«Hanno distrutto il Cosilam: si dimettessero tutti»

Anna Teresa Formisano è stata a lungo la Lady di Ferro della politica in provincia di Frosinone. E’ stata responsabile della Segreteria Politica nazionale dell’Udc. Poi hanno smesso di ascoltarla. E lei, per fargli dispetto, si è seduta sulla sponda e li ha lasciati fare. Pier Ferdinando Casini non la ascoltò quando lei profetizzò la fine dell’Udc; il Partito è finito dove sta adesso. Non la sentirono nemmeno quando si trattò di definire la strategia per le ultime provinciali in cui votò la gente; vinse Antonello Iannarilli che era candidato sul fronte avversario.

Oggi, onorevole, non la stanno a sentire nemmeno sul futuro del Cosilam, il Consorzio Industriale del Cassinate che venne creato da lei quand’era nel governo regionale del Lazio. Cedono la gestione dei depuratori all’Asi di Frosinone. (leggi qui il precedente) Nei fatti è la fine del Cosilam, resta uno scatolone vuoto. Lei come lo interpreta?
Sicuramente la cessione della depurazione va interpretata in questo senso. Se togli da un patrimonio i gioielli di famiglia, cosa ti rimane? Penso che anche una persona senza conoscenza dell’aspetto economico del Cosilam lo capirebbe.

Potrebbero obiettarle che la cessione del servizio porterà una risparmio
I depuratori si trovano l’area industriale del Cosilam e non in un’altra area industriale. Devono essere messi nelle condizioni di rendere al massimo e dare il massimo servizio ai cittadini, che li hanno pagati, ed alle aziende, per i quali li facemmo costruire.

Se si devono cedere i gioielli, in genere significa che qualcosa non ha funzionato…
Non credo ci siano stati errori solo nella gestione dei depuratori. Ci sono stati errori nella gestione complessiva del Cosilam.

E’ il fallimento di un progetto?
E’ il fallimento di una classe dirigente. Il progetto che mettemmo a punto e portò alla creazione del Cosilam era e resta valido. E’ la gestione che è stata fallimentare.

Chi ha fallito?
Ha fallito non solo di chi materialmente ha ricoperto ruoli di gestione nel consorzio industriale. Sarebbe troppo facile addebitare il fallimento a chi ha materialmente gestito il Cosilam. Sappiamo bene come sono nati i vari Consigli d’Amministrazione e le varie presidenze. Mica abbiamo dimenticato come è stato esaltato il Cosilam quando serviva per le campagne elettorali: ha organizzato convegni, promosso libri, ospitato celebrazioni. Basterebbe prendere le rassegne stampa degli ultimi decenni.

Intende dire che il Cosilam è stato sfruttato?
Intendo dire che il Cosilam è stato a lungo la parola magica usata come merce di scambio per posti e candidature. E’ stato il volano di tante campagne elettorali. E In qualche senso ha anche condizionato la poltica del cassinate in maniera forte. Dalle comunali alle regionali. Passando per le altre candidature. Le elezioni comunali di Cassino sono state barattate per il Cosilam.

E’ per questo che nell’ultima tornata sono state fatte le barricate per evitare che lei potesse andare alla presidenza?
Comincio a credere che sarei stata molto scomoda: se fossi andata alla presidenza del Cosilam, della mia creatura, sarebbero dovuti passare sul mio cadavere prima di arrivare a cedere i gioielli di famiglia.

E chi c’è oggi cosa dovrebbe fare?
Si dovrebbero dimettere tutti i consiglieri d’amministrazione, a cominciare dal presidente. Perché questa è la certificazione del loro fallimento. E dovrebbero togliere il disturbo anche i registi e gli spettatori di questo teatrino. Perché questa è un’operazione che è partita da lontano nell’ottica di indebolire politicamente ed economicamente Cassino ed il Cassinate per togliergli il ruolo di protagonisti della politica in questa provincia. Fino a pochi anni fa era il Sud della provincia a determinare i presidenti di Provincia, i deputati ed i senatori, i sottosegretari, finanche i presidenti della camera di Commercio.

Tutti colpevoli?
Nessuno pensi di addebitare la colpa all’altro. Sono tutti colpevoli. Sindaci, consiglieri regionali, parlamentari. Anche la classe imprenditoriale ha la sua quota di responsabilità. Perché un consorzio come il Cosilam, nel momento in cui la Fca sta ripartendo, doveva essere il vero volano dell’economia di questa provincia. E ancora poteva esserlo. E non mi si venga a dire che le condizioni economiche sono cambiate: sono cambiate in meglio.

E’ delusa?
Sono amareggiata, non delusa. So quanti sacrifici ho dovuto fare per realizzare quel Consorzio. In Regione non fu una passeggiata: dai banchi dell’opposizione e da alcuni della mia stessa maggioranza venni accusata di essere Cassinocentrica. Sono amareggiata perché questo fallimento pone un problema ancora più grande.

Quale?
La selezione della classe dirigente in questo territorio. Qui è cambiatpo il ruolo della poltica. Di chi dovrebbe lottare ogni giorno per far crescere l’economia di questo territorio, concretamente, non con i comunicati stampa. Sarebbe interessante fare un parallelo tra le cose che avevamo nel Cassinate 10 anni fa e quelle che sono rimaste oggi.
Avevamo due Dea e adesso stanno in provincia di Latina, la morte degli ospedali della provincia di Frosinone è stata permessa a vantaggio di quelli di Latina; tra poco Latina avrà l’autostrada diretta con Roma, tagliandoci fuori da quel poco di importanza e competitività che avevamo. E’ una vergogna. Meno male che stavo alla Camera dei Deputati quando si è parlato di chiusura dei tribunali: altrimenti non avevamo nemmeno più il tribunale a Cassino.

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