Covid fa crescere l’usura, ecco i sei modi della Regione per batterla

Un fondo da 4,4 milioni di euro e sei 'campi di battaglia' per sconfiggere l'usura nel momento in cui è più letale. E cioè con le povertà che Covid ha creato o aumentato. La Regione Lazio c'è e vuole esserci anche nelle aule penali: come parte civile contro i 'cravattai'.

Piero Cima-Sognai
Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Un fondo unico regionale da 4,4 milioni di euro con sei azioni mirate, sei scenari per tirar via la ‘cravatta’ dal collo dei cittadini laziali. Ed è cravatta strettissima, a contare che il Lazio è in pole nazionale per incremento del più silenzioso ed economicamente incisivo dei reati: l’usura. Lo dicono le cifre di chi osserva il fenomeno.

Lo dicono pure gli intenti di chi il fenomeno vuole arginarlo sul fronte delle povertà che fa germinare. E che vuole essere Parte Civile in aula sul fronte di chi lo persegue in punto di Diritto. L’usura ai tempi del Covid, cioè l’usura nel suo momento potenziale di massima virulenza. Perché quello dello ‘strozzo’ è un virus che procede di pari passo con quello che da febbraio mette il mondo in ginocchio.

Un ‘virus’ che crea nuovi poveri

Foto © Alvaro Padilla / Imagoeconomica

E perché il virus dell’usura ha un indice di contagiosità direttamente proporzionale alle povertà che incontra.

Sono povertà che quell’altro virus o crea o incrementa ove ci fossero già. Ecco perché il problema è serissimo e perché Nicola Zingaretti ha voluto affrontarlo. Assieme a Gianpiero Cioffredi, presidente dell’Osservatorio per la Sicurezza e la Legalità della Regione Lazio, Zingaretti ha perciò snocciolato i dati. Poi ha illustrano nuovi investimenti e progetti per contrastare il fenomeno dell’usura nel Lazio durante l’emergenza Covid. Lo ha fatto in tandem con il consigliere regionale Rodolfo Lena, presidente della Commissione Lotta alla criminalità e Antimafia.

Perché l’usura ha un altro ‘compare’ con cui mettersi a braccetto oltre la povertà, ed è quella malavita organizzata che le povertà le crea e le sfrutta, proprio come il virus. La Sala Tevere della Regione Lazio è stata dunque palco per delineare strategie e per illustrare iniziative.

Sei azioni per battere i ‘cravattari’

Nicola Zingaretti durante la conferenza anti usura

Ma di cosa parliamo, in sostanza? Di un nuovo finanziamento che fa seguito ad una prima tranche già stanziata. Servirà per un intervento diretto sul territorio che «si è reso necessario a causa della crisi economica e sociale generata dal Covid».

Sei le azioni cardine. La prima, da 900mila euro, è rivolta alle vittime di usura e ai soggetti sovraindebitati a causa della pandemia. Prevede un contributo fino a 5mila euro per le spese ordinarie e di sussistenza. Poi ci sono 1,6 milioni di euro di sostegno a persone sovraindebitate e di prevenzione all’usura. Questa somma prevede garanzie per prestiti bancari fino a 50mila euro.

«In passato avevamo un dato di solvibilità di prestiti delle famiglie sovraindebitate che arrivava all’80%. – ha ricordato Cioffredi – E’ il dato più alto in Italia, questo significa che quando alle persone in difficoltà viene data fiducia, questa viene ripagata».

C’è una terza misura da 770mila euro e riguarda i sussidi alle persone che denunciano gli usurai. La Regione, in sostanza, riconosce in questo modo un indennizzo da 5mila a 20mila euro a fondo perduto (in base alla condizione sociale della vittima). Indennizzo alle persone fisiche e alle pmi vittime di usura, e che risultino tali dalla certificazione dell’autorità giudiziaria.

Chi gestirà la lotta sul campo

La crisi incrementa le richieste agli usurai Foto © Paolo Cerroni / Imagoeconomica

Queste misure saranno gestite dalle associazioni e dalle fondazioni iscritte sia all’albo regionale che a quello del ministero dell’Economia. Si tratta della Fondazione della Caritas diocesana di Roma “Salus Populi Romani”. Poi la Fondazione della Diocesi del sud pontino “Magnificat”, la Fondazione Wanda Vecchi. E ancora la Fondazione Adventum, l’Ambulatorio Antisura e l’Associazione Baccarato. A queste associazioni fa riferimento la rete degli sportelli Antisura del Lazio.

Fanno parte del Fondo anche 30mila euro per il sostegno psicologico alle vittime. Poi 650mila euro (sia per le vittime di usura che per le famiglie sovraindebitate) che riguardano l’assistenza legale. Con essa la consulenza aziendale per mettere assieme i debiti contratti con i vari istituti. Infine 450mila euro di contributo alle 27 associazioni della rete degli sportelli antiusura.

«L’obiettivo è sempre quello di non lasciare soli i cittadini in questo momento di particolare fragilità economica. La rapidità di elargizione del denaro impatta efficacemente sulla condizione delle vittime o potenziali vittime di usurai».

Come funziona a come va nel Lazio

Le Forze dell’Ordine sono in prima linea nel combattere il fenomeno

Come si accede ai fondi? Per accedere all’indennizzo, la vittima di usura deve rivolgersi alle associazioni e fondazioni antiusura, iscritte nell’albo. Queste poi, ricevuta l’istanza della vittima, trasmettono alla struttura regionale competente il progetto e il prospetto di utilizzo delle somme da erogare. «In caso di accoglimento della richiesta l’importo è assegnato all’associazione/fondazione che ne cura l’utilizzo a favore del beneficiario».

E i dati di ascolto ‘figli’ della pandemia sono inquietanti. La rete regionale delle associazioni e delle fondazioni antiusura in questi mesi ha visto un aumento del 50% di ascolti.

Il Lazio «è la regione italiana che ha visto crescere di più l’usura. Con un aumento, tra marzo e luglio, del numero degli usurai arrestati». Sono stati 63 rispetto ai 42 dell’anno precedente. Segnale si della poderosa attività delle Forze di Polizia e della Magistratura, ma anche di una maggior muscolarità del fenomeno. E il fenomeno ha conservato tutta la sua letalità in quanto a diffusione e capacità di attecchimento.

L’usura «continua a essere uno dei fenomeni criminali tipici, e perciò più diffusi, nella Capitale e nel Lazio. Accanto ai soggetti che autonomamente si dedicano ai prestiti a tassi usurari (i c.d. “cravattari” di quartiere), opera la criminalità organizzata. Criminalità che anche attraverso questo canale acquisisce, in forma occulta, il controllo di attività commerciali, già nella titolarità di soggetti stritolati dai debiti. In particolare nel periodo del lockdown il binomio mafia-usura si è consolidato. Lo ha fatto approfittando della mancanza di liquidità delle piccole aziende».

Il Lazio ha visto crescere il fenomeno dell’usura

Esistono dunque due tipi di usura: una convenzionale e una ‘mafiosa’. E in particolare quest’ultima viaggia sul comodo tappeto dell’omertà. Su quella e «sul rapporto vittima-usuraio mafioso con conseguente dipendenza psicologica e fisica. La crisi economica, generata dalla pandemia, si è trasformata per la criminalità organizzata in una grande opportunità. Opportunità di reinvestire i capitali ‘sporchi’ nell’economia legale». Il calvario è sempre lo stesso: l’usuraio prima presta il denaro, poi si impossessa dell’attività economica trasformandola in una vera e propria lavanderia di riciclaggio. Il tutto con rischi pressoché pari a zero.

Cioffredi e la ‘mafia che ingrassa’

E Cioffredi ha chiosato bene sulla polpa del tema. «L’usura è diventata un elemento fondamentale della strategia criminale. Elemento che ci indica un processo in atto di un gigantesco reinvestimento di denaro delle mafie nel sistema produttivo romano. Facciamo un appello accorato alle vittime di liberarsi dalla morsa drammatica dell’usura. E denunciare i loro aguzzini. Troveranno al loro fianco la Regione e tutti gli Organi dello Stato».

Nicola Zingaretti punta alla giugulare del welfare mafioso e lo dice chiaro. «Dobbiamo distruggere quello che puo’ essere rappresentato quasi come un welfare mafioso di prossimità. Welfare che, a differenza del welfare legale che tira fuori gli individui dalla disperazione, porta le famiglie alla rovina e alla disperazione. E lo fa spesso nel silenzio. Lo Stato non solo è attivo nella repressione ma anche per evitare la solitudine. Combattere l’usura, le mafie e i poteri criminali è parte integrante dell’impegno contro il Covid. E gli effetti socio-economici che questa emergenza porta con sé, perché un’economia legale fragile significa il rischio di un’economia criminale forte».

Zingaretti: saremo parte civile

Nicola Zingaretti in una villa sequestrata dei Casamonica, accusati di usura su Roma e provincia. Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Zingaretti non vuole lasciar solo nessuno Soprattutto per un fatto. «Nei primi sei mesi del 2020, a fronte di un calo di circa il 26% di denunce per i reati tradizionali, le denunce per usura sono aumentate quasi del 10%. Quindi è in atto un processo silenzioso ed è legato alla disperazione degli individui in una comunità più fragile. Questa battaglia va combattuta. Anche nelle aule di Tribunale. La Regione Lazio si costruirà parte civile accanto a tutte le vittime in tutti i processi di usura. Questo per dare il segno tangibile di una vicinanza concreta della nostra amministrazione. Amministrazione che non si sottrarrà anche nella battaglia legale».

Di «provvedimento straordinario» ha parlato Rodolfo Lena, presidente della I Commissione Criminalità e Antimafia del Consiglio regionale. Un provvedimento che serviva «come risposta a una situazione straordinaria. Perché in questo periodo di Covid è cambiato il sistema di relazioni per le famiglie e le aziende. E’ una risposta importante, per fare capire che le istituzioni ci sono. Ci sono prima che la criminalità e le mafie possano entrare nella gestione delle aziende».

MARTA BONAFONI. FOTO © ALESSIA MASTROPIETRO

La chiosa è di Marta Bonafoni, consigliera capogruppo della Lista Civica Zingaretti. «La Regione Lazio risponde in maniera decisa e coerente per non lasciare soli i cittadini in questo momento di particolare fragilità. E per dare a tutti risposte rapide. Per fare in modo che questa crisi non travolga i cittadini e le cittadine del Lazio. I cittadini hanno le istituzioni regionali al loro fianco. Come dimostra anche il grande lavoro che la Regione sta facendo in questi mesi sul territorio. Lavoro che porterà alla prossima riapertura dello spazio dell’ex Pecora Elettrica a Centocelle. Siamo vicini alle associazioni e alle reti di cittadini che fanno dell’antimafia sociale il loro impegno quotidiano».