Da Draghi a D’Amato: chi si gioca tutto sul fronte vaccino

Aprile decisivo per il premier, ma l’obiettivo delle 500.000 dosi somministrate al giorni è un’utopia con queste condizioni. Nel Lazio l’assessore è convinto di potercela fare entro l’estate. Ma non è semplice. Silvio Brusaferro: “La nostra libertà passa dal vaccino”.

Nei tre giorni di festività pasquale in Italia sono state somministrate poco più di 460.000 dosi di vaccino. Un crollo verticale che ha mandato su tutte le furie il premier Mario Draghi e il commissario per l’emergenza, il generale Francesco Paolo Figliuolo. Il quale ha indicato la fine di aprile come termine per cominciare a somministrare 500.000 dosi al giorno. Obiettivo però lontanissimo, impossibile con questi ritmi, come ha detto Alessio D’Amato, assessore regionale del Lazio alla Sanità.

Lazio in controtendenza

L’assessore regionale Alessio D’Amato con la DG Asl di Frosinone Pierpaola D’Alessandro

Ieri, giorno di Pasquetta, D’Amato è stato a Frosinone, dove invece la macchina vaccinale non si è fermata. Anzi. L’intero Lazio è in controtendenza nazionale anche sul tema delle vaccinazioni. Però le dosi scarseggiano. (Leggi qui Covid: «Immunità di gregge nel Lazio già a fine agosto»).

Se l’obiettivo è quello di poter contare su 50.000 dosi al giorno, vuol dire che ne servono 1,5 milioni al mese. Impossibile con questi ritmi. Eppure la vaccinazione è l’arma più potente che c’è contro il virus. Lo ha ricordato il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Con D’Amato che ha aggiunto come l’immunità di gregge si può raggiungere con 4.000.000 di vaccinati nel Lazio. Cioè tra agosto e settembre.

Conoscendo l’assessore regionale, farà di tutto per rispettare i tempi. Ma il fatto è che l’intera macchina delle vaccinazioni in Italia subisce continui e forti rallentamenti.

Il virus rallenta davanti al vaccino

Silvio Brusaferro (Foto: Leonardo Puccini / Imagoeconomica)

Silvio Brusaferro, portavoce del Comitato tecnico scientifico, ha detto: “Stiamo assistendo a una decrescita della circolazione, anche se purtroppo è lenta. È la conferma dell’efficacia delle misure adottate fin qui. Dobbiamo continuare a seguirle, e tanto più siamo attenti nel farlo tanto più aumenterà la riduzione dei casi anche se lo so che è faticoso. Ma lo scenario verso il quale ci stiamo avviando con decisione ci consente di guardare al futuro con più serenità”.

Tatnto per fare un esempio sul territorio, nella giornata di Pasquetta, nel territorio della Asl di Frosinone sono stati effettuati 705 tamponi. Hanno portato ad individuare 31 nuovi casi di positivi al coronavirus mentre i negativizzati sono stati 75. Nelle ultime 24 ore c’è stato un solo decesso nella Provincia di Frosinone: un uomo di 90 anni residente a Rocca d’Arce.

Certo – evidenzia Brusaferro – al momento sappiamo che il virus continuerà a circolare ma sappiamo anche che grazie ai vaccini ci potremo progressivamente permettere più libertà perché per fortuna le ricerche producono sempre più evidenze scientifiche e questo ci aiuta nell’obiettivo di contrastare con la massima efficacia possibile la circolazione del virus. Ovviamente più ampia potrà essere la copertura migliore sarà la possibilità di controllo”.

Ognuno per conto suo

Foto: Saverio De Giglio / Imagoeconomica

Il punto però è anche che l’intera pandemia è stata affrontata con la logica delle Regioni. Ognuna ha fatto per conto proprio e questo ha provocato delle forti e visibili diseguaglianze. In questa logica si è innescata anche una competizione politica. Il Lazio ha scelto di distriubuire il vaccino usando il criterio adottato da Isreaele: per fasce d’età e per categorie. E proprio ieri Alessio D’Amato, a Frosinone, ha ricordato come il Lazio abbia meno decessi sia della Lombardia che dell’Emilia Romagna. Il tasso di mortalità è cinque volte piuù basso di quello registrato in Lombardia, la metà di quello nella Romagna.

Il premier Mario Draghi ha telefonato personalmente agli amministratori delegati delle varie case farmaceutiche per assicurare all’Italia rifornimenti di dosi più puntuali. Aprile è il mese decisivo per i vaccini. Tutti si giocano tutto. A cominciare da Draghi.

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