Gli industriali alla politica: nessuno giochi con il Cosilam

Gli industriali si preparano a fare fronte in vista dell'elezione della prossima dirigenza del Consorzio industriale Cosilam di Cassino. Temono che si esca dal solco tracciato dal presidente uscente Zola. Che vedrebbero bene per un bis.

La caraffa con acqua fresca, fette di limone e grani di zenzero è un sollievo. Sta su un tavolino subito dopo le scale della palazzina uffici dello stabilimento cartario Wepa di Cassino. Fuori una specie di monsone arroventa l’aria prima che si scateni un temporale tropicale.

In un angoletto di quell’atrio, appartati, parlano fitto il presidente di Unindustria Frosinone Giovanni Turriziani ed il presidente di Unindustria Cassino – Gaeta Davide Papa.

Nessuno li sente. Ma da lontano si vede Turriziani gesticolare e Papa fare segno di rallentare. Parlano del Cosilam, il Consorzio Industriale del Lazio Meridionale: tra qualche settimana parte l’iter per il rinnovo della presidenza e la politica ha già trovato un accordo. Se Mario Abbruzzese vorrà tornare alla guida del Cosilam, Francesco De Angelis con i suoi sindaci lo appoggerà. Determinandone l’elezione.

Il presidente Turriziani è molto perplesso. «Perché abbiamo tracciato una rotta ben precisa, Pietro Zola in questi tre anni di presidenza ha avviato l’ente finalmente verso il risanamento. Sarebbe un gesto di rispetto e di riconoscenza avviare le consultazioni da lui, chiedendogli se sia disponibile ad un nuovo mandato».

Chi passava a prendere un drink su quel tavolo, giura di avere intercettato che il presidente Papa abbia lasciato poche illusioni al suo collega. Esprimendo un concetto del tipo: se la politica ha deciso, ci sono i numeri dalla sua parte.

Il presidente di Frosinone si infervora di più. Perché la categoria degli imprenditori non è stata consultata nonostante il contributo dato in questi anni. Da lontano si sente appena «Non lo trovo corretto, Pietro in questi tre anni ha dato l’anima per quell’ente, non ha preso un soldo di stipendio ed ha pure messo la benzina di tasca propria».

Acqua, limone e zenzero sono quasi finiti. I due presidenti concordano una linea comune: invieranno a rappresentarli nel Consiglio d’Amministrazione del Cosilam un mastino. Al quale affidare un compito preciso: vigilare su ogni atto affinché non si esca dal solco del risanamento tracciato dalla loro categoria tramite Pietro Zola.

Chiamano il responsabile di zona e dispongono che nei prossimi giorni venga scritto un comunicato stampa con questi concetti messi in evidenza.

Poi entrano in sala per il convegno. E si siedono mettendosi uno alla sinistra ed uno alla destra del presidente uscente. Un modo per mandare un segnale a chiunque li veda.

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