Da Francesco a Ormisda, il primo Consiglio di Mastrangeli

Il primo Consiglio Comunale dell'era Mastrangeli. Il sindaco cita Papa Francesco e si affida ai Patroni. Dialogo con l'opposizione nel rispetto dei ruoli. La tattica democristiana per eleggere il Presidente d'Aula. Le scintille con Marzi

Cita il Papa e si affida ai Santi patroni di Frosinone. Mette in chiaro che sarà di parte ma apre al dialogo leale. Conferma la linea politica di questi ultimi dieci anni ma mette tutti di fronte alla creazione del primo laboratorio politico nazionale tra centrodestra e Azione. Abito blu di sartoria, camicia azzurra con cravatta indossata in tutta disinvoltura a dispetto del caldo: il Lord sindaco Riccardo Mastrangeli inizia così il primo Consiglio Comunale della sua gestione.

Da Francesco a Ormisda

Foto © Filippo Rondinara

All’appello rispondono presente tutti i consiglieri. Di maggioranza e di opposizione. Manca solo Norberto Venturi che arriverà nel finale. Per qualcuno è il primo giorno di scuola, per altri è un ritorno: qualcuno resterà, altri andranno via per cedere il posto.

A tutti loro, lord Mastrangeli dice da subito che sindaco sarà. Meno rigido dell’accentratore Nicola Ottaviani del quale è stato il ministro delle Finanze per 10 anni, non per questo più accondiscendente di lui. Lo mette in chiaro nel suo discorso di insediamento: «Sono uomo di parte, fiero della mia identità culturale cattolico -democratica. Ma consapevole che il nostro obiettivo debba essere quello di distinguere tra l’appartenenza ed il comune tessuto istituzionale. Tutte le forze politiche e civiche presenti in quest’aula, pur nella dialettica dei ruoli diversi, esprimono tutte l’intera collettività. Servono unità di intenti, pur nella diversità di opinioni e indirizzi, nel rispetto reciproco».

Rivolge un saluto ai predecessori e tre li cita «l’indimenticato Dante Spaziani, colui che mi iniziò sulla strada dell’impegno politico. Nicola Ottaviani che ha servito con abnegazione la nostra Città per dieci anni in momenti spesso difficili, con un sincero apprezzamento per la tanta pazienza, lo straordinario lavoro e il grande dinamismo. Un saluto cordiale al sindaco Domenico Marzi che siede oggi su questi scranni».

I banchi della maggioranza (Foto © Filippo Rondinara)

Ognuno dovrà svolgere il suo ruolo. «Il voto dei Frusinati ha già fissato precisi doveri e responsabilità. C’è un diritto della maggioranza a governare. C’è un diritto dell’opposizione a controllare. E ci sono doveri a cui nessuno di noi si può sottrarre». Ma c’è un ponte aperto per il dialogo: leale ed alla luce del sole. «A tutti i Consiglieri eletti dico che abbiamo ancora sogni da realizzare e progetti da costruire e per questo ho bisogno di tutti Voi. Ma anche di tutti i cittadini che come me credono nella nostra Città. Perché delle tre parole competenza, impegno e passione, credo che la più importante sia proprio l’ultima».

Saluta il vescovo Ambrogio Spreafico, compie un passaggio su un tema che gli sta a cuore: l’assistenza e la cura degli anziani; cita Papa Francesco ricordando che da soli si va più veloci ma insieme si va più lontano; si affida ai Santi Patroni. «Mi affido anche io, come tutti i nostri Concittadini, alla protezione dei nostri Santi Silverio ed Ormisda, confidando nel loro aiuto per svolgere con serenità e rigore il mio mandato di Sindaco della Città di Frosinone».

Tattica democristiana al voto

Il passaggio tra Angelo Pizzutelli e Max Tagliaferri

Arriva il primo ostacolo da superare. Bisogna eleggere l’ufficio di presidenza cioè il presidente del Consiglio Comunale che dovrà arbitare i lavori d’Aula, i due vice (uno per la maggioranza ed uno per l’opposizione), i due Segretari di presidenza. A molti sindaci quel voto è costata qualche cicatrice politica: Riccardo Mastrangeli affronta l’elezione con una scioltezza olimpica.

Viene da lontano Riccardo Mastrangeli. È stato deputato ai tempi del Berlusconi I, ha governato enti ed associazioni: la politica la conosce fin da ragazzino, sa riconoscere le trappole e come schivarle. Ma anche come prevenirle. Al momento di votare il Presidente del Consiglio Comunali i voti sono pesati ad uno ad uno: stessa tattica parlamentare quando si elegge il capo dello stato. Così dall’urna escono voti per Max Tagliaferri, Tagliaferri Massimiliano, M. Tagliaferri, Massimiliano Tagliaferri, Tagliaferri M. Se funziona per il Presidente della Repubblica funziona anche per Frosinone.

Così Massimiliano Tagliaferri viene eletto nuovo presidente del Consiglio comunale. Con 22 voti. Gli arrivano dalla maggioranza di centrodestra più quello di Mauro Vicano; l’opposizione vota in blocco per Alessandra Mandarelli la donna che ha ottenuto il maggior numero di preferenze nel Campo Progressista alle recenti Comunali; a lei vanno 8 voti; uno scrive sulla scheda Domenico Marzi; assente al voto Norberto Venturi. Assume subito la presidenza, sostituendo il Consigliere anziano Angelo Pizzutelli.

Alessandra Mandarelli

Piccolo problema al momento di eleggere i vice presidenti: i conti non quadrano e allora bisogna ripetere la votazione; alla tornata bis i nomi eletti sono Alessia Savo di Fratelli d’Italia con 22 voti (per la maggioranza) e Norberto Venturi del Partito Democratico con 9 voti (per l’opposizione).

Poi tocca ai consiglieri Segretari: Francesca Chiappini la miss preferenze che ha sfiorato i mille voti nella Lista per Frosinone (per la maggioranza) e Andrea Turriziani della Lista Marini (per l’opposizione). Una preferenza è stata annullata perché riconoscibile: il Consigliere ha scritto Sono Turriziani.

Lapsus, scintille e capigruppo

(Foto © Filippo Rondinara)

Nonostante sia tra i Consiglieri con maggiore azianità d’Aula, Domenico Marzi ha un lapsus e nel rivolgersi al sindaco lo chiama Signor Giudice.

Chiede a Riccardo Mastrangeli di approvare una mozione a sostegno del Governo Draghi: sono già 51 i sindaci ciociari che lo hanno fatto. Mastrangeli risponde che vuole condividere con i suoi prima di decidere. Marzi probabilmente ha da fare a studio: “Allora la saluto e mi vado a fare una passeggiata“. E lascia l’Aula.

Infine, i Gruppi scelgono il loro capogruppo. Sono Angelo Pizzutelli (per il Partito Democratico); Giovanni Bortone (Lega); Maurizio Scaccia (Forza Italia); Claudio Caparrelli (Polo Civico); Anselmo Pizzutelli (Mastrangeli Sindaco); Franco Carfagna (Fdi); Domenico Marzi (Lista Marzi); Vincenzo Iacovissi (Psi); Mauro Vicano (Vicano sindaco).

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