Da Ipab ad Asp: un’altra fusione per puntare all’eccellenza

Nel Lazio le 59 Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza rappresentano il passato. Sono state assorbite da 12 Aziende di servizi alla persona e 8 associazioni e fondazioni. Per rendere più efficiente il sistema socioassistenziale e sociosanitario. Anche in provincia di Frosinone

Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

Un accorpamento che è sinonimo di efficienza e non rappresenta una mera fusione: proprio come il Consorzio industriale unico del Lazio. Stavolta si parla dell’assorbimento delle ormai estinte Ipab da parte delle Asp. Le une erano le Istituzioni pubbliche di assistenza e beneficenza: istituite da re Vittorio Emanuele III un secolo fa per disciplinare l’assistenza caritatevole che veniva fatta a chi non poteva permettersi un medico, la scuola, l’avviamento ad un mestiere. Le altre sono le moderne le Aziende di servizi alla persona. Che nel Lazio sono state istituite da Nicola Zingaretti nel 2019.

Ora diventano una realtà. Grazie ai regolamenti che le rendono operative . Le potenzialità, alla presenza del governatore Nicola Zingaretti, sono state accentuate nel convegno svoltosi nelle ore scorse al Palazzo Santa Chiara di Roma: “Al servizio delle persone. Da Ipab ad Asp efficienza e benefici della riforma per le comunità locali”.

In Ciociaria un’Asp al posto di sette Ipab

Gianfranco Pizzutelli, presidente dell’Asp Frosinone

In provincia di Frosinone si sono registrate trasformazione, fusione ed estinzione di sette Ipab: la Scuola di arti e mestieri Stanislao Stampa e la Scuola materna Adele e Paolo Cittadini di Alatri, l’Asilo infantile Luigi De Luca di Amaseno, l’Ospedale SS. Crocefisso di Boville Ernica, l’Ospedale civico Ferrari di Ceprano, la Colonia americana di Settefrati e l’asilo infantile Reggio Emilia di Sora.

La neonata Asp ciociara, con nomina diretta da parte di Zingaretti, la guida il presidente Gianfranco Pizzutelli: il leader del frusinate Polo Civico, che è anche membro del Consiglio di amministrazione del consorzio industriale Asi Frosinone. Negli ultimi tempi ha alternato le lodi al Consorzio unico a quelle rivolte all’Azienda di servizi alla persona. «Daremo risposte al disagio sociale, questa carica non è un vessillo ma uno strumento per agire – ha detto riguardo all’Asp Frosinone -. Mattone dopo mattone realizzeremo la grande casa della solidarietà».

Una “casa” che avrà sede a Ceprano. Con un Cda formato, oltre che da Pizzutelli, da Roberto Redolfi e Davide Orazi: l’uno era presidente dell’Ipab cepranese e l’altro è stato commissario straordinario della scuola materna di Alatri. Come nelle omologhe laziali, si occuperanno in maniera più organizzata e incisiva di sanità, sociale, disabilità, scuola e beneficenza. «Ho sempre ritenuto che il vero senso del fare politica sta nel dare il proprio contributo a migliorare la qualità della vita delle persone e delle famiglie – ha aggiunto il presidente Pizzutelli – Oggi abbiamo questa possibilità e non la falliremo».

Una soluzione alla frammentazione

I presenti al Palazzo Santa Chiara

Cosa ha consentito la nascita delle Asp? Una riorganizzazione del sistema socioassistenziale e sociosanitario: necessaria per superare la frammentazione sul territorio di istituzioni troppo variegate.

Al posto di cinquantanove Ipab sono nate dodici Asp, di cui dieci già trasformate, e otto associazioni e fondazioni senza scopo di lucro. In questo modo sarà più capillare l’azione a favore della parte fragile e vulnerabile della popolazione. La sottolineatura è arrivata nell’incontro tenuto nella Capitale.

Erano presenti, per la Regione Lazio, anche il Capo di gabinetto Albino Ruberti e gli attori principalmente chiamati in causa. Innanzitutto, l’assessora Alessandra Troncarelli: che, oltre alle Politiche Sociali e al Welfare, ha la specifica delega alle Asp. A ruota la collega di giunta Valentina Corrado (Enti Locali e Semplificazione Amministrativa) e i presidenti di commissione Rodolfo Lena (Sanità e Politiche Sociali) e Sara Battisti: esponente ciociara del Pd, ormai da due mesi a capo degli Affari Costituzionali, Statutari e Istituzionali. (Leggi qui La strategia delle Commissioni).

È stata anche e soprattutto l’occasione per confrontarsi con i presidenti di Asp Massimiliano Monnanni (Asilo Savoia), Enrico Gasbarra (Isma), Fabio Bellini (Istituti riuniti del Lazio) e Mario Marazziti (Irasp). Nonché con la portavoce del Forum regionale del terzo settore: Francesca Danese. Tutti pronti a tagliare un traguardo che è anche frutto del rapporto costruttivo con i Comuni. La volontà, d’altronde, era la stessa: ricostruire una solida rete solidale.   

Guardare al futuro pensando al presente

Sara Battisti

Quali sono gli obiettivi già raggiunti? Il regime dei contratti di servizio con gli enti locali e la riqualificazione di un patrimonio immobiliare poi destinato ai nuovi servizi per la collettività. Servizi come la gestione dei centri per gli anziani e i disabili, i percorsi di sostegno alla genitorialità e i programmi sportivi nei contesti vulnerabili. E poi ancora l’integrazione scolastica per i giovani con disabilità, l’organizzazione di spazi educativi per l’infanzia e le strutture per le donne vittime di violenza.  

Il presidente Zingaretti ha ringraziato «tutti coloro che hanno lavorato per realizzare questo progetto che mira a creare la Regione del futuro. E adesso anche del presente, sempre vicina alle cittadine e ai cittadini del Lazio». Anche per l’assessora al ramo Troncarelli «un passo importante per creare una società più coesa, più giusta, più solidale».

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