Fabrizio degrada il Pd ad alleato semplice

 

CORRADO TRENTO
Ciociaria Editoriale Oggi

 

 

Alla fine a tagliare la testa al toro ci pensa il candidato sindaco Fabrizio Cristofari, con una frase significativa, destinata a lasciare il segno. Testuale: «Mi aspetto che la segreteria provinciale e quella cittadina del Partito Democratico mettano in campo una lista forte, alleata al nostro progetto civico».

 

L’affondo di Cristofari

Il ribaltamento di prospettiva è evidente: il Pd è visto come alleato del progetto civico di Cristofari, che pure è espressione del partito. Una mossa non solo strategica probabilmente, fatta anche e soprattutto perché da giorni va avanti un braccio di ferro tra il circolo cittadino e la segreteria provinciale. Fra le altre cose in conferenza stampa Fabrizio Cristofari ha detto in modo chiaro che non gli interessa la candidatura a consigliere comunale di Francesco De Angelis.

 

La questione De Angelis

Ma il tema del contendere nel partito resta legato alle candidature al consiglio comunale dei big. In particolare di Francesco De Angelis, presidente del Consorzio Asi e leader di Pensare Democratico, l’area di maggioranza del partito in provincia. De Angelis ha detto che sosterrà Cristofari ma che non si candiderà al consiglio comunale, anche perché da presidente del Consorzio Asi potrebbe essere incompatibile. Però la discussione si è riaccesa e in tanti nei Dem si sono posti la domanda: ma De Angelis sarebbe davvero incompatibile come presidente dell’Asi? Secondo molti no e più di qualcuno cita il precedente di Giuseppe Patrizi, commissario della Provincia e vicepresidente dell’Asi.

Le cause tassative di incompatibilità alle cariche di sindaco e consigliere comunale sono elencate nell’articolo 63 del decreto legislativo 267/2000. Fra queste c’è la fattispecie dell’amministratore con poteri di rappresentanza di un ente o di un istituto in cui vi sia almeno il 20% di partecipazione dell’ente locale. Il Comune di Frosinone ha il 13% di partecipazione all’Asi. Ma c’è pure chi fa riferimento al decreto legislativo 39/2013, che disciplina le cause di inconferibilità – incompatibilità. In questo caso ci sono situazioni che riguardando amministratori di enti pubblici regionali, provinciali e comunali e di enti di diritto privato che hanno sede nel territorio in cui si trova il Comune interessato.

Il punto è però la differenza tra inconferibilità ed incompatibilità. Dispute per giuristi e avvocati, perché alla fine la sostanza politica è un’altra. Ed è Francesco De Angelis a ribadirla, dicendo: «Discorso chiuso. Non sono candidato al consiglio comunale. Naturalmente c’è il pieno sostegno a Fabrizio Cristofari».

 

Interviene Venturi

Ad ogni modo la situazione è la seguente: alla presentazione della lista mancano molti giorni, considerando che il termine ultimo è il 13 maggio. Al momento le candidature ufficiali nei Democrat sono 12 (su 32). Ma ci sono la senatrice Maria Spilabotte, i consiglieri comunali Angelo Pizzutelli, Luigi Arduini, Stefania Martini e anche altri. A cominciare da Antonella D’Emilia.

Il segretario del circolo cittadino Norberto Venturi rileva: «Intendo chiudere la questione delle candidature dei big al consiglio comunale. Non è assolutamente mia intenzione né forzare le situazioni né rimanere impantanato nel dibattito sulle incompatibilità. Il concetto è che tutti devono dare il massimo per sostenere il candidato sindaco Fabrizio Cristofari. Ed è su questo che nessuno può tirarsi indietro. Però ribadisco il fatto che a mio giudizio il risultato del Pd alle elezioni comunali di Frosinone sarà importante. Anche per quanto riguarda le successive candidature, politiche e regionali».

Il concetto è chiaro.

 

Le due campagne elettorali

Ci sono due campagne elettorali che si stanno sovrapponendo: quella per le elezioni comunali di Frosinone e quella per il congresso nazionale del Pd. Il listone unico in appoggio a Matteo Renzi ha provocato più polemiche che altro per via dell’indicazione a capolista di Francesco De Angelis.

I big stanno giocando una loro partita, che è quella delle candidature al Parlamento e alla Regione. Nessuno escluso. Il “no comment” a distanza tra il senatore Bruno Astorre e Francesco De Angelis la dice lunga sul clima interno ai Dem, con la mappa delle alleanze che potrebbe cambiare nel caso di accordo (assai probabile per la verità) tra le componenti di Astorre e quella di Francesco Scalia.

In questo contesto si inserisce la situazione di Frosinone. Fabrizio Cristofari ha deciso di collocarsi “solo” come candidato sindaco nello scacchiere del centrosinistra. Il che vuol dire che in caso di risultato positivo il merito sarebbe quasi esclusivamente suo. Mentre nell’eventualità di un risultato negativo, a finire sotto accusa politica sarebbe il Pd.

All’interno dei Democrat è altrettanto evidente la rotta di collisione tra il circolo cittadino e Francesco De Angelis. Nei giorni scorsi lo scambio di battute tra il numero uno dell’Asi e il presidente del circolo cittadino Francesco Brighindi è stato al vetriolo. Senza considerare che l’ex sindaco Michele Marini resterà a guardare.

Eppure il Partito Democratico non ha altra scelta a Frosinone che quella di arrivare a 3.500 voti. Impresa tutt’altro che semplice, visto che cinque anni fa la lista del partito raccolse 2.882 preferenze. Ma sotto i 3.500 il risultato sarà deludente. Per quanto riguarda i big, la senatrice Maria Spilabotte da tempo ha deciso, autonomamente, di candidarsi al consiglio comunale.

Una mossa coraggiosa in ogni caso.

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