Così Virginia ha incartato Letta e Conte

Tutti vogliono Nicola Zingaretti candidato sindaco di Roma, ma quest’ultimo non può fare campagna elettorale contro i Cinque Stelle dopo averli voluti nella sua giunta. La Raggi l’ha capito benissimo e quindi è intenzionata a resistere al pressing dell’ex premier e del segretario del Pd

Enrico Letta e Giuseppe Conte dovranno impegnarsi a fondo per risolvere il rebus della candidatura a sindaco di Roma. La “pietra d’inciampo”, per usare le parole attribuite al neo segretario del Pd, si chiama Virginia Raggi. Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti vorrebbe concorrere per il Campidoglio. Da settimane continua a ripetere lo stesso concetto e cioè che lui non ha perso un’elezione nel Lazio e a Roma. Vuole dire che è molto forte sul piano elettorale ed effettivamente ha concesso il doppio bis: come presidente della Provincia prima e come Governatore dopo.

Gli danno ragione anche i numeri del secondo sondaggio commissionati dal Partito Democratico quando è arrivato alla Segreteria Enrico Letta: Nicola Zingaretti è l’unico in grado di battere qualunque avversario; le rilevazioni dicono che in caso di ballottaggio con Virginia Raggi il governatore del Lazio prenderebbe il doppio dei voti della sindaca. Se dovesse confrontarsi con Guido Bertolaso avrebbe 12 punti di vantaggio: un abisso.

La resistenza di Virginia

Raggi, Zingaretti, Calenda

Adesso però tutto può fare meno che portare avanti una campagna elettorale “contro” i Cinque Stelle, che lui stesso ha voluto in giunta alla Regione. Con Roberta Lombardi e Valentina Corrado.

Dunque, o Virginia Raggi fa un passo indietro oppure sarà molto complicato per Zingaretti sbrogliare l’intricata matassa. Intanto però si è limitato a dire che le primarie per Roma vanno bene e che sono meglio dei conciliaboli privati. Enrico Letta ha fissato al 20 giugno l’ultima data utile per risolvere il nodo della candidatura e delle alleanze. Altrimenti si procederà con le primarie. (Leggi qui Top e Flop, i protagonisti del giorno: 14 aprile 2021).

Giuseppe Conte, secondo quando riferiscono autorevoli addetti ai lavori, avrebbe rassicurato Letta sul fatto che riuscirà a far ritirare la Raggi. Ma in realtà le cose sembrano andare diversamente. La sindaca ha detto: “Non interrompo il percorso. Accordi sì, ma con regole nostre. In questi mesi non sono mai intervenuta su retroscena o scenari in merito alle prossime elezioni di Roma. Effettivamente mi è stato proposto di tutto per invitarmi a fare un passo indietro e, allo stesso tempo, non sono mancate pressioni per lasciare spazio alla politica”.

Poi ha continuato: “La questione è che per me la politica è altro: sono i programmi e non gli accordi di palazzo. Attenzione, non sto dicendo “ideologicamente” che gli accordi siano sbagliati. Ritengo, però, che gli accordi possano nascere soltanto da una condivisione di idee. E che ci siano dei paletti insuperabili: non tutto può essere negoziabile”. 

Non arretra

Virginia Raggi e Nicola Zingaretti (Foto: Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

Virginia Raggi non farà passi indietro. Non adesso. Dovranno cambiare i presupposti e forse potrebbe valutare. Anche perché ci sono anni di scontro frontale con il presidente della Regione Nicola Zingaretti. Una frattura su Roma tra Pd e Cinque Stelle potrebbe avere riflessi anche sul piano delle alleanze nazionali. Rischiando di indebolire sul nascere la leadership di Giuseppe Conte.

Per Enrico Letta e Nicola Zingaretti una partita molto complessa.

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