Covid-19, già 7.584 domande di cassa integrazione. I dubbi sui tempi. Il fronte Metalmeccanici

Salgono verso quota 8mila le domande di Cig per Covid-19. Bernardini: nel Metalmeccanico più richieste che ai tempi del crac Lehman Brothers. Il dramma dei tempi. L'ipotesi Abi. Il via libera di Coppotelli e Di Berardino

Salgono a 7.584 le domande di cassa integrazione in deroga presentate alla Regione Lazio a causa del Covid-19. Gli uffici hanno lavorato a pieno regime anche di domenica per smaltire nel più breve tempo le richieste. La maggior parte di loro riguarda micro imprese con un numero molto ridotto di dipendenti.

La crisi dei Metalmeccanici

Le linee di Cassino Plant

Nella sola provincia di Frosinone sono state 452 le domande inoltrate da imprese cdel settore Metalmeccanico. Di queste sono 296 le richieste di Aziende con più di 5 dipendenti, sono state 156 quelle presentante da aziende da 1 a 5 dipendenti. Le pratiche nel solo comparto Metalmeccanico provinciale riguardano un totale di oltre 10mila lavoratori.

Per capire la dimensione del fenomeno basta confrontare questi numeri con quelli delle domande presentate nel periodo 2009/2010: era l’epoca della profonda crisi finanziaria mondiale che portò al crac del colosso Lehman Brothers. In quegli stessi anni le domande di cassa integrazione inoltrate dal comparto Metalmeccanico provinciale furono meno di 400.

È preoccupato il segretario della Fim Cisl di Frosinone Fabio Bernardini. Per il quale «La criticità maggiore riguardata tutte quelle aziende che con sofferenza si stavano tenendo in piedi attraverso l’utilizzo degli ammortizzatori sociali esistenti. Non avendo prospettive certe, ad oggi si trovano letteralmente a navigare a vista. E dove finalmente si riusciva ad intravedere una luce in fondo al tunnel, gli effetti di questa crisi hanno di fatto azzerato ogni possibilità di ripresa.

Il dramma dei tempi

Il segretario generale Fim-Cisl della provincia di Frosinone Fabio Bernardini

C’è il dramma dei tempi. Quanto tempo passa dal momento in cui la pratica viene evasa al momento in cui materialmente i soldi arrivano sul conto corrente del lavoratore? E da dove devono uscire quei soldi se è chiaro a tutti che in questo momento lo Stato non li ha e sta chiedendo all’Europa di poterli avere a debito emettendo deii coronabond?

La risposta sui tempi: possono passare diversi mesi. I lavoratori messi in cassa integrazione adesso potrebbero ricevere i pagamenti solo a partire da giugno.

Da dove vengono i soldi. Le proposte presentate da Cgil – Cisl – Uil nazionali contemplano l’anticipo da parte dell’azienda anche in caso di cassa integrazione in deroga, agevolando le aziende che ne hanno la possibilità e le intenzioni. Il problema di fondo è che non tutte le aziende hanno i soldi: per il semplice motivo che sono chiuse, non producono pertanto non incassano. Sono quelle a cui fa riferimento Fabio Bernardini.

Per chi può, sono scese in campo le Banche. Lo hanno fatto per voce del presidente nazionale dell’Associazione Bancaria Italiana Antonio Patuelli e del direttore Giovanni Sabatini. Hanno detto di apprezzare «la disponibilità subito espressa da molte parti imprenditoriali e sindacali a procedere celermente ad un accordo per l’anticipo della cassa integrazione ai lavoratori sospesi dal lavoro a causa dell’emergenza Covid-19».

Coppotelli, la via possibile

Per accorciare i tempi, Patuelli e Sabatini stanno lavorando con tutto il sistema Abi ad un meccanismo che consenta il versamento direttamente sui conti correnti dei lavoratori, così da evitare che le persone debbano andare in banca, riducendo ulteriormente i rischi di contatti e di contagio.

Il meccanismo in pratica prevede che le banche anticipino i soldi alle aziende, li riprenderanno appena lo Stato verserà alle imprese le indennità di Cassa integrazione.

«Noi saremmo d’accordo» ha detto il segretario generale della Cisl del Lazio Enrico Coppotelli.

L’assessore regionale al Lavoro Claudio Di Berardino si già detto pronto a sottoscrivere l’intesa con Abi per l’anticipazie della cassa integrazione. Per l’assessore la disponibilità di Abi «può rappresentare una grande opportunità per le imprese, per i lavoratori e per l’intero mondo del lavoro, capace di incidere significativamente sulla tenuta economica e sociale per le famiglie in questo momento di grande difficoltà».

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