E lo chiamano Natale Sotto l’albero… nulla (di C. Trento)

Nulla sotto l'Alberto di Natale, solo le solite promesse: le stesse fatte nel passato dal fronte politico di turno al potere. Nessun peso per la Ciociaria

Corrado Trento
Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Quest’anno è più difficile augurare buon Natale. L’atmosfera delle feste si è sentita poco. Anche perché, al netto di un clima politico incandescente e incattivito ad ogni livello, restano i tanti problemi con i quali questa provincia deve fare i conti. Con tante famiglie in difficoltà economica.

Però se c’è un senso vero che il Natale trasmette, è proprio quello della famiglia. Ieri Massimo Gramellini, nella rubrica “Il Caffé”su Il Corriere della Sera, ha ricordato i risultati della ricerca sulla felicità condotta da Harvard. A dare la felicità alla fine sono le relazioni umane. Non i soldi, non la carriera, non il successo. Le relazioni umane.

Il fatto è che ce ne scordiamo, anzi non lo consideriamo neppure. Le “attenuanti”non mancano però: il lavoro è un diritto soltanto a parole, le prospettive sono fosche, non ci sono certezze. E il nostro territorio, più di altri, appare ormai in quarta fascia rispetto ad ogni tipo di dinamica.

Da diversi giorni una delegazione dei disoccupati di Vertenza Frusinate è in assemblea permanente alla Provincia. In attesa di risposte e soprattutto di risorse concrete, affinché possa esserci una proroga della mobilità in deroga, unica fonte di reddito per centinaia di persone e quindi di famiglie. È sempre la stessa storia: si arriva all’ultimo istante utile, con il cuore in gola dei diretti interessati. Ma soprattutto servono sempre gesti clamorosi e forti per attirare l’attenzione e per spingere la politica ad interessarsi di un problema che è lì da anni.

Abbiamo sentito spesso frasi del tipo: “sarebbe importante creare posti di lavoro”. Ma da dove? E con chi soprattutto? È vero che non si può pensare di costruire alcun futuro sugli ammortizzatori sociali, ma la domanda è: quali alternative ci sono agli ammortizzatori sociali? E senza queste misure, come farebbero le famiglie?

Perciò gli slogan lasciano il tempo che trovano e servono solo a costruire alibi e a prendere tempo.

Il Codice Ottaviani: Scontro frontale con le opposizioni

Lo schema della campagna elettorale, terminata da un anno e mezzo, va avanti. A Frosinone le sedute di consiglio comunale si trasformano spesso in delle autentiche corride. Come l’altra sera, quando la proposta del Gruppo Zeppieri Costruzioni sul project financing del Matusa è stata respinta dalla maggioranza. Con le minoranze fuori dall’aula.

Ma lo scontro politico è diventato durissimo su un altro punto, quello dell’istituzione del registro tumori del Comune di Frosinone. Con una polemica al vetriolo tra il sindaco Nicola Ottaviani da una parte e i consiglieri Fabrizio Cristofari e Norberto Venturi (Pd) dall’altra.

Il confronto-scontro non avviene mai tra la maggioranza e le minoranze, ma tra il sindaco e le opposizioni. D’altronde pure nel corso del dibattito sul project non sono mancate stoccate tra lo stesso Ottaviani e i consiglieri Alessandra Sardellitti, Stefano Pizzutelli e Vincenzo Savo. Il che conferma due cose. La prima è che il sindaco detta la linea della maggioranza a suo piacimento, arrivando sempre allo stesso punto: o di qua o di là.

L’altra sera nessuno si è accorto che nelle file del centrodestra c’erano comunque quattro assenti. Magari qualcuno ha preferito restare a casa per evitare di non votare in modo difforme dal resto della coalizione una delibera politicamente impegnativa come quella del project.

Sul punto le opposizioni hanno deciso di uscire nel momento della votazione. E sul piano politico ci sta. Ma quello che emerge ormai sistematicamente è il fatto che le minoranze non appaiono unite. Sulle barricate ci sono sempre Stefano Pizzutelli (Frosinone in Comune), Alessandra Sardellitti (Pd) e Vincenzo Savo (Lista Cristofari). Angelo Pizzutelli e Fabrizio Cristofari (Pd) anche, ma con toni meno accesi.

Però sul piano politico, per esempio, il Partito Socialista appare lontano dalle posizioni del Pd. Così come Articolo 1 Mdp. Nel centrosinistra non si vede una linea unitaria e ad un anno e mezzo dalle elezioni questo è un elemento che pesa moltissimo.

Alla fine Nicola Ottaviani va in rotta di collisione con le opposizioni e riesce sistematicamente a compattare la maggioranza. Indipendentemente da tutto quello che succede nei gruppi consiliari. In settimana la Lega è arrivata a sei consiglieri, mentre pochi giorni prima c’era stato l’avvicendamento nel ruolo di vicesindaco tra Fabio Tagliaferri (Polo Civico) e Antonio Scaccia (Lista per Frosinone). Due passaggi importanti, che però in consiglio comunale sembravano lontanissimi. Proprio per lo schema strategico di Ottaviani: lui contro le opposizioni.

Quel peso politico che la Ciociaria non ha da decenni

Cambiano i governi e le maggioranze. Cambia anche la rappresentanza di questo territorio in Parlamento: dagli anni d’oro del centrodestra a quelli del centrosinistra. Per arrivare all’onda lunga gialloverde.

Questo territorio esprime oggi sei parlamentari di maggioranza. Tre del Movimento Cinque Stelle: Luca Frusone, Ilaria Fontana, Enrica Segneri. Tre della Lega: Francesco Zicchieri, Francesca Gerardi e Gianfranco Rufa, anche se è stato eletto altrove.

Fino al 4 marzo era il Pd a farla da padrone, con Francesco Scalia, Maria Spilabotte e Nazzareno Pilozzi. In passato c’è stato il predominio del PdL.

Eppure da decenni la Ciociaria arretra sul versante industriale, economico e dei servizi. La disoccupazione aumenta. Lo schema politico è cambiato. L’impronta leaderistica è forte in tutti i partiti: Forza Italia di Berlusconi, il Pd di Renzi, la Lega di Salvini, i Cinque Stelle di Di Maio. I parlamentari non hanno obiettivamente molti spazi per poter contare davvero.

Però forse il ragionamento potrebbe essere ribaltato: si può provare a battere i pugni per cercare di ottenere qualcosa per il territorio? Anche perché quali dovrebbero essere i punti di riferimento per cercare di invertire la rotta? Rassegnarsi a non “pesare”non è una grande prospettiva. Buon Natale.