Covid, Roma sorvegliata speciale. E anche Frosinone

Il consulente del Ministero della Salute Walter Ricciardi: “Ad alto rischio ora ci sono Milano e Napoli ma anche Roma, tra un po’, potrebbe essere nella stessa situazione”. E in Ciociaria sequenza da brividi: 100-180-275.

A preoccupare adesso è Roma, mentre a Milano e Napoli c’è già da tempo l’allarme rosso. Lo spiega il professor Walter Ricciardi, consulente del ministero della Salute. Ma Roma vuol dire Lazio e quindi anche le province di Frosinone e Latina, dove peraltro i contagi stanno aumentando a vista d’occhio. In Ciociaria ieri ne sono stati segnalati 275, che si aggiungono ai 280 dei due giorni precedenti. Una media enorme. Hanno pesato i casi arretrati, ma è una magra consolazione. In tutto il Lazio 1.198 nuovi casi, su 23.000 tamponi. Numeri enormi, che non possono non preoccupare.

Chiusure chirurgiche

Walter Ricciardi. Foto © Marco Cremonesi / Imagoeconomica

Ha detto Ricciardi in un’intervista a La Repubblica: «In alcune regioni ormai è troppo tardi perché fronteggiano una crescita esponenziale del contagio. Non possono più basarsi sul tracing, devono fare chiusure. Altrove però il tracciamento va potenziato».

Realistico, sulla base degli indicatori dice «C’è la prospettiva di una terza ondata. Vanno fatte chiusure mirate, con precisione chirurgica. In questa fase non ha senso muoversi a livello regionale ma metropolitano, provinciale, comunale. Non è più il momento di lockdown generalizzati. Ma i governatori devono assumersi le loro responsabilità. Ad alto rischio ora ci sono Milano e Napoli. Ma anche Roma, tra un po’, potrebbe essere nella stessa situazione».

Il dato del mattino

Alessio D’Amato. Foto © Livio Anticoli / Imagoeconomica

I numeri della mattinata non sono confortanti. All’istituto Lazzaro Spallanzani di Roma risultano ricoverati 226 pazienti positivi al tampone per la ricerca del Sars CoV-2. Di loro ben 41 sono in condizioni tali da richiedere il ricovero in Terapia Intensiva.

A questa mattina sono 60 i laboratori privati operativi con i tamponi rapidi antigenici secondo l’accordo siglato con le principali associazioni di rappresentanza. Sono stati già eseguiti oltre 12 mila test. In questa settimana progressivamente la Regione Lazio attiverà tutti gli altri laboratori attualmente autorizzati.

Vaccino, non illudiamoci

Si lavora sul vaccino. Ed anche su questo il professor Ricciardi è stato chiaro. «Non è più certo che arriverà a dicembre, anzi. L’Ema, l’ente regolatorio europeo, ha detto che sarebbe un miracolo se lo avessimo nel 2020. Tenendo conto dei tempi dell’autorizzazione, che anche se accelerata deve garantire qualità e sicurezza. Arriverà di certo ma adesso non sappiamo quando».

Questo vuol dire che le prossime settimane, come aveva annunciato l’assessore regionale Alessio D’Amato, saranno durissime.

In dubbio la disponibilità del vaccino entro il 2020 Foto © Carlo Lannutti / Imagoeconomica

Certamente il presidio più forte dovrà essere su Roma. Ma anche la provincia di Frosinone entra di diritto tra le zone da monitorare attentamente. Una volta terminati i casi arretrati bisognerà vedere quanti contagiati quotidiani ci saranno e dove. In modo da cercare di capire se esistono delle zone dove il virus circola maggiormente.

E per quale motivo.

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