Costanzo: «Fardelli non è un dirigente con la D maiuscola»

Il fronte Cassino si è spalancato davanti al segretario provinciale Pd Simone Costanzo in pochi minuti. Improvviso quanto inatteso. (leggi qui) Nemmeno il tempo di approntare una linea di difesa e alle spalle se ne sono aperti altri due. Il fronte dei Socialisti, infastiditi dal veto posto alla ricandidatura del consigliere provinciale Gianni Bernardini. E poi il fronte di Alfredo Pallone seccato per la linea approvata dalla Direzione Pd in vista delle prossime provinciali. (leggi qui)

Simone Costanzo ha trascorso la notte a riflettere. E meditare una dichiarazione che tamponasse tutti i fronti nello stesso momento. la mette a punto insieme al caffè del mattino.

Parte dalla riunione che ha scatenato la reazione di tutta la politica provinciale. «L’altra sera abbiamo fatto una riunione informale e interlocutoria per fare un primo screening sulle elezioni provinciali».

 

Il fronte Cassino
Inizia ad affrontare la ribellione di Cassino, dove tre quarti del Pd lo ha disconosciuto da Commissario del Circolo e gli ha chiesto di dimettersi. Lo accusano di essere dalla parte di Francesco Mosillo, di voler pilotare il tesseramento e trasformarlo in un mercato delle quote. Di avere tenuto volutamente il consigliere regionale e leader della componente Marino Fardelli fuori dalla riunione provinciale.

La risposta è: «Marino Fardelli sapeva della riunione e parteciperà alla prossima. Ma deve iniziare a ragionare da dirigente con la D maiuscola evitando atteggiamenti e dichiarazioni offensive e fuori luogo».

Il fronte Provinciale
Il Pd ha deciso la linea da tenere in vista delle prossime provinciali. C’è stata una chiara convergenza De Angelis – Buschini – Alfieri – Pilozzi: lista di Partito. Socialisti e Pallone, in una civica. Un posto per il Psi? Bernardini ha fatto opposizione strumentale per due anni, imbarcarlo è impensabile, è stato detto. A Gianfranco Schietroma e Alfredo Pallone è andato di traverso il caffé dopo avere letto le anticipazioni di Alessioporcu.it

Il segretario Simone Costanzo puntella la situazione. «Ci tengo a precisare che nulla è stato deciso durante la Direzione tranne che la linea politica delle alleanze. L’alleanza ha lo stesso perimetro di quella applicata dal governo nazionale. Cercheremo di dialogare anche con Sel che nel Lazio governa assieme a noi».

«Abbiamo profondo rispetto per Area Popolare che incontrerermo nei porsimi giorni e che è un alleato strategico del Pd. Cosi come ugualmente nei prossimi giorni incinterermo il Psi e Sel e cercheremo di costruire un percorso per realizzare un’alleanza a sostegno del presidente Antonio Pompeo. Che, comunque vada, rimarrà in carica altri due anni.

 

I nomi dei candidati
Molta irritazione ha creato il fatto che siano venuti alla luce alcuni nervi scoperti. Soprattutto quelli di Anagni, con il gruppo di Mimmo Beccidelli che avanza la richiesta di una candidatura ed il sindaco Fausto Bassetta deve mediare. «Anche sui nomi, è tutto in fase istruttoria e pertanto, tranne che per gli uscenti, è ancora tutto da costruire».

 

L’orgoglio di Fardelli
La risposta di Marino Fardelli è un concentrato di orgoglio Cassinese e strategia politica. Un po’ bastone e un po’ carota. «Un certo PD a Cassino c’è, si riunisce, si confronta e lavora. È quel Pd che non si riconosce in chi pensa di “tirare a campare tanto prima o poi questi fanno pace”. In chi pensa che a tavolino si gestiscono pseudo strategie e movimenti “pro linea mea”».

L’esclusione dalle strategie, il dover subire le scelte fatte da Frosinone, brucia e spinge la ribellione. «La nostra posizione messa in evidenza ieri sera dimostra che non possiamo ancora subire la linea passiva dettata da “alcuni” che ci vorrebbero ramo secco della provincia di Frosinone. Siamo più che mai uniti motivati e soprattutto abbiamo progetti e ambizioni che vogliono il cassinate e non solo, protagonista delle scelte politiche ad ogni livello».

 

La rabbia di Bernardini
Nemmeno il consigliere provinciale Gianni Bernardini la manda a dire. Anzi, la sua risposta la pubblica direttamente su Facebook.

E dice: «È proprio vero. il proverbio non sbaglia mai: “il bue dice cornuto all’asino“. Noi socialisti, siamo incolpati dal Pd, perché abbiamo fatto opposizione per due anni all’amministrazione Pompeo».

Se la prende con il presidente della Provincia non ché sindaco di Ferentino. «Forse, l’emergente politico di turno nonché sindaco, dimentica che i socialisti si sono presentati all’elezioni Provinciali in contrapposione alla destra (FI-NCD). Che eramo alleati di quel personaggio sconosciuto che oggi vuole fare il salvatore della Patria. 
Noi Socialisti siamo stati coerenti fin dall’inizio della legislatura e dopo aver perso l’elezioni, abbiamo rispettato il ruolo di opposizione. Non siamo caduti nella trappola di qualche delega messa sul piatto dal Pd. 
Come consuetudine il Pd, dopo aver fatto finta di litigare, ha festeggiato in grande stile il ritorno all’unità del gruppo consiliare.
 Noi Socialisti, oramai siamo abituati all’atteggiamento voltagabbana del PD. Ma restiamo liberi di sceglierci i nostri alleati».

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