Lazio, tornano i prestiti. Ma ai ciociari i mutui non piacciono

L'analisi del Crif spulcia nei conti dei cittadini della regione. E scopre che le richieste di mutui e finanziamenti sono tornate ai livelli pre Covid. Con precisi distinguo per province. E con Ciociaria e Pontino che preferiscono i prestiti personali.

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Pochi mutui, più prestiti personali e tanti per comprare beni e servizi. In media quasi la metà del Lazio ha in corso un finanziamento: è il 44,7% dei cittadini. Il dato che viene fuori dall’analisi effettuata da Crif: il sistema di informazioni creditizie che traccia l’affidabilità di un cittadino o di un’attività.

I dati fanno riferimento al primo semestre dell’anno. Un perido nel quale il lockdown ha falsato le statistiche: impossibile paragonarle con un altro periodo simile, nel quale l’economia è stata ferma ma i consumi sono proseguiti.

La coda del semestre racconta un contesto in cui c’è stato un recupero progressivo delle richieste di mutui e prestiti da parte delle famiglie, tornati a livello pre Covid in tutta Italia. Il Lazio, come mole di contratti di credito in corso è al di sopra della media nazionale, che si attesta al 41,3% della popolazione.

Roma guida la classifica

Il 42% dei ciociari ha un finanziamento in corso

Nel contesto regionale è Roma a trainare la classifica, con quasi la metà della popolazione maggiorenne che ha un finanziamento aperto. Il 48% del totale.

La provincia di Latina è al secondo posto, con il 45,9%; quella di Frosinone si trova invece in fondo alla classifica, dopo di lei solo Rieti. In Ciociaria è circa il 42% della popolazione ad avere un finanziamento aperto.

Quanto incidono i mutui (cioè i prestiti per l’acquisto della casa) sul totale dei finanziamenti in corso nel Lazio? Meno del resto d’Italia. Il peso delle richieste di prestito finalizzate all’acquisto di un’abitazione nella nostra Regione è pari al 18% sul totale.

Un numero che colloca il Lazio al 14° posto a livello nazionale, in una classifica guidata dal Friuli Venezia Giulia.

Dopo i mutui ci sono i prestiti personali, che rappresentano il 33% circa del totale, mentre la parte del leone la fanno i prestiti finalizzati, pari a poco meno del 49%.

Ciociaria e Pontino in coda al Crif

I prestiti personali per acquistare un’auto vanno per la maggiore in Ciociaria e nel Pontino

A livello provinciale la distribuzione è molto chiara e netta. La provincia di Frosinone è quella con meno mutui in essere. In Ciociaria solo il 13,8% dei contratti di credito attivi è relativo all’acquisto di una casa. In provincia di Latina il dato è leggermente superiore, con il 16,1%.

Ciociaria e pontino sono in ogni caso i fanalini di coda della Regione. In provincia di Frosinone invece sono molto più in voga i prestiti personali, con una quota sul totale pari al 36,2%, seconda solo a Rieti. A Latina il dato è pari al 31% circa.

Discorso a parte quello dei prestiti finalizzati, ovvero i finanziamenti utili all’acquisto di un bene o di un servizio. Come quelli per le auto, per un pc o un elettrodomestico. In Ciociaria rappresentano il 50% secco della mole dei contratti di credito attivi, nel Pontino ancor di più: 53%.

Un numero che vale il settimo posto a livello nazionale per la provincia pontina. (Leggi qui Tu mi presti e io non ti pago. L’allarme di Crif: nel Lazio più frodi sui finanziamenti).

La rata media: 333 euro

Sfogliando le pagine dell’aggiornamento al I semestre della Mappa del Credito, lo studio elaborato da Crif dice che cresce del 4,8% il numero di italiani con un mutuo o un prestito attivo ma la rata mensile cala e si assesta a 333 euro.

Dall’analisi del sistema di informazioni creditizie Eurisc gestito da Crif, emerge che il 41,3% della popolazione maggiorenne residente in Italia risulta avere almeno un contratto di credito rateale attivo, facendo registrare una crescita del 4,8% rispetto ad un anno fa.

Il progressivo allargamento della platea di consumatori che hanno scelto di far ricorso a un finanziamento per sostenere i propri progetti di spesa è favorito in questa fase da un costo del denaro ai minimi e condizioni di offerta ancora favorevoli associate a una elevata sostenibilità del debito, con il tasso di default per il credito al dettaglio considerato nel suo complesso che si e’ attestato all’1,6% contro l’1,9% del 2019.

La rata media mensile è in calo. Scende del 3,2% rispetto ad un anno fa ed era pari a 362 Euro nel 2016.

È in calo anche l’esposizione residua cioè la somma degli importi pro-capite ancora da rimborsare: scende del -2,5% rispetto alla precedente rilevazione; era pari a 34.253 cinque anni fa.

Entrambi questi indicatori – sottolinea Crif – risultano in contrazione non solo per il calo dei tassi e per la tendenza a privilegiare piani di rimborso più lunghi rispetto al passato, ma anche per la minore incidenza dei mutui all’interno del portafoglio delle famiglie, che rappresentano il 21,4% sul totale dei finanziamenti attivi.

I prestiti finalizzati all’acquisto di beni e servizi (ad esempio auto, moto, elettronica ed elettrodomestici, articoli di arredamento, viaggi) sono la forma tecnica con una quota più rilevante, pari al 46,2% del totale. Seguono i prestiti personali, che vantano una incidenza del 32,8%.

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