche lontanamente paragonabili al picco dei 4000 casi. La circolazione investe tutto il continente europeo, ma l’Italia ha un numero di casi positivi rispetto ai test realizzati fra i più bassi. L’età media dei contagiati è più bassa ed il Paese che ha un livello di preparazione neanche comparabile».

«La scuola è una priorità di questo Paese assieme al lavoro, ed è stato fatto uno sforzo straordinario dai ministri Speranza ed Azzolina. Per altro il contributo della scuola alla diffusione del contagio è stato limitato».

Serve invece, ha aggiunto, «tenere d’occhio di assembramenti incrementando i meccanismi di controllo e sorveglianza. E’ l’unico modo per venirne fuori».

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