L’Ira di Cristofari: «Michele? Un sabotatore con dei suggeritori. Potrei candidarmi…»

Cristofari

Il confronto continua. A distanza. Perché l’altra sera, durante la riunione della Direzione Provinciale Pd (leggi qui) si sono ignorati: senza un saluto, senza uno sguardo. E quando l’ex sindaco Michele Marini è intervenuto bocciando le sue strategie e definendolo «Un candidato inadeguato», l’aspirante sindaco Fabrizio Cristofari era già andato via.

Di quella requisitoria, il presidente dell’Ordine Provinciale dei medici ha letto su Alessioporcu.it e poi sui giornali. E ora replica.

«Se dobbiamo mettere le cose in chiaro, facciamolo. E Michele dica che lui in questa tornata elettorale ha sostenuto candidati che stavano in lista per Nicola Ottaviani e cioè il centrodestra. Sappia, lui ed i suoi suggeritori, che così  mi fanno venire la voglia di candidarmi»

Il messaggio è chiaro: se pensate di usarmi come bersaglio mi candido alle regionali. E vi tolgo i miei voti.

 

LE LISTE INADEGUATE

 

Lunedì scorso l’ex sindaco Michele Marini aveva accusato della sconfitta elettorale Fabrizio Cristofari.

«La lista messa in campo non era all’altezza. Non c’era in lista un solo candidato delle periferie, nonostante a Frosinone le periferie contino circa 20mila votanti».

«Se le liste non sono state all’altezza è perché il candidato sindaco non si è rivelato all’altezza della situazione. Il candidato sindaco è stato inadeguato politicamente».

«Questo Pd ha perso il contatto con i quartieri, ha percoli contatto con la città di Frosinone, con la sua gente. E lasciatemi dire, senza falsa modestia, che l’unico che ce l’aveva quel contatto, ero io».

 

La replica di Fabrizio Cristofari è un pugno allo stomaco.

«E’ strano che l’ex sindaco ed ex vice sindaco Marini critichi il modo in cui sono state fatte le liste quando avrebbe dovuto contribuire lui a farle. Strano anche che critichi il fatto che mi sia voluto candidare quando di fatto  nessuno si è reso disponibile né a fare le primarie di coalizione né a fare le primarie di Partito.

«Sentirmi dire che abbiamo perso le elezioni perché siamo stati inadeguati francamente mi sembra un po’ risibile: ridono tutti, non solo io».

«Siccome ci riteniamo adeguati, come le 7200 persone che ci hanno votato, non possiamo non rilevare quanto poco sia stata produttiva per i destini della consiliatura scorsa il ruolo di capogruppo tenuto da Marini. E nemmeno è stato produttivo il suo atteggiamento in campagna elettorale. Tutti sanno che ha appoggiato ed ha sposato il progetto di Alternativa Popolare, al quale oltretutto non ha nemmeno contribuito con un grandissimo risultato».

 

MICHELE ED I SABOTATORI

Il lungo tira e molla di Michele Marini prima delle candidature, per Fabrizio Cristofari è stato un sabotaggio politico. Che ha responsabili precisi: non solo l’ex sindaco.

«Finalmente Michele ha scelto di stare nel Pd, non so quanto questa scelta sia stata autonoma o indotta. Cinque anni fa, quando lui era candidato sindaco, non l’ho appoggiato al primo turno ma solo al ballottaggio. Ma ho fatto tutto alla luce del sole, fornendo anche una spiegazione politica di ciò che facevo. Stavolta invece l’operazione di Michele è stata piuttosto clandestina: tutti sanno che si è verificata e francamente non è andata molto a buon fine. Perché oltre al fatto di farci perdere sei mesi per fare le liste e per organizzarci, adesso ci viene pure a fare la morale avendo un atteggiamento da guastatore, questo non so quanto sia produttivo per il futuro del centrosinistra».

 

SE NON LA FINITE POSSO CANDIDARMI

Il messaggio sta tra le righe. Cosa intende Fabrizio Cristofari quando dice “Non so quanto sia produttivo per il futuro del centrosinistra”?

«Tutti  quelli che mi hanno votato mi chiedono di stare da una parte diversa di chi in questa maniera si esprime. E di chi così lo lascia esprimere».

«Poi, magari alla gente ci viene voglia di candidarsi… Mica sto a guardare uno mentre mi insulta. Soprattutto dopo che hai contribuito alla sconfitta e ti hanno spedito a casa. Perché i risultati di là non sono stati brillanti».

«Certo, non regalo il Pd a chi vuole uccidere la gente. Se fanno così, tengono lontani i civici che ho messo in campo questa volta. Se i civici, che non sono Pd ma che io ho aggregato, trovano uno che mi dice le cose dichiarate da Michele, la prossima volta votano da un’altra parte».

«Ho una forza che a Frosinone è espressa. A livello provinciale credo di averla paragonabile a quella che ho a Frosinone, quindi sono un brutto cliente. A me non è che non mi hanno già offerto le liste civiche o altri di candidarmi. Io ho fatto una scelta, penso alla città. Ma se viene alla Direzione Provinciale uno che mi ha fatto la campagna elettorale contro, e  mi viene a me a fare il maestrino alla scola che sò inadeguato, che sono “popolare e inadeguato”, sappia che io le liste le so fare. Altro che “popolare e inadeguato”: la lista mia l’ho fatta in un’ora ed ho preso gli stessi voti del Pd».

«Abbiamo perso: bene, ci si riorganizza e si va avanti,. ma non si rompono le scatole al candidato. Perché è proprio uno sbaglio grave rompere al candidato».

 

FUORI I NOMI

Su un altro punto, il presidente dell’Ordine dei Medici non ha dubbio: Michele Marini non ha agito da solo. Ha avuto dei complici. O, quanto meno, li sta avendo in questa fase. E specifica che il messaggio sui ‘suoi’ civici con i loro voti «vale per i suggeritori, quelli che tirano il sasso e levano la mano. Lo sappiano che ci sono settemila persone che non hanno ancora deciso come votare alle Regionali: sicuramente voteranno nell’ambito del centrosinistra, ma sicuramente voteranno sulla base dei comportamenti che sono stati tenuti durante questa campagna elettorale. In cui, continuo a dire, si poteva andare al ballottaggio e lì sarebbe stata una partita del tutto diversa. Avremmo potuto rischiare di vincere, se non si fosse fatto sabotaggio. E non do importanza al sabotaggio di Michele, che non vale tanti voti, ma alla psicologia del ritardo, del rallentamento».

Ma chi sono i sabotatori che avrebbero lavorato nell’ombra insieme a Michele Marini? E contro chi potrebbe schierare le sue truppe Fabrizio Cristofari?

«Manco tollero che Francesco De Angelis e Mauro Buschini ci fanno fare quello che gli pare e lui viene a rompere i cogl…i a me. Ma li rompesse  a qualcun’altro: io ho preso una posizione seria. Nessuno mi può dire nulla per il modo in cui mi sono candidato, nessuno mi può dire nulla per il risultato che ho fatto. Ho riunito il centrosinistra, ho messo in campo forze civiche ho fatto esattamente quello che si doveva fare».

 

MICHELE DEPURATI

Fabrizio Cristofari mette i puntini sulle i. Archiviata la sconfitta, non ha cercato qualcuno sul quale far ricadere la responsabilità. Non ha cercato capri espiatori.

«Non mi sono arrogato il diritto di fare il capogruppo, non ho chiesto la testa di nessuno, non ho detto che si doveva cacciare qualcuno. Ma se sferri un colpo basso, poi per decenza ti stai zitto. E dopo un anno rientri. Oppure lo fai alla luce del sole, come ho fatto io: ti stai lontano due anni e poi rientri».

Non accetta l’idea dell’1 -1 Fabrizio Cristofari. Respinge il concetto che questa volta Michele Marini gli abbia restituito il ‘favore’ ricevuto cinque anni fa. E cioè, lui non mi ha appoggiato questa volta perchè io non lo appoggiai alle elezioni scorse.

«La differenza c’è: la volta scorsa ho appoggiato pesantemente Michele al ballottaggio. E’ vero che al primo turno non l’ho fatto per questioni extra amministrative, ma nel momento in cui è arrivato al ballottaggio l’ho votato. Soprattutto non sono andato a dire, dentro alla Direzione Pd, ‘avete sbagliato a scegliere Michele. E non mi sono messo a militare dentro un altro Partito dove ho messo due candidati miei e ho fatto diventare assessore un terzo sperando che Alternativa Popolare avesse un futuro. Ora che Alternativa Popolare non ha un futuro né a livello nazionale, né regionale, né comunale, è bono il Pd e sei tornato?»

Ed ora che sei nel Pd e vieni a rompere le scatole ad uno che prende settemila voti a Frosinone? Non sono tramortito dalla sconfitta: sono lucido, l’avevo messo in conto. E sto qui».

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