Il colpo di coda del Covid, sull’asse Lazio – Sardegna

La curva dei contagi si impenna su livelli che non si vedevano da aprile-maggio. La preoccupazione dell’assessore regionale del Lazio Alessio D’Amato: “Il mancato rispetto delle regole nei locali della movida in Sardegna rischia di far esplodere una bomba virale”. La virologa Ilaria Capua: “Checché ne dicano i negazionisti, Covid-19 si è portato via migliaia di italiani e molto di più”.

Con il Covid dovremo convivere, almeno fino a quando non sarà trovato un vaccino valido e soprattutto disponibile per la stragrande maggioranza della popolazione mondiale. Intanto però la curva dei contagi sta facendo segnare delle impennate che in Italia non si vedevano da aprile-maggio. Negare il fenomeno, oltre ad essere stupido, rischia di amplificare i danni.

Basta dare uno sguardo ai numeri. Ieri in Italia ci sono stati 845 nuovi casi e 6 vittime. Con i positivi triplicati in 24 ore in Veneto (+159), con la Lombardia che ha fatto registrare 154 nuovi casi e il Lazio 115. Dall’inizio della pandemia in Italia sono morte per Covid  35.418 persone.

È tornato a salire il numero di tamponi effettuati, ieri sono stati 77.442. Il totale dei contagiati da Coronavirus in Italia  è di 256.118. Nei reparti di terapia intensiva restano ricoverati 883 pazienti. In isolamento domiciliare ci sono 15.063 (+635) persone, per un totale di attualmente positivi di 16.014. (leggi qui la situazione dell’altro giorno: Covid, nuovo picco del Lazio: il virus torna e fa 75 positivi in 24 ore)

IL COVID NON È ALLE SPALLE

Ilaria Capua Foto © Imagoeconomica

Nelle settimane scorse anche tra i virologi sembravano prevalere le posizioni di chi pensa che ormai l’epidemia è alle spalle. Non è così e Ilaria Capua ha voluto dirlo a muso duro al Corriere della Sera.

La direttrice dell’One Health Center dell’Università della Florida ha dichiarato: “Il virus circola e come ogni virus che si rispetti, si manifesta in maniera diversa a seconda dell’ospite che incontra. A volte gira travestito da nulla come ha fatto in Italia nei mesi di dicembre, gennaio e buona parte di febbraio. C’è ma non si vede, però gira che ti rigira, incontra ogni tanto qualche gruppetto di persone che sono potenziali vittime delle sue unghie talvolta affilate. Mentre al Nordpiù colpito, la paura di un colpo di coda è maggiore, in altre regioni viene ridicolizzata“.

Poi ha attaccato: “Checché ne dicano i negazionisti,  Covid-19 si è portato via migliaia di italiani e molto di più“.

Difficile smentire i numeri: 35.418 morti. In realtà di più perché tantissimi decessi non sono stati ufficialmente attribuiti al Covid. In previsione di una seconda ondata, la Capua ha insistito sulle regole base: distanziamento, igiene delle mani e mascherine. Ha affermato: “Adesso sappiamo che ci sono tre cose facili facili da fare: tenersi il più lontano possibile dagli altri, tenere le mani pulite e utilizzare delle barriere per separare il più possibile il proprio muso dall’esterno. Perché tanto maggiore sarà il contagio e tanto maggiore sarà il rischio che un numero elevato di persone finiscano in ospedale“, con il conseguente sovraccarico delle terapie intensive e dunque l’inizio della seconda ondata.

SARDEGNA SENZA REGOLE

L’assessore Alessio D’Amato

Ma i negazionisti insistono. Nel Lazio l’assessore alla sanità Alessio D’Amato ha spiegato: “Il mancato rispetto delle regole nei locali della movida in Sardegna rischia di far esplodere una bomba virale. Ci aspettiamo un considerevole aumento dei casi ed è in corso una grande azione di tracciamento. Voglio rassicurare che abbiamo in atto comunque un sistema di controllo e monitoraggio in grado di rispondere con tempestività».

Nella sola provincia di Frosinone ben 3 dei 4 nuovi positivi individuati nelle scorse ventiquattrore sono persone rientrate dalla Sardegna. Due sono di Cassino ed una di Anagni.

Il Lazio non ha mai smobilitato la sua rete di contrasto al Covid-19. Sta finanziando lo sviluppo e la messa a punto del vaccino, continua la prevenzione attraverso controlli a tappeto. Solo negli ultimi tre giorni sono stati effettuati oltre 7.700 test nei drive-in.

“Se si fossero rispettate le regole minime – ribadisce Alessio D’Amatonon si sarebbe creata questa situazione. Torno a ribadire che sono necessari i test agli imbarchi dalla Sardegna. Il Covid 19 non è uno scherzo e non va sottovalutato. Colpisce indistintamente se non si mettono in atto le necessarie precauzioni. L’aumento dei casi è diametralmente collegato al calo di attenzione che c’è stato e a chi ne ha sottovalutato gli effetti”.

SOLINAS NON CI STA

CHRISTIAN SOLINAS. FOTO © ALVARO PADILLA / IMAGOECONOMICA

Il Governatore della Sardegna Christian Solinas non ci sta. All’inizio dell’estate l’isola veniva considerata Covid-Free. Ora è una sorvegliata speciale e c’è chi sta valutando se chiuderla.

La Sardegna, dice Solinas “non ha mai avuto una circolazione virale autoctona. Tutti i casi sono di importazione o di ritorno, persone già positive testate una volta giunte in Sardegna o sardi infettati durante le vacanze all’estero. Dai dati ufficiali il numero maggiore dei casi si registra comunque in altre regioni del Paese e il nostro sistema sanitario sta gestendo in modo ordinato e tempestivo la situazione“.

Il Governatore voleva creare una barriera sanitaria: ai porti ed agli aeroporti dell’Isola. «Se il governo avesse accolto il modello che avevo proposto già mesi fa per accompagnare l’ingresso sull’isola di ciascun passeggero con un certificato che attestasse l’esito negativo del tampone – spiega – oggi non ci sarebbe la recrudescenza del virus”. Allora “tutti mi vennero contro, contestando l’incostituzionalità, l’impossibilità o la scarsa attendibilità della mia proposta, salvo poi riproporla oggi con colpevole ritardo per tutta l’Italia“.

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