Un Pinuccio per sindaco: a Formia si pensa a Simeone

Foto: Stefano Carofei (Imagoeconomica)

Meno di due settimane per ritirare le dimissioni oppure si va alle urne. Nei Partiti si pensa già a chi schierare. Forza Italia ha un asso: si chiama Pino Simeone

Un nome forte per prendere tra le mani il timone del Comune di Formia. Esperto in campo amministrativo, abile sul terreno della politica, con un curriculum fatto di esperienze e con un’agenda piena di contatti. Il senatore Claudio Fazzone ha iniziato a pensarci. Tra due settimane il tavolo regionale del centrodestra potrebbe ritrovarsi ad esaminare non solo la candidatura da schierare in primavera alle Comunali di Latina ma anche quella per Formia. Tra due settimane le dimissioni rassegnate lunedì scorso dal sindaco civico Paola Villa saranno irrevocabili. Il coordinatore regionale di Forza Italia non è tipo da farsi trovare impreparato. Nell’elenco dei papabili ha concentrato l’attenzione su Pino Simeone.

Il lungo corso di Simeone

Consigliere regionale di lungo corso, formiano, Pino Simeone ha dimostrato tutta la sua abilità nel camminare in maniera agile sul terreno instabile della politica governando la potentissima Commissione Sanità della Regione Lazio. Da lì è stato capace di tenere in equilibrio maggioranza ed opposizione, ascoltare e fare la sintesi.

Sessantatré anni, sposato, padre di due figli: ha iniziato a fare politica dall’epoca dei movimenti studenteschi. Al suo attivo ha la frequentazione delle sezioni democristiane, nelle quali si forma politicamente. Ha una conoscenza totale di Formia, dei suoi problemi e dei suoi punti di forza. Si è occupato di Lavori Pubblici, Turismo, Ambiente: sia al Comune che nella Provincia di Latina.

Al Comune di Formia è stato eletto nel 1985 la prima volta, confermato alle elezioni successive nel ’90 e poi in tutte le quatto elezioni che si sono susseguite fino al 2013. È stato vicesindaco, presidente del Consiglio comunale ed assessore.

L’acume ed il fiuto politico portano Giuseppe Simeone ad aderire a Forza Italia prima del definitivo spiaggiamento della balena bianca. Nel 2013 si candida alle Regionali e prende quasi 15mila voti che lo rendono il più votato nell’intero collegio. Le urne lo confermano anche nella tornata del 2018. Sul suo nome si consuma una frattura interna a Forza Italia: i romani vorrebbero la Commissione Sanità, il Partito stabilisce che è lui l’uomo più adatto.

La variabile Eleonora

Eleonora zangrillo e Paola Villa

Ipotesi, per il momento. E nulla di più. Perché ci sono ancora due settimane di tempo per ritirare le dimissioni. E perché tra le possibili scialuppe in soccorso del sindaco Paola Villa ce n’è proprio una con la bandiera di Forza Italia sulla poppa. (Leggi qui In aiuto del sindaco Villa si muove Forza Italia).

Dopo il flop dell’incontro di ieri mattina, la capogruppo comunale di Forza Italia Eleonora Zangrillo sta analizzando la situazione. È convinta che ci siano le condizioni per evitare il ritorno alle urne: non subito almeno, non ora che c’è ancora la pandemia ad assediare il territorio.

Ma la rotta impostata da Claudio Fazzone è stata chiara. Nei giorni scorsi ha evitato di sconfessare la sua capogruppo ma è chiaro che l’indicazione data dal coordinatore regionale sia stata del tutto diversa da quella che si stava realizzando in città. Per il senatore: niente soccorsi da Forza Italia a Paola Villa.

Una delle ipotesi nello scenario è un’uscita di Eleonora Zangrillo da Forza Italia. Per tentare di fare la volontaria a Paola Villa. E tenere in piedi l’amministrazione.

Ipotesi, per il momento. La sostanza si vedrà entro la settimana.

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