Cosa c’è dietro alla scelta di Querqui candidato alle Regionali

C'è un ragionamento strategico dietro alla chiamata Andrea Querqui nella lista del Pd per le Regionali. Segnali politici per i quadri del Pd. E per il centrosinistra locale. Ceccano ancora una volta città di riequilibri politici.

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

C’è una strategia precisa dietro alla decisione di candidare alle elezioni Regionali del Lazio Andrea Querqui. Individuata con calma, ponderata per mesi, tenuta riservata fino alla fine. Rivelata soltanto ieri dal Segretario Provinciale del Partito Democratico Luca Fantini nel corso della Direzione. (Leggi qui: Regionali: il Pd flirta con M5S e Calenda minaccia d’andarsene. I primi nomi).

Nel mazzo a disposizione del Pd, la scelta è caduta sulla carta con il consigliere di opposizione a Ceccano per una serie di ragioni.

I segnali che partono da Frosinone

Luca Fantini

La principale. È la stessa che ha condotto il Pd a scegliere come candidato anche il sindaco di Aquino, Libero Mazzaroppi. In pratica: due nomi estranei all’establishment del Partito, entrambi amministratori in prima linea nei Comuni, con radici politiche non proprio ortodosse. Perché Mazzaroppi viene dalla matrice del Partito Socialista, ne è stato dirigente regionale: suo nonno era sindaco quando nel simbolo del Psi c’era ancora la falce con il martello seppure in piccolo. Andrea Querqui viene da una famiglia democristiana: suo padre Gianni è stato sindaco per lo scudocrociato, mentre lui è socialdemocratico.

Il segnale che la Federazione provinciale Pd di Frosinone ha voluto mandare agli elettori ma anche ai quadri regionali e nazionali. Ricordando che il Partito Democratico nasce dalla sommatoria di tante sensibilità differenti, affonda le sue radici politiche nel governo dell’Ulivo. E allargarsi alle aree da cui vengono Mazzaroppi e Querqui è naturale, sbagliato non averlo fatto prima.

L’altro segnale è un riconoscimento postumo alla rotta ipotizzata anni fa da Piero Fassino, Massimo Cacciari, Antonio Bassolino, Sergio Chiamparino. E cioè: sono i sindaci e gli amministratori locali la prima linea del Partito, sta lì la spina dorsale.

Le strade che portano a Querqui

Emanuela Piroli

Un segnale di apertura e di prospettiva. In particolare quello dato attraverso la candidatura di Andrea Querqui. Perché Ceccano esprime dopo decenni una candidatura regionale, perché il suo catapultamento in prima linea è un ponte lanciato verso l’area che alle scorse Comunali ha detto con chiarezza di non riconoscersi più nel Pd ma ha avuto comunque la forza di essere rappresentativo.

Un segnale lanciato nell’ex Stalingrado di Ciociaria diventata da quasi dieci anni la roccaforte dei Patrioti di Fratelli d’Italia, votando in massa per loro alle Regionali 2018, alle Comunali 2020 ed alle Politiche 2022. (leggi qui: Da Stalingrado ciociara a roccaforte di patrioti).

Per comprendere la portata della scelta fatta dalla Federazione Provinciale bisogna considerare che Querqui è fuori dal Pd da cinque anni: da quando fu sfiduciata la Segretaria cittadina Emanuela Piroli. Lei oggi, dopo una vana candidatura a sindaco, è la leader del coordinamento di centrosinistra Il Coraggio di cambiare. Si chiama così anche il gruppo consiliare che forma con Querqui: l’uomo più votato alle Elezioni comunali 2020, secondo assoluto dopo Miss Preferenze, la vicesindaco di FdI Federica Aceto. Lei ha preso 535 voti, lui 443, diventando per la prima volta consigliere comunale.  

A Ceccano il Pd non è riuscito neanche ad eleggere un consigliere comunale alle passate Comunali. Poco più di due anni fa i civici Democratici per Ceccano non andarono oltre i cinquecento voti. Presero meno dei Socialisti, che l’hanno spuntata per il seggio consiliare. La disfatta elettorale ha portato al commissariamento e alla ripartenza con chi era stato fatto fuori dalla lista civica: il già capogruppo consiliare del Pd Giulio Conti.  

Il confronto tra storie diverse

Francesco De Angelis

Segnali precisi. Sui quali il Pd ha deciso di intervenire. Una scelta sulla quale ha pesato l’analisi di Francesco De Angelis, leader della corrente maggioritaria provinciale (Pensare democratico). È stato lui a tastare il polso a Querqui. Che ci ha riflettuto con le persone più vicine ed ha accettato la proposta.

Prima di accettare ha voluto sentire per primo suo padre Gianni: storico amministratore locale, farmacista come lui. Suo padre è presidente di Federfarma Frosinone da vent’anni e ora anche vicepresidente regionale del sindacato di categoria. «Mi sono voluto confrontare non per dovere, ma perché volevo il suo benestare, per tutta la stima che nutro nei suoi confronti a prescindere dal fatto che sia mio padre».

La loro storia politica, però, è ben diversa: «Lui è stato e si definisce ancora Democristiano con orgoglio. Ho sempre rispettato le sue idee, pur diverse dalle mie. Sono stato sempre al suo fianco in ogni campagna elettorale per sostenere la persona, non il suo Partito. Io sono più di Sinistra, nettamente, sono Socialdemocratico».  

Il bacino potenziale

Sara Battisti a fianco ad Antonio Pompeo, davanti a Mauro Buschini

È una sfida anche interna. Se la candidatura di Querqui raccoglierà i voti della sinistra di Ceccano sarà impossibile non tenerne conto alle prossime Comunali. Perché negli ultimi anni a Ceccano la sinistra non è più riuscita ad esprimere una figura aggregante ed unitaria.

Andrea Querqui dice di poter contare sul sostegno dell’alleato Emanuela Piroli, la segretaria cittadina defenestrata nel 2018 dopo un anno alla guida del Pd: andata per rottamare e finita per essere sfiduciata. È da lì che ha preso vita Cives Ceccano, continuando insieme l’esperienza politica. Alle scorse Comunali si è deciso di non seguire il Pd ma di puntare sulla candidatura della dottoressa Piroli, premiata da oltre tremila ceccanesi, appena seicento in meno di quelli ottenuti da Corsi, il candidato sostenuto dai Dem.

Non dovrebbe allora mancare il sostegno di tutta la comunità di Cives Ceccano: oltre mille voti alle scorse Comunali. Dalla sua parte, però, non ci saranno Rifondazione comunista e Verdi europei: pronti a esprimere i propri candidati locali. Ma lo zoccolo duro di Querqui è sicuramente rappresentato dall’elettorato democristiano ma ancor di più da quello socialdemocratico.

Sono le due eredità politiche lasciate da suo padre e dal suo mentore: il democristiano Gianni Querqui, sindaco Dc dal 1992 al 1994 e in ultima battuta consigliere comunale del Pd, e il compianto socialista Giovannino Montoni, altro storico amministratore e leader della civica Insieme per Ceccano. Per l’appunto l’ala socialdemocratica del Psi.

Gli esempi: Gianni e Giovannino

L’elezione di Querqui Sr nel 1992

«Politicamente – racconta Querqui – ho sempre cercato di prendere esempio da loro due, in quanto persone intelligenti, capaci e oneste. Mio padre non mi ha mai fatto la benché minima pressione né sugli studi universitari in Farmacia né sul mio impegno in politica. Ha sempre appoggiato le mie scelte anche se non erano quelle che avrebbe fatto lui. In quanto all’eredità di Giovannino Montoni, in realtà, nessuno è davvero in grado di raccoglierla».    

«È un riconoscimento a una delle coalizioni di Centrosinistra di Ceccano» esterna Andrea Querqui. «Mi sono confrontato con il Segretario cittadino del Pd Giulio Conti. Nemmeno lui era stato informato. Ha appreso favorevolmente la mia candidatura e mi ha confermato la sua stima».

Si è confrontato anche con Emanuela Piroli: «Sono convinto che si possa continuare con un percorso comune, non credo che questa candidatura possa turbare i nostri equilibri e la stima reciproca. Per questo sono certo che mi sosterrà come io ho sostenuto lei come candidata a sindaco. Ho dato un contributo importante e sono stato sempre leale. Mi ha già confermato che mi sosterrà».

«Grazie, anche per le Comunali»

Andrea Querqui, candidato del Pd alle Elezioni regionali 2023

C’è già un primo effetto. Torna il dialogo con la Federazione. «Voglio ringraziare pubblicamente Francesco De Angelis per aver concesso a Ceccano questo riconoscimento e questa grande opportunità. Il Pd ha dato la possibilità a un politico di Ceccano di candidarsi in posizione eleggibile e, al di là delle correnti, sono certo che il Partito democratico crescerà».

È una candidatura che ha ovviamente risvolti sugli equilibri politici cittadini: «Il Pd non può che guadagnarci con questa candidatura a Ceccano – afferma Querqui – perché è anche un punto di partenza per un Centrosinistra unito alle prossime Comunali». Quando, invece, il Centrodestra potrebbe dividersi su più candidati per il post Caligiore (salvo apertura al terzo mandato nei grandi comuni).

Quello di Querqui, per ora, è un passo verso il Partito Democratico: «Al momento non escludo né di restare civico né di rientrare nel Pd. È veramente prematuro. Faccio parte di una comunità politica e voglio confrontarmi con tutti loro. Se faccio questo passo, non lo faccio da solo ma insieme al mio gruppo».

La candidatura di Querqui è già di per sé una vittoria. A chi la dedica? «Alle mie donne: mia moglie Manuela e le mie figlie Camilla ed Elena. Lavoro e Politica danno soddisfazioni ma richiedono anche sacrifici all’interno della sfera familiare. Questa grande opportunità la dedico a loro».

FdI con base a Giuliano

Daniele Maura, consigliere provinciale e comunale di Giuliano di Roma, candidato in pectore di FdI alle Regionali 2023

Sul fronte del centrodestra il sindaco Roberto Caligiore ha ritirato la sua aspirazione alla candidatura. Si è fatto da parte perché avrebbe dovuto lasciare la guida della città, riconquistata da poco.

Ha lanciato l’endorsement nei confronti di Daniele Maura, consigliere provinciale e comunale di Giuliano di Roma, potenziale candidato di FdI alla Regione.   

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