Spiagge, pronto il protocollo sicurezza per la riapertura

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Federbalneari stila il piano per tornare in spiaggia dal 18 maggio: distanziamento e afflussi regolati con una app. E in battigia addio alla passeggiatina. In settimana parte il confronto con la Regione Lazio.

Camilla de Tourtrissac

Tagliacucitrice con gusto

Ombrellone, lettino e niente coronavirus: la sfida è tra le più difficili di sempre. I proprietari dei lidi e la Regione Lazio ci proveranno. La settimana entrante inizia una serie di confronti con i quali mettere a punto le linee guida per la tintarella 2020. Tra mille cautele, infinite verifiche: nella speranza di riuscire a scrivere come dovrà essere la nuova normalità sulle spiagge del Lazio.

A quel tavolo, annunciato sabato mattina dal vice presidente della Regione Daniele Leodori, l’associazione di categoria Federbalneari si presenterà con un suo protocollo sanitario di sicurezza e prevenzione anti Covid 19. È un piano di partenza sul quale iniziare il confronto. L’idea è quella di definire un piano d’azione con apposito documento di valutazione dei rischi (Dvr) biologici. E poi applicare anche sui lidi il distanziamento sociale di un metro e la prenotazione obbligatoria tramite app. Inoltre si tenterà di evitare l’obbligo di guanti e mascherine.

Uno scorcio del mare del Circeo

Il protocollo è stato inviato da Federbalneari a tutti i comuni del litorale laziale proprio in vista delle riunioni della prossima settimana con la Regione Lazio. Lo ha elaborato il centro studi Federbalneari Italia. La prospettiva è la riapertura delle spiagge attualmente ipotizzata per il 18 maggio.

Il documento ha l’obiettivo di condividere il percorso di riapertura delle spiagge italiane con la Regione e gli enti concedenti. Lì sono indicate le linee guida per la riorganizzazione. Di cosa? Dei servizi erogati all’utenza per gli stabilimenti balneari. Ma non solo, anche per le spiagge libere con servizi (Sls) e spiagge libere (Sl) adiacenti agli stabilimenti.

Stabilimenti e spiagge libere: piccola guida

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La premessa è che al momento sono solo proposte. Ragionevoli. Bisognerà vedere se in settimana supereranno il vaglio dei vari comitati di esperti.

Per quanto riguarda gli stabilimenti, nel documento si sottolineano alcuni punti. Che le misure di ‘distanziamento tra ombrelloni’ non si possono applicare agli stabilimenti balneari. Comunque perché sarà definita una regolamentazione dell’afflusso dell’utenza con prenotazioni a mezzo tecnologia informatica (app mobile). Proprio quella determinerà un afflusso regolato e controllato sotto il profilo numerico.

Tra gli obblighi: dovrà essere rispettata la misura del distanziamento sociale di 1 metro tra le persone. Inoltre ci sarà l’assoluto divieto di assembramento. Lo prevedono i Dpcm in materia di contenimento del Covid 19.

Il punto centrale. L’utenza turistica presente sull’arenile, non in luoghi chiusi, non avrà alcun obbligo di indossare mascherine e guanti. Questo in virtù dei riconosciuti principi di salubrità del mare e della spiaggia. Tuttavia i gestori degli stabilimenti balneari dovranno presentare il proprio specifico piano d’azione anti Covid 19. Lo dovranno fare all’atto della presentazione della Scia stagionale. Perciò lo si potrà fare integrando il documento di valutazione dei rischi. In quello sono contenute tutte le previste attività. Ad esempio di igienizzazione, sanificazione e disinfezione di locali ed attrezzature. Comunque individuando tempi, modalità e procedure.

No allo ‘struscio’ sulla battigia

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Per quanto riguarda la spiaggia libera con servizi è prevista l’installazione di distanziatori mobili. Proprio per evitare che ci si possa avvicinare troppo gli uni agli altri.

Si ipotizza l’uso di segnaletica per indicare le postazioni libere occupabili dall’utenza. In sostanza nel rispetto della densità di superficie occupabile. Spiaggia libera… ma non troppo: anche qui il rischio è quello di stare troppo vicini e trasmettere il virus. Da chi sta bene e non sa di essere portatore sano a chi non ha alcun anticorpo con cui difendersi dal Covid-19

Il concessionario-gestore di un pubblico esercizio confinante con una spiaggia libera potrà richiedere una procedura particolare. Questo in virtù della complessità delle misure da attuare. Non solo, ma anche del momento storico-economico straordinario.

Secondo l’associazione si potrà chiedere ”una concessione stagionale straordinaria della porzione di spiaggia libera”. Questo “per garantire al meglio il rispetto delle normative”.

Il protocollo elaborato da Federbalneari prevede anche altro. Ad esempio ”la temporanea sospensione del transito sulla battigia da parte dell’utenza” Quando? “In assenza di preventive verifiche”. Perché? “Per evitare il verificarsi di assembramenti incontrollati e vietare l’accesso ai venditori ambulanti.

Solo ipotesi per il momento. In settimana si discutono. E per fine mese forse la stagione balneare potrà cominciare. Anche lei con la sua nuova normalità.

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