La strategia di Paola per uscire dalla crisi domenica

Paola Villa avvia il secondo giro di consultazioni. Sfidando tutti. La giunta è ancora in piedi. Punta sul fatto che nessuno ha voglia di andare a casa davvero

Asserragliata nel suo ufficio, indifferente allo scorrere delle lancette verso lo Zero che segnerà la fine del tempo a disposizione: il sindaco dimissionario di Formia Paola Villa finge di non avere un piano per uscire dalla crisi entro domenica sera. La realtà dei fatti è ben diversa. Nonostante le apparenze.

Poco conta la discussione serrata avvenuta l’altra sera con ciò che resta della sua maggioranza civica. Una riunione che ha preso atto del primo giro di consultazioni operato dal sindaco. Al termine del quale non c’è una linea comune.

I nomi che mancano a Paola

Paola Villa. Foto © Andrea De Meo

Nella coalizione sono emerse divisioni nette sulla strada da imboccare entro domenica. Quel giorno le dimissioni rassegnate da Paola Villa diventeranno irrevocabili e si andrà a nuove elezioni.

Nel gruppo rimasto fedele al sindaco c’è chi si accontenterebbe di dar vita ad una nuova maggioranza anche risicata (13 consiglieri). Questo pur di allungare la consiliatura. Altri invece hanno auspicato numeri più ampi in grado di arrivare sino alla naturale scadenza della primavera 2023.

Nel corso dell’incontro però non sono emersi i nomi dei consiglieri, attualmente all’opposizione, che darebbero una mano al sindaco di Formia. Né il motivo per cui dovrebbero passare a sostenere la sua amministrazione. Sono state registrate generiche disponibilità a partecipare ad una giunta di salute pubblica: una coalizione allargata a tutti per traghettare Formia fino alla fine dell’emergenza Covid. E poi tutti al voto.

La maggioranza l’altra sera ha chiesto al sindaco Villa di operare un gesto di buona volontà. Le hanno sollecitato l’azzeramento della Giunta chiesto da alcuni esponenti della minoranza come pre condizione per definire la possibilità di sostenerla.

Perché vogliono l’azzeramento della giunta? Perché nonostante il sindaco abbia definito il suo progetto politico «concluso e fallito», gli assessori sono ancora legittimamente nella pienezza dei poteri. Insomma la Giunta è in carica e continua a deliberare. E a fornire linee di indirizzo programmatico ai responsabili di settore e agli uffici.

È rimasto deluso chi, anche questa mattina, attendeva l’atto di revoca come azione di credito nei confronti delle minoranze. Nessuna esclusa.

Fazzone ai suoi: non in nome di FI

Claudio Fazzone ed Eleonora Zangrillo

Il sindaco nella tarda mattinata ha iniziato in maniera discreta e silenziosa il suo secondo giro d’orizzonte.

L’ha fatto incontrando parte della delegazione di Forza Italia. Il gruppo era atteso al secondo piano del palazzo municipale già nel pomeriggio di giovedì. Ma c’è stato un rinvio perché non era in sede il consigliere azzurro Gianluca Taddeo. Però “Mister preferenze” giovedì mattina era regolarmente a Formia. E, nonostante il depistaggio del capogruppo Eleonora Zangrillo («vediamo quando sarà disponibile»), ha incontrato il sindaco dimissionario di Formia.

Per il coordinatore regionale e Senatore Claudio Fazzone «chi si muove ora lo fa a titolo personale. Si sappia». Dichiarazioni che il gruppo consiliare – o la sua gran parte – non tiene in considerazione? Si tratta di comportamenti politicamente significativi. Che vengono monitorati anche dagli altri alleati del centro destra.

Non è un caso che il coordinatore regionale della Lega Claudio Durigon continui a sollecitare i dirigenti locali «perché l’unità del centrodestra è per me ancora un valore. Ad ogni latitudine e longitudine. Figuriamoci in un comune importante come Formia». Comune in cui la compattezza dello schieramento è durata quasi sempre come una stagione astronomica.

Due fronti e un soccorso azzurro

Il sindaco Paola Villa con l’assessore Kristian Franzini

La Giunta resta in piedi ma i distinguo nella maggioranza si stanno concretizzando su due fronti.

Il primo che cerca di fare quadrato attorno alla conferma nel nuovo esecutivo del fondatore del progetto Villa. Chi è? L’attuale assessore al Turismo Kristian Franzini.

Il secondo, incarnato dalla parte della maggioranza che guarda a sinistra: è perplessa sulla validità del soccorso azzurro qualora Forza Italia accettasse; non è chiaro se si aggiungerebbe a titolo personale ed in extremis anche l’onorevole Gianfranco Conte di Formia città in comune.

I dubbi sono legati ad una precedente esperienza avvenuta nel 2017. Tre anni fa….non uno più. Forza Italia fece un accordo con la maggioranza di centrosinistra del sindaco Sandro Bartolomeo. Accordo con clausola di non entrare in giunta ma di garantirle un appoggio esterno. Durata dell’esperienza? Sette mesi. Per ironia della sorte si concluse nello stesso periodo, quello natalizio. Bartolomeo ebbe l’intelligenza politica di non esasperare i rapporti. Quindi si dimise in maniera irrevocabile al termine del ventesimo giorno.

La strategia di Paola

Il presidente del Consiglio Pasquale Di Gabriele con il sindaco Paola Villa

Il sindaco Villa sta attuando la manovra più scaltra tra quelle possibili. Con il suo atteggiamento sta dicendo all’opposizione che non intende essere ostaggio di nessuno: soprattutto di quei consiglieri che dovessero passare con lei in maggioranza per sostenerla.

Con la strategia del “muro contro muro” può scegliere di ritirare le dimissioni domenica sera. Poi giocarsi il tutto per tutto nel Consiglio comunale del 29 dicembre. Assise che il presidente d’Aula Pasquale Di Gabriele convocherebbe unicamente per l’approvazione della salvaguardia degli equilibri di Bilancio.

In pratica: chi vuole ci sta, chi non vuole starci si assume la responsabilità di mandare tutti a casa. Ma è chiaro che molti non hanno intenzione alcuna di tornare alle urne, al di là delle chiacchiere di facciata. È su questo che scommette Paola Villa. (Leggi qui Azzerare la giunta o mollare: Villa e il bivio senza ritorno).

Lega sorniona: covid e poi voto

Può recitare un ruolo determinante il gruppo consiliare della Lega che continua a mantenere un religioso silenzio. Da giorni accusa il sindaco di non avanzare alcuna proposta politicamente valida. Né un’alternativa che permetta alla città di superare l’empasse in cui è finito il Comune.

Giovanni Costa

Sotto la lente d’ingrandimento ci sono in particolare i consiglieri comunali Giovanni Costa e Antonio Capraro che con due distinte Pec avevano lasciato la maggioranza. E ora starebbero tra quelli disposti a garantire un soccorso al sindaco. (Leggi qui Capraro sale da Villa e fa come il Conte di Montecristo).

La Lega – se dovesse essere di nuovo convocata – rinnoverà la sua richiesta: contribuire a traghettare il Comune oltre la fase emergenziale legata al Covid. Ma poi ricorrere ai cittadini nella prima finestra elettorale utile. A quanti, poi, conviene?

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