Cosa indicano le candidature (e pure le non) alla Regione

Come vanno lette le candidature su Frosinone. Ed anche le assenze pesanti. Un dato è certo: nessuno potrà permettersi di defilarsi in questa campagna elettorale regionale.

Roberta Di Domenico

Spifferi frusinati

Alessia Savo già sindaco di Torrice ed ora Consigliere Comunale di FdI a Frosinone. E Francesca Chiappini prima degli eletti alle Comunali di giugno scorso nel capoluogo, con ben 987 preferenze nella lista per Frosinone, ma in quota Lega. Sono queste le due candidature al Consiglio Regionale del Lazio espresse dall’amministrazione Comunale di Frosinone.

Due candidate sicuramente autorevoli, di spessore, in grado di raccogliere un gran numero di consensi. Altra cosa è dire se saranno elette.

Però da Frosinone era lecito aspettarsi anche la candidatura di qualche maschietto, particolarmente strutturato dal punto di vista del curriculum vitae politico. Anche perché nelle settimane precedenti nel Capoluogo, le indiscrezioni, i rumors, i “si dice“,  più o meno veicolati (a volte anche dagli stessi protagonisti) erano praticamente all’ordine del giorno. Con sottoscrizioni di candidature alla Regione date per imminenti. La realtà poi sta dimostrando cose diverse.

Ma chi sono le figure importanti e storiche della politica frusinate che potevano legittimamente aspirare ad una candidatura alla Regione Lazio? (Leggi qui i precedenti).

Quelli che non dovevano mancare

Fabio Tagliaferri (coordinatore comunale di Fratelli d’Italia, già vicesindaco con Nicola Ottaviani) ad esempio. Che fino all’ultimo era stato dato per sicuro candidato ma che poi, per ragioni geografiche (dicunt) e più probabilmente anche “di corrente” ha dovuto alla fine lasciare il posto ad Antonello Iannarilli. Nello stile del personaggio, ha accolto la mancata candidatura con un beau geste. Assicurando la sua lealtà ai Fratelli d’Italia e più ancora ai candidati: sulla sua bacheca ha scritto «Le scelte non sono ricadute su di me ma hanno comunque premiato 6 persone in gamba e qualificate quanto me se non più di me. Dal canto mio profonderò sempre di più ogni sforzo per sostenere il bellissimo progetto politico di Giorgia Meloni». Le preferenze riveleranno quai considerazioni politiche avrà tratto

Anche l’altro Tagliaferri, Max il Presidente del Consiglio Comunale, era dato per possibile candidato, qualche tempo fa. Per diverse settimane ha tentato di individuare un’intesa con l’assessore al Bilancio Adriano Piacentini: l’uno cercava il via libera (e l’appoggio in termini di travaso delle preferenze) dell’altro per candidarsi. Un sostegno impossibile dal momento che le Regionali sono elezioni dove ogni lista corre per proprio conto e non nella logica della coalizione. A differenza delle Politiche, dove si vota il candidato di tutto lo schieramento. Qui le mani libere, almeno ufficialmente, nessuno le ha.

Candidature ingombranti

Quadrini e Fazzone

Stesso discorso speculare di Tagliaferri vale per l’assessore al Bilancio Adriano Piacentini sub coordinatore provinciale di Forza Italia, che alla fine ha deciso di non candidarsi.

La presenza di un asso delle preferenze come Gianluca Quadrini nella lista di FI è sicuramente ingombrante. Da solo, l’ex presidente della Comunità Montana di Arce vale circa quattromila preferenze: lo ha dimostrato 5 anni fa quando si era candidato alle Regionali praticamente senza simbolo; lo ha ribadito con il suo ruolo determinante nelle recenti Provinciali di dicembre dove ha contribuito all’elezione del presidente Luca Di Stefano. I contrasti interni degli anni scorsi proprio con Piacentini avrebbero fornito uno stimolo in più a Gianluca Quadrini per dimostrare il suo peso anche a Frosinone.

Che le Regionali fossero un traguardo ambito da Adriano Piacentini lo dimostra quanto accaduto lo scorso anno, quando è stata raggiunta l’intesa per la candidatura di Riccardo Mastrangeli a sindaco di Frosinone. In quell’occasione Piacentini rinunciò alla sua aspirazione di fare il sindaco, pretendendo però la sua candidatura alla Regione. Le cose sono andate diversamente, anche perché in politica tutto è sempre molto fluido e mutevole. Soprattutto i patti. L’accordo, spesso, vale per il momento nel quale viene sancito.

Gli uomini forti di lord Riccardo

Riccardo Mastrangeli

Di fatto però gli uomini forti della maggioranza Mastrangeli rimangono fuori dalla competizione regionale e saranno costretti a fare campagna elettorale per altri. Alcuni addirittura sono loro potenziali competitor.  interni ed esterni ai rispettivi Partiti.

Va detto, che l’assenza di ulteriori candidature pesanti a Frosinone, oltre alla Savo e alla Chiappini, facilita di molto il lavoro del sindaco Riccardo Mastrangeli, almeno durante le fasi della campagna elettorale. Gli crea, semmai, un dilemma interno: quello della scelta del candidato su cui orientare i voti. Uno solo tra il consigliere regionale Pasquale Ciacciarelli e l’ex vice presidente della Provincia Andrea Amata pupillo del suo predecessore Nicola Ottaviani. Due conti su chi lo ha concretamente appoggiato alle scorse Politiche in cui è diventato deputato, Nicola Ottaviani li ha fatti; altri due su come sono andate le Provinciali li ha fatti Mastrangeli. È certo che ora alle Regionali se ne terrà conto.

Per il dopo, tutto è da scrivere: bisognerà attendere l’esito delle elezioni. E chi eleggerà chi.

Le candidature veri

Francesca Chiappini e Alessia Savo

Con chi farà il ticket elettorale Alessia Savo? Fino a qualche tempo fa, quello con Antonello Iannarilli era dato per certo. Oggi non è più cosi scontato. Se ne saprà di più nelle prossime ore.

È certo invece che lady preferenze Francesca Chiappini, nella lista della Lega farà coppia elettorale con il Consigliere provinciale Andrea Amata. Quindi, per la proprietà transitiva, anche la Chiappini sarà fedelissima dell’ex sindaco di Frosinone. Ma questo si sapeva già.

Come si sa che nessuno a Frosinone, candidati ovviamente e non, potrà permettersi di defilarsi in questa campagna elettorale regionale. Ognuno con obiettivo politico ben preciso. Per contarsi: in proprio o per interposta persona. Per cristallizzare la propria posizione. Per non perdere la visibilità acquisita. Oppure per prenotare il futuro.

La madre di tutte le battaglie politiche passa sempre, storicamente, per le elezioni regionali. Poter dire di avere un proprio riferimento, certo e riconoscibile, in Regione, pesa. Eccome se pesa. Specialmente a Frosinone.

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