Covid, Fca, Santi, Tav: il 2020 della città di Cassino

Il 2020 di Cassino. Dal profetico discorso del professor Ricciardi per l'inaugurazione dell'Anno Accademico 2020 alle conseguenze del Covid sulla città. Il crollo Fca, il salvataggio di Tiberina. Borgomeo e la sua visione, l'accordo con Migliorelli. L'importanza di Tav. Le liti in politica. Ed il taglio del collegio

Massimo Gentile

Sao ko kelle terre...

Quando salì in cattedra in occasione dell’inaugurazione del 41° anno accademico dell’Università di Cassino per illustrare la relazione “Conquistare il cancro: missione possibile”, nessuno, in quell’aula, immaginava che da lì a poco Walter Ricciardi lo avrebbe visto tutti i giorni in Tv per parlare di epidemia. Il Covid si sarebbe affacciato in Italia dopo due settimane. (Leggi qui Cancro e terremoti: la missione possibile all’Università di Cassino).

Era il 7 febbraio 2020 quando il consulente del ministro della Salute Roberto Speranza presenziava alla cerimonia d’inaugurazione dell’anno accademico nell’aula magna dell’ateneo di Cassino. Dopo un mese tutta la Nazione sarebbe precipitata nel lockdown totale: l’emergenza stava per iniziare ufficialmente. Ma ancora nel mese di febbraio, sembrava qualcosa di lontano per la comunità ai piedi dell’Abbazia di Montecassino.

L’arrivo del Covid a Cassino

Il sindaco davanti alla tenda Covid di fronte all’ospedale

Poi, il 3 marzo, mentre a Palazzo Chigi si discuteva dell’opportunità di chiudere subito tutte le scuole – misura che sarebbe poi stata annunciata il giorno successivo – sulla scrivania del sindaco Enzo Salera arrivava la comunicazione della Asl: primo caso di Covid anche a Cassino. Da quel giorno, in città, si è iniziato a prendere consapevolezza di quello che stava per succedere.

Toccava anche alla Politica, a quel punto, dare risposte e rassicurazioni. La crisi sanitaria ha esaltato le competenze. Luigi Maccaro, già direttore della comunità Exodus e una vita dedicata agli ultimi, ha messo in campo un servizio straordinario per dare risposta immediata alle esigenze della cittadinanza durante il lockdown. Il servizio “Cassino Risponde” sarebbe stato poi valutato dall’Anci (Associazione Nazionale Comuni Italiani) come uno tra i migliori in Italia, tra quelli messi in campo durante la fase acuta dell’emergenza.

Nelle prime settimane di pandemia si accende una feroce polemica con l’opposizione. Che invita a rompere il lockdown e l’ordine di evitare assembramenti. Con un post viene suggerito alla cittadinanza di ammassarsi in municipio per l’assegnazione dei sussidi. La risposta dell’amministrazione è ferma e immediata: chiede l’intervento delle forze dell’ordine per evitare ogni assembramento, chiarisce che è inutile andare in municipio perché tutto il personale lavora in smart working da casa. E per i sussidi si procederà a consegnare i moduli casa per casa, direttamente al mattino quando la ditta passa a ritirare l’immondizia.

I progetti saltati

Il rendering della possibile stazione della funivia a Cassino

Ma inevitabilmente il Covid ha spento i sogni di gloria dell’amministrazione e ha probabilmente compromesso per sempre alcuni progetti qualificanti dell’amministrazione. Era proprio il mese di febbraio 2020 quando il sindaco Salera aveva riattivato i colloqui con la “Marmolada”: la società che nel 2015, sul finire dell’amministrazione Petrarcone, aveva presentato un progetto per collegare il monastero benedettino alla città tramite la funivia. Con la stazione situata nella villa comunale. Il primo cittadino era andato a sondare anche il clima in Abbazia per provare a superare le perplessità sulla chiusura della strada. (Leggi qui La funivia della pace: con Peppino e con il padre abate (Conte della Selvotta))

Il 2020 ha insegnato che i problemi sono ben altri, che non la chiusura della strada. Il turismo, a Cassino come altrove, si è infatti praticamente azzerato. I sogni restano chiusi nel cassetto e rinviati all’anno venturo: stesso discorso vale per la Cittadella dello sport e il Multisala. Restano al palo anche la Rigenerazione urbana e il Piano Urbano del Traffico.

L’amministrazione ha intanto ricevuto altri importanti finanziamenti e ha mandato in porto quelli ereditati da D’Alessandro e può godere per essere riuscita a mandare in porto le assunzioni: non si bandivano concorsi dal 1984. Anche per questo il 2020 passerà alla storia a Cassino.

Una città ad Alta velocità

Il Treno ad Alta Velocità a Cassino per la prima volta

E, inevitabilmente, per la fermata del treno ad Alta Velocità: il 14 giugno, prima volta nella storia, un Frecciarossa ha fatto tappa alla stazione di Cassino. (Leggi qui La Ciociaria non scorre più dal finestrino, adesso il Freccia Rossa si ferma).

Un treno che la città ha però rischiato di perdere, e non solo in senso figurato. Anche a causa delle troppe liti tra maggioranza e opposizione che non riescono a fare squadra neanche sui grandi temi. A tal proposito è un esempio la “commissione grandi opere”: varata in Consiglio a giugno, in concomitanza con l’arrivo del Frecciarossa, non si è mai riunita. Neanche una volta.

Di quella commissione fanno parte anche esponenti dell’opposizione consiliare: che nel corso dell’anno sono stati però decisamente più impegnati nel cavalcare ogni indagine che direttamente o indirettamente ha coinvolto qualche supporter della maggioranza e in un caso anche un consigliere comunale di maggioranza.

Lo stesso dicasi sulla Sanità: passerelle a non finire in ospedale. Politici entrati e usciti dalle porte del Santa Scolastica. Le criticità del nosocomio cassinate usate come mezzo per la battaglia politica e non come fine per l’interesse della collettività.

Sfida tra santi di Cassino

IL VESCOVO GERARDO ANTONAZZO CON L’ABATE DONATO OGLIARI. FOTO © MICHELE DI LONARDO

Il 2020 è stato anche l’anno che ha fatto (ri)scoprire alla città la rivalità religiosa: coloro che si identificano in San Benedetto, patrono d’Europa. E chi invece, guai a toccare la madonna dell’Assunta. (Leggi qui I tifosi di diocesi e abbazia stringono il sindaco: ma Salera è svelto a smarcarsi).

E’ successo in estate: quando il sindaco aveva dapprima accolto la richiesta del vescovo di insignire Cassino come “Civitas Mariae” e poi, allo scoppiare delle tifoserie, è dovuto tornare sui proprio passi. (Leggi qui Lite sui Santi: il sindaco prepara la retromarcia. «Se divide, a Cesare ciò che è di Cesare»).

Da Tiberina a Fca

Quella stessa estate in cui, dopo una estenuante battaglia alla Tiberina con la quale i sindacati sono riusciti a salvare decine di posti di lavoro. Si iniziava a delineare il futuro dello stabilimento Fca: l’addio a Giulietta che sarebbe avvenuto entro la fine del 2020 e l’arrivo del Suv Grecale a partire dal 2021.

Lo stabilimento Tiberina

Per tutto l’anno i numeri dello stabilimento Fiat Chrysler Cassino Plant sono drammatici. Colpa del Covid che ha congelato l’Automotive in tutto il mondo. Si scopre all’improvviso la debolezza del sistema, basato sulla supply chain globale, cioè una catena di fornitura su scala mondiale; la conseguenza è che se in un lato del globo la pandemia finisce sotto controllo mancano alcune componenti fondamentali che arrivano dall’altro lato del pianeta. Anche Giulia e Stelvio ne pagano le conseguenze. Alfa Romeo nel 2020 venderà pochi pezzi. Avvia però il passaggio alle nuove motorizzazioni Hybrid ed elettriche.


Il presidente del Consiglio regionale Mauro Buschini ha portato al Pd il primo applauso degli operai dopo anni di rapporti gelidi. Lo ha fatto quando, lo scorso mese di luglio, ha presenziato all’assemblea della Fiom-Cgil annunciando l’apertura di un tavolo sull’automotive. (Leggi qui (leggi qui Fca, Buschini porta al Pd il primo applauso degli operai dopo anni di gelo. Ed il risveglio del M5S).

Durante l’anno saranno molti i tavoli sull’Automotive riuniti in Regione. Parteciperà il Governo con il sottosegretario Manzella, tutti i sindacati, l’Università di Cassino. Ma anche e soprattutto l’agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti.

Chi va e chi viene

Lucio Migliorelli e Francesco Borgomeo

Durante l’anno entra in scena il nuovo presidente del comprensorio di Cassino-Gaeta di Unindustria, Francesco Borgomeo. Che parla di futuro del comparto. Disegnando scenari mai immaginati. (Leggi qui Borgomeo punta verso l’era dell’automotive sostenibile).

È un innovatore: suo il progetto della Saxa Gres e della Grestone. Nel 2020 realizzerà insieme a Saf ed al suo presidente Lucio Migliorelli il progetto per estrarre metano bio dai rifiuti delle cucine ciociare che oggi vengono mandati in Veneto a costi altissimi. (Leggi qui Saf, si al metano bio con gli avanzi delle nostre cucine).

La sera di Natale si sente male lo storico presidente della Banca Popolare del Cassinate Donato Formisano. Si spegne dopo meno di 48 ore. Simbolo della rinascita e della forza di Cassino, il presidente della BpC aveva affiancato il territorio negli anni terribili della ricostruzione e del passaggio dall’Agricoltura all’Industria. (Leggi qui Se ne va Donato Formisano, il banchiere che volle essere formica).

Addio parlamentari di Cassino

Non è stato un anno di dialogo tra le forze politiche. Né tra di loro né al loro interno. Il centrodestra si è lacerato dividendosi tra chi vuole Mario Abbruzzese come leader e chi invece come l’ex sindaco Carlo Maria D’Alessandro vuole considerare finita la stagione dell’ex presidente del Consiglio Regionale del Lazio. Si arriva all’assurdo di cene organizzate nella stessa sera ed alle quali i big si dividono l’uno all’insaputa dell’altro. (Leggi qui Centrodestra, la divisione è servita: a tavola).

I documenti politici vengono adottati all’insaputa dei colleghi, le sconfessioni rischiano di non fare più notizia. (Leggi qui La Lega sconfessa la Lega: Ciacciarelli, chi lo conosce?).

Anche il centrosinistra non dialoga. Il congresso del Pd a Cassino alla fine salta. Nel contesto assume un ruolo politico sempre maggiore il presidente del Consiglio Comunale Barbara di Rollo, anello di raccordo tra la città e la Regione, tra la politica locale e quella nazionale. (Leggi qui Prima le tessere, poi il congresso: per stare sicuri).

Le discussioni non mancano nemmeno nel Movimento 5 Stelle. (Leggi qui Polvere di Cinque Stelle: a Cassino è scontro frontale).

Ma in ogni caso il peso politico di Cassino si fa sempre più debole. I nuovi collegi elettorali accorpano la terra di San Benedetto alla provincia di Latina dopo il taglio dei parlamentari (a Cassino il Sì al Referendum di settembre ha stravinto). (Leggi qui I sindaci alzano la testa: “No al taglio dei parlamentari di Cassino”).

Serve una nuova ricostruzione alla città, dopo questo terribile 2020.