Cosa ci rende veramente liberi? (di P. Alviti)

Siamo padroni di noi stessi? Cosa ci rende veramente liberi? Pinocchio e il tonno che gli dice "Libero o schiavo, sempre in scatola finisci". E invece...

Pietro Alviti
Pietro Alviti

Insegnante e Giornalista

dà anche a noi la forza per prendere possesso della nostra casa interiore.

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Siamo noi i padroni di noi stessi? Spesso ci vantiamo di essere liberi, di costruire noi il nostro futuro, sino all’affermazione filosofica dell’homo faber sui, l’uomo costruttore di sé stesso.

Ma è sufficiente guardare anche un solo momento la nostra vita per capire che molti aspetti della nostra esistenza non dipendono da noi: la storia della nostra vita è legata a tante scelte fatte da altri per noi, da quanti ci hanno accolti e non rifiutati mentre eravamo deboli ed indifesi, da chi ci ha istruito e formato, da chi ci ha dato esempi trascinanti per crescere, per diventare adulti. Ma anche da chi ci ha insultati, chi ci ha ostacolato, chi ci ha fatto vivere brutte esperienze.  

Siamo dunque il frutto dell’impegno di altri, dei condizionamenti della nostra natura. Dell’educazione ricevuta. E poi, proprio nel momento in cui assaporiamo lo spirito della libertà e dell’autonomia, dobbiamo renderci conto di quanto invece poco siamo padroni della nostra vita, tra inconscio, condizionamento culturale, voglia di conformismo per non avere contrasti con gli altri.

Eppure c’è qualche elemento della nostra esistenza in cui possiamo essere davvero liberi: è quella libertà che Gesù ci promette quando ci dice la verità vi farà liberi.

È la libertà di non essere condizionati dai soldi, dalla superbia, dal potere, dal rispetto di sé. È la libertà di poter dire al mondo: non me ne importa niente di essere potente, forte, invincibile, furbo. E’ la libertà di poter decidere autonomamente della propria vita. E’ la libertà, finalmente, di Pinocchio che, inghiottito dalla balena, riabbraccia nel ventre del pesce il padre Geppetto che l’ha chiamato alla vita. Poco prima ha avuto un dialogo appassionato con il tonno filosofo.

Alle tesi del pesce che sosteneva che o libero o schiavo si va a finire sempre in scatola, il burattino ribatte con la possibilità di uscire dalla balena, unendo le forze. Il tonno accetta ma non può portare due persone. Pinocchio deve scegliere se salvare sé stesso o il padre Geppetto.

E Pinocchio diventa libero: sceglie il padre…