Covid-19, quattro vittime: c’è anche l’abate di Casamari. Infette ex Inam e Rems

Foto © Vince Paolo Gerace / Imagoeconomica

Il covi-19 continua ad uccidere: quattro vittime in provincia di Frosinone. Tra loro l'abate di Casamari. Infette l'ex Inam di Cassino e la Rems di Ceccano. Strutture isolate e sottoposte a sanificazione, stessa cosa oggi per Pronto Soccorso e Terapia Sub Intensiva di Alatri. Ondata di nuovi casi. Troppa gente in giro

Bentornato Covid-19. Mentre tutti iniziavano a pensare se ne stesse andando via, si fosse infiacchito, ritornando così a mettere il naso fuori di casa, il nuovo coronavirus ha ricordato in un colpo solo la sua potenza e la sua letalità. Ha ucciso il padre abate di Casamari, due anziane ospiti che stavano nella Casa di Riposo Hermitage a Fiuggi, un pensionato di 73 anni. Ha infettato l’ex Inam di Cassino che sarà fuori uso fino a lunedì, così come il Pronto Soccorso e Terapia sub Intensiva di Alatri. Ha colpito all’interno della Rems di Ceccano contagiando uno dei ricoverati. Ha contagiato 21 persone in un solo giorno nella provincia di Frosinone: troppi in giro con le scuse più banali, troppi pretesti, troppa gente che non ha capito che si muore e anche in giovane età.

Coronavirus, medici con mascherina © Vince Paolo Gerace / Imagoeconomica

La cosa drammatica è che i posti di Terapia Intensiva già occupati in tutto il Lazio sono 188 e se non ci fosse stata l’azione della Regione per creare le strutture specializzate moltiplicando i posti, oggi saremmo finiti in crisi. Sono oltre 3mila i casi positivi nella regione. I nuovi casi scoperti nelle ultime ventiquattrore sono 157: il che fa scendere la curva dei contagi sotto il 4% per la prima volta. ma il virus è ancora dannatamente pericoloso. Sono però in continua crescita i guariti: salgono di 47 unità nelle ultime 24 ore arrivando a 439 totali in media sono due guariti ogni ora. Sono usciti dalla sorveglianza domiciliare in 12.731 ed i decessi sono stati tredici.

Quattro vittime

Non ce l’ha fatta don Eugenio Romagnuolo, il padre abate di Casamari responsabile per questo di 9 abazie in Italia e 4 all’estero, si è spento nel pomeriggio all’ospedale Spaziani di Frosinone. Si era insediato il 17 settembre 2015 proveniente dall’abazia di Valvisciolo. I primi sintomi del Covid-19 li aveva manifestati verso la decina di marzo e l’undici del mese era stato portato in ospedale. La situazione si è fatta presto molto critica, l’avevano dovuto attaccare ad un respiratore in Terapia Intensiva e addirittura praticare un piccolo intervento per far passare l’aria dalla trachea. Tutto inutile. Si è spento oggi. Nessun altro caso positivo si è sviluppato nella comunità monastica che era stata subito messa in quarantena.

L’abate di Casamari Eugenio Romagnuolo

Le altre vittime sono due donne che erano state ospiti della casa di Riposo Hermitage di Fiuggi dove si era sviluppato un focolaio un paio di settimane fa. Per tutti gli ospiti era stato deciso il trasferimento in altre strutture. Anche per le due vittime di oggi: una era di Fumone e si è spenta nell’ospedale Spaziani; l’altra è di Fiuggi ed era stata trasferita prima a Morlupo e poi al Sant’Andrea di Roma ed è morta lì.

Il quarto deceduto è un uomo di 73 anni: si è spento nella nottata scorsa allo Spaziani. È stato il figlio a dare l’annuncio. Ricordando che «Papà era un pensionato, non aveva vizi: non fumava e non beveva. Viveva da solo in quanto vedovo ed era autonomo in tutto. In venti giorni il virus se l’é portato via. Ha raggiunto mia mamma, morta di cancro una decina di anni fa. Il messaggio che vorrei diffondere é di stare a casa, ma ancora più importante, se si esce, farlo sempre con guanti e mascherine. Con questo virus non si scherza».

Strutture infette

Il virus è arrivato all’ex Inam di Cassino, struttura in cui sono decentrati gli ambulatori per le visite specialistiche ed uno dei centri prelievi della Asl. Tre sanitari sono risultati positivi. Si tratta di due infermiere e di una specialista che ha tenuto le visite in quegli ambulatori proprio con la presenza delle due infermiere. La dottoressa era risultata negativa ad un primo tampone, è stato ripetuto dopo la scoperta della positività dell’infermiera: è risultato indeterminato e le linee guida dispongono che venga considerato positivo. Positiva anche la seconda infermiera. Ora è partita la sanificazione dello stabile e l’indagine epidemiologica. Gli uffici riaprono lunedì.

C’è il primo paziente all’interno di una Rems in Italia: è stato scoperto durante i controlli effettuati a Ceccano. È un problema nel problema, non esistono indicazioni su come si debba agire con pazienti che fino a qualche tempo fa sarebbero stati detenuti in una struttura psichiatrica. Per ora la struttura è stata isolata e sono partiti i test su tutto il personale ed i pazienti.

Ad Alatri è partita la sanificazione di terapia sub Intensiva e del Pronto Soccorso per via della positività registrata su un medico. (leggi qui Tre morti ma la curva cala. Attenti alla truffa dei tamponi).

I nuovi casi

La terapia sub intensiva di Alatri

Oltre ai tre casi dell’ex Inam ce ne sono altri 5 registrati a Boville Ernica, si aggiungono agli altri cinque dei giorni scorsi portando a dieci il totale; tra questi l’anziana morta l’altroieri. Un uomo di Pontecorvo è stato trasferito in ospedale è un nuovo caso ed i familiari sono stati messi sotto osservazione domiciliare. Due nuovi positivi anche ad isola del Liri. Mandata a casa una Oss del san Raffaele di Cassino: è positiva ma non manifesta sintomi. Un altro positivo a Cassino città: è un pensionato di 80 anni, il paziente è stato portato al Santa Scolastica e da qui trasferito a Frosinone.

Nelle ultime ventiquattrore sono 8 i pazienti che sono guariti e 307 le persone che sono uscite dall’isolamento domiciliare.

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