Cosap, il presidente Pompeo fa stampare le cartelle per il 2010

L’allarme lo aveva lanciato il blog Alessioporcu.it pochi minuti dopo che il Consiglio Provinciale di Frosinone aveva approvato il nuovo bilancio. Sta per tornare la tassa sui Passi Carrabili: la famigerata Tosap poi trasformata in Cosap (leggi qui il precedente dal blog).

Le cartelle per la riscossione sono pronte. A rivelarlo è Cesidio Vano su La Provincia Quotidiano. Scrive che l’amministrazione guidata dal presidente Antonio Pompeo

ha scelto di recuperare tutte le annualità non versate sostenendo che, nei fatti, il pagamento era dovuto poiché la riscossione del Canone era stata solo sospesa senza che il balzello venisse cancellato e sostenendo inoltre che il mancato incasso di quelle somme avrebbe dato origine ad un danno erariale.
 Così, nei giorni scorsi, la Provincia ha dato incarico ad una società di Roma, la Noviservice Srl Business Partner Postel, per la stampa, l’imbustamento e la spedizione di 20.000 raccomandate di richiesta pagamento del canone agli cittadini ciociari. La spesa per il servizio appaltato ammonterà in tutto a 89.687,60 euro. Il gettito previsto dovrebbe aggirarsi attorno al milione di euro.

La tassa era stata congelata nel 2010 da Antonello Iannarilli diventato presidente della Provincia da pochi mesi. Per bloccare subito la riscossione sollevò questioni sul regolamento che disciplinava l’imposta: disse che non era regolare e così bloccò i pagamenti “in attesa di riesaminare il caso“. A quel punto l’ex deputato portò il caso in Consiglio provinciale e qui passò il principio che per il 2010 la Provincia rinunciava alla riscossione della tassa: da un punto di vista formale si trattava di una esenzione totale dal pagamento del canone. Si arriva nel 2011 e per mettere fine alla Cosap, Iannarilli mette a punto un nuovo regolamento con il quale vengono esentate al 100% tutte le case ed i fondi agricoli. Si tratta di una sospensione della tassa, rinnovata di anno in anno anche quando Iannarilli ha lasciato piazza Gramsci ed al suo posto è andato Giuseppe Patrizi. Ma nel 2014 il regolamento Cosap viene di nuovo modificato: è proprio Patrizi a rimetterci mano, eliminando le esenzioni e di fatto ripristinando la tassa ma solo a partire dal 2017, in modo da far quadrare i conti ma gettando la palla in avanti nella speranza che intervenisse qualche provvedimento nazionale.

Dal 2010 è cambiato tutto: le Province non esistono più, la riforma Delrio le ha stravolte, le spending review di Mario Monti prima e Matteo Renzi poi, hanno abbattuto la pioggia di soldi che arrivava da Roma. Bisogna cercare i soldi in qualsiasi modo, nessuno vuole restare con il cerino in mano e dire d’avere fatto fallire l’ente Provincia: così, leggendo il bilancio approvato nelle settimane scorse si scopre che sono aumentate le tasse locali sulla compravendita delle auto e su tutte le operazioni che in genere riguardano la Carta di Circolazione dei nostri mezzi; sono soldi che vanno alla Provincia. Ma non basta. E allora ci si pone il problema: ma i soldi che non abbiamo riscosso dal 2010 per i passi carrabili?

Ci sono cinque anni per reclamare quesi soldi. E stanno per scadere. Così, sono state fatte stampare le 20mila cartelle. Le manda una ditta esterna, così la Provincia non deve nemmeno metterci il suo logo.

Ma Iannarilli è pronto a dare battaglia. Come ha dichiarato a La Provincia:

«Abbiamo già inviato una lettera alla Provincia in cui indichiamo tutte le illegittimità che ci sono nella richiesta dei canoni arretrati dice Iannarilli –. Prima di tutto il regolamento non è stato mai formalmente modificato dal Consiglio. Il Canone può essere applicato solo per il futuro e dopo che la modifica sarà fatta; poi, la Provincia non ha mai provveduto a classificare le strade secondo le categorie indicate per l’applicazione del canone con la conseguenza che si paga su una stessa tariffa, qualsiasi sia la strada provinciale interessata. Sono sicuro che ci saranno una marea di ricorsi e che saranno tutti vinti. Chi oggi sta dando il via a questa riscossione si sta facendo carico di spese inutili e credo stia compiendo un vero abuso verso i cittadini».
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