Cristofari si candida. E lancia segnali di pace a Marini

Fabrizio Cristofari ufficializza la sua candidatura alle primarie con le quali il Pd individuerà il suo uomo da schierare come sindaco a Frosinone. E porge un intero albero di ulivo a Michele Marini. Non è un semplice ramoscello quello che il presidente dell’Ordine dei Medici ha proposto all’ex sindaco della città. E’ il segnale che Marini aspettava per decidere se scendere dall’Aventino, il gesto di riconciliazione che chiedeva per affrontare e forse superare la drammatica campagna elettorale di cinque anni fa, con la quale il Pd si lacerò e consegnò Frosinone al centrodestra.

La conferenza stampa di Fabrizio Cristofari inizia con le solite frasi di circostanza «Mi candido per il bene della città, mi metto a disposizione di Frosinone per migliorarla». Patti chiari sulle primarie: «Chi vince è il candidato, tutti gli altri hanno il dovere morale e politico di correre per il candidato sindaco, senza risparmi di energie e senza riserve».

Il nodo centrale però sono i veti posti da Michele Marini: cinque anni fa il Pd si divise, molti della sua maggioranza lo mollarono a pochi giorni dall’inizio della campagna elettorale, lo stesso Cristofari – che all’epoca era segretario cittadino del Pd – ne prese le distanze; dai palchi lo attaccarono e criticarono la sua amministrazione. E per questo l’ex sindaco ha detto con chiarezza che ora non muoverà un dito né per Cristofari né per gli altri che lo trattarono in quel modo.

Fabrizio Cristofari non si nasconde. Ed in conferenza stampa dice «Con Michele siamo stati amici fin da bambini, ho sempre sostenuto con fedeltà e lealtà la sua amministrazione quando è stato sindaco, non ho nessuna difficoltà a dire con chiarezza che l’amministrazione di Michele è stata largamente positiva. E’ vero che io ed altri poi abbiamo fatto altre scelte: perché c’erano vicende giudiziarie che stavano sconvolgendo gli assetti politici di quella coalizione».

Poi i puntini sulle ‘i’ : «Dobbiamo dire che andammo a sostenere un candidato che era un autorevole esponente del centrosinistra, non andammo certo a sostenere un candidato di centrodestra. E poi va detto che al ballottaggio ho sostenuto Michele, l’ho sostenuto fortemente. Soprattutto, la mia correttezza, sta nel fatto che rifiutai la candidatura a sindaco che mi veniva offerta per prendere il posto suo. Non accettai per l’amicizia ed il rispetto che ho sempre avuto per lui. Erano altri che non volevano Marini candidato. Non io».

E poi l’albero di ulivo. Fabrizio Cristofari dice: «Non credo, proprio per questi motivi, di avere mai mancato di rispetto a Michele. Però, posso comprendere che dal punto di vista politico e umano sia possibile interpretare tutto quello come un’offesa personale. Se Michele l’ha intrepretata come un’offesa personale gli chiedo scusa».

La dichiarazione di Fabrizio Cristofari non è un gesto d’impeto. E’ il risultato di settimane di lavoro sotto traccia portato avanti dal segretario provinciale Simone Costanzo, dal presidente del Partito Domenico Alfieri, da Francesco De Angelis. In tutti i modi stanno tentando di smussare.

Il ponte è gettato. Ora sta al Pd fare il resto. Ed a Michele Marini decidere se attraversarlo.

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