Cultura smart e digital, la Regione mette tre milioni

Due tranches di finanziamento per rendere innovativo e tecnologico un settore che aveva bisogno di accettare le nuove sfide. Con l'Agenda Digitale Europea come guida e scadenza a fine ottobre.

Piero Cima-Sognai

Ne elegantia abutere

Cultura e digital mood, la Regione Lazio li mette assieme e punta a far ripartire un settore che ha bisogno di migliorare senza snaturare i propri obiettivi. Specialmente dopo la bufera Covid che ha messo in ginocchio il comparto. E che ha reso più che mai necessario l’utilizzo della tecnologia: via indispensabile per garantire la diffusione della cultura anche con i teatri, i cinema, gli auditorium chiusi.

Con Lazio Innova la Pisana mette sul tavolo tre milioni di euro per operatori generici ed operatori di spettacolo. Una mission messa in tacca di mira già da tempo per assicurare un ombrello digitale al sapere ed alla sua propagazione.

La Regione Lazio vuole favorire così la ripartenza del settore culturale. Proprio in questo contesto è stato pubblicato l’Avviso pubblico per la “Digitalizzazione dello Spettacolo e delle altre Attività Culturali dal Vivo”. Con una dotazione finanziaria complessiva di 3 milioni di euro.

I fondi sono ripartiti in due macro aree: un milione e mezzo agli operatori dello spettacolo dal vivo. Un altro milione e mezzo agli operatori di altre attività culturali. L’Avviso, gestito dalla società regionale Lazio Innova, punta in alto, dove risiede il vero punto di forza del sistema Italia e del Lazio. Cioè a sostenere le Micro, Piccole e Medie Imprese (MPMI) che operano nel settore delle attività culturali dal vivo.

Zingaretti: decisivo passo in avanti

Nicola Zingaretti

Il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti svela la mission: mettere assieme capacità digital e spessore della cultura. E chiudere un cerchio che si era iniziato a disegnare già da mesi. (Leggi qui Buona la prima, la Regione mette il turbo a cinema e teatri con 62 milioni).

«Una nuova misura con cui la Regione sostiene il miglioramento dell’efficienza e dell’organizzazione delle imprese culturali. Lo fa sulla scorta del lavoro intrapreso negli scorsi mesi e favorendo l’adozione di tecnologie digitali. È necessario fare un deciso passo in avanti».

Il ‘libro mastro’ del progetto Zingaretti lo cita subito. Perché la sinergia fra Europa, governo nazionale e governi territoriali lui l’ha sempre ritenuta imprescindibile. «E farlo coerentemente con i punti dell’Agenda Digitale Europea. Con la Strategia Nazionale per la Crescita Digitale e l’Agenda Digitale Lazio».

«In più, con le priorità della Smart Specialization Strategy. La volontà è quella di ampliare le modalità di fruizione delle attività culturali offerte. Inoltre di migliorare l’esperienza del pubblico affinché si possa dare una maggiore spinta a tutto il comparto della Cultura. Per rendendolo più competitivo e meno dipendente dalla sola interazione fisica».

Dall’Europa alla Pisana, via hi-tech

La sede della Giunta Regionale del Lazio Foto © Stefano Petroni

«Saranno ritenuti ammissibili i progetti che «prevedranno l’adozione di una o più soluzioni o sistemi digitali. Sistemi finalizzati a migliorare la produzione dello spettacolo e delle altre attività culturali dal vivo». Nonché innovarne la fruizione. Mediante, ad esempio, realtà aumentata e realtà virtuale. Poi sensori intelligenti, internet of things, tecnologie per “scenografie virtuali”.

Ma un buon prodotto non va solo concepito, la parte più delicata è trovare rispondenze di mercato. Quindi lo step successivo è «agevolarne la vendita». Ad esempio con sistemi di prenotazione e pagamento digitali. Oppure con digital marketing, e-commerce, servizi front-end. E ancora digitalizzazione di materiali e archivi analogici o cartacei o nuove modalità di fruizione telematica.

Lo scopo è anche potenziare l’organizzazione dei produttori e dei coordinatori di spettacoli e altre attività culturali dal vivo. Come? Mediante, ad esempio, soluzioni o sistemi digitali per l’archiviazione, l’amministrazione, la logistica e la sicurezza.

Requisiti, importi e modalità

I beneficiari dovranno essere titolari di una partita IVA attiva dal 31 dicembre 2018. Devono aver localizzato la sede operativa del progetto nel territorio della Regione Lazio. Ed aver realizzato nel corso del 2019, per gli operatori dello spettacolo dal vivo, almeno 30 rappresentazioni. Parliamo di spettacoli di teatro, musica o danza. Per gli operatori di altre attività culturali dal vivo, «almeno 30 attività culturali realizzate a contatto con il pubblico».

Ogni progetto potrà essere finanziato dalla Regione sotto forma di contributo a fondo perduto. Come? «In regime de minimis, per importi tra i 7 e i 25 mila euro. Comunque fino al 75% dell’importo complessivo del progetto. I formulari per la partecipazione all’Avviso potranno essere compilati on line attraverso la piattaforma GeCoWEB. Questo partire dalle ore 12 del 22 settembre 2020».

L’invio delle domande dovrà avvenire a partire dalle ore 12 del 1° ottobre ed entro le ore 18 del 22 ottobre 2020. Impresari, imprenditori ed operatori sono avvisati. Da oggi l’aiuto ad un settore troppo spesso finito nel cantuccio delle branche orfane di attenzioni c’è.

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