Covid, lezione ignorata: si rincorre l’emergenza

La lezione che ancora non è stata appresa sul Covid. Ancora una volta ci siamo fatti trovare impreparati. Lo scontro per la Camera di Commercio. Ed i segnali lanciati dai due Nicola

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

Curva dei contagi in rialzo anche in Ciociaria. Negli ultimi giorni il numero più ricorrente di nuovi casi è stato quaranta. Dopo più di quattro mesi sono tornati i ricoveri in Terapia intensiva al Fabrizio Spaziani di Frosinone, pronto a riprendere l’assetto di Covid hospital se dovesse essercene bisogno.

Certamente non sono i numeri di marzo e aprile, quando allo Spaziani c’erano 106 pazienti Covid ricoverati, 20 dei quali in Terapia intensiva. E il fatto che la stragrande maggioranza dei nuovi contagiati sia in isolamento domiciliare vuol dire che non siamo in presenza dello stesso impatto di marzo e aprile. Non per adesso comunque.

Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

In questi giorni, purtroppo, si sono registrati anche dei decessi per Coronavirus. Eppure, come ha detto lo psichiatra e sociologo Paolo Crepet all’evento la Carta dei Libri, siamo in presenza di un’emergenza ampiamente prevedibile e prevista. Perfino annunciata. Da mesi.

Tutti avevano profetizzato la seconda ondata. Si sapeva che sarebbero state aperte le scuole, che il campionato di calcio sarebbe ripreso. Eppure il Governo è stato ancora una volta sorpreso e adesso si ritrova a rincorrere la situazione. Stesso ragionamento per le Regioni. Vuol dire che la lezione non è stata imparata, che la classe politica di questo Paese (tranne pochissime eccezioni) non riesce a prevedere e a prevenire. Rincorre l’emergenza.

In un eterno presente che denota l’assoluta mancanza di programmazione e di visione. In prima fila, esattamente come a marzo, ci sono medici e infermieri. Dopo che negli ultimi anni la parola d’ordine della politica italiana è stata quella di tagliare sulla sanità. Il risultato è sotto gli occhi di tutti: ospedali con risorse (personali e finanziarie) al lumicino e medicina territoriale letteralmente massacrata.

Camera di Commercio La logica cieca della “conta”
Pigliacelli e Acampora

Fumata nera per l’elezione del presidente della Camera di Commercio del Basso Lazio, quella di Latina e Frosinone. Non c’erano i numeri per la maggioranza qualificata nelle prime due votazioni. Anche per assenze legate al fatto di dover stare in isolamento domiciliare per essere venuti a contatto con persone positive al Coronavirus. (leggi qui Super Camera di Commercio: il Covid frena il presidente).

Si è deciso di andare alla terza votazione, il venti. E l’input è arrivato anche da Marcello Pigliacelli, uno dei candidati alla guida. Poi Giovanni Acampora, numero uno di Confcommercio Lazio Sud, si è rivolto ad Unindustria, auspicando che su un tema così delicato vengano messi da parte personalismi e fughe in avanti. (Leggi qui Acampora a tempo scaduto. Ha vinto Unindustria).

Stiamo parlando dell’ottavo ente camerale del Paese, con un potenziale straordinario. Chiaro che la posta in palio (la presidenza) è altissima e prestigiosa, normale che la competizione sia “tosta”. Ma la domanda è: una vittoria 17-16 può rappresentare il biglietto da visita per le ambizioni della Camera di Commercio del Basso Lazio? Naturalmente no.

Qui si tratta di condividere, di far scattare il gioco di squadra, di dare forza alle legittime rivendicazioni dei territori. E allora un confronto tra le associazioni sarebbe importante. Non è questione di passi indietro, non è più tempo di derby territoriali o associativi. L’elemento fondamentale resta la Governance, intesa nel suo complesso. È su questo terreno che si giocheranno le carte dei territori delle province di Frosinone e di Latina.

Accontentarsi di vincere l’ennesima “conta” sarebbe una vittoria di Pirro. Non è su questi presupposti che si è arrivati ad una fusione difficile e complicata.

La strambata di Zingaretti E l’altro Nicola

Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

Il segretario del Pd Nicola Zingaretti ha voluto far capire alle varie aree del Partito che o c’è uno scatto vero nell’azione di governo oppure lui stesso è pronto a far saltare il banco. (Leggi qui Il bersaglio di Zingaretti dietro alla frase sulla fatica per il doppio ruolo).

Stesso messaggio all’indirizzo del premier Giuseppe Conte, di Matteo Renzi e di Luigi Di Maio. È bastato l’accenno “al doppio ruolo che pesa” per scatenare il panico ovunque.

I Democrat sono storicamente il Partito delle correnti e per tenere a bada i capi corrente c’è un solo modo: vincere le elezioni. Come ha fatto Nicola Zingaretti. Il quale però non intende accontentarsi più. Ma si illude chi pensa che Zingaretti possa dimettersi da presidente della Regione Lazio. Non lo farà mai.

Dunque tutti devono mettersi l’anima in pace: per il Consiglio della Pisana si voterà nel 2023. Nel frattempo bisognerà “pedalare” per provare a conquistarsi la candidatura. Uno dei nodi è proprio questo: con 345 seggi parlamentari in meno ci sarà un effetto “cascata” ovunque. E a tanti comincia a mancare la terra sotto i piedi.

L’altro Nicola

Ottaviani e Azzolina

Poi c’è l’altro Nicola. Ottaviani, sindaco leghista di Frosinone. Alla ministra della pubblica istruzione Lucia Azzolina ha fatto omaggio di un “sudario” che ha avuto il sapore della beffa. Questa la frase-dedica: “Alla Azzolina, per aver scoperto il gusto della fatica, nell’agricoltura”. (Leggi qui Ottaviani beffa il ministro, con una virgola in più).

Al di là di tutto, però, una cosa è chiara: Nicola Ottaviani intende giocarsi le sue carte all’interno della Lega. Intanto nel territorio, indipendentemente dalla possibilità di una candidatura parlamentare. Alla quale comunque legittimamente ambisce. Nel centrodestra però sono in corso dei riposizionamenti importanti, anche in Ciociaria. Con Fratelli d’Italia che sta caratterizzando il suo ruolo sempre di più. Ad aprile 2020 sono in programma le elezioni provinciali per indicare i 12 consiglieri. Un appuntamento per addetti ai lavori, nel senso che voteranno sindaci e consiglieri.

Un’occasione ghiotta per regolare i conti.

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