Da Latina al doppio oro a Tokyo: Parcesepe, il “Re Mida” della marcia

Dietro i trionfi di Massimo Stano e Antonella Palmisano nella 20 chilometri c’è la mano del tecnico pontino delle Fiamme Gialle. Ha iniziato a praticare atletica alla scuola media “Aldo Manunzio”. Poi le gare con il gruppo sportivo della Guardia di Finanza e la carriera di allenatore fino ai trionfi alle Olimpiadi giapponesi. “Ma il merito è di tutto il team che lavora accanto agli atleti”, si schermisce Patrick.

Alessandro Salines

Lo sport come passione

Il “Re Mida” della marcia azzurra è originario di Latina dove ai tempi della scuola media “Manuzio” ha conosciuto la magia dell’atletica leggera. Patrizio (Patrick per tutti) Parcesepe quello che tocca diventa oro. E’ lui il tecnico del doppio oro conquistato dai pugliesi Massimo Stano e Antonella Palmisano nella 20 chilometri alle Olimpiadi di Tokyo. Una doppietta storica, straordinaria che conferma la grande tradizione della marcia azzurra.

Parcesepe è stato di più di un tecnico per i due neo campioni. E’ stato fondamentale nei momenti difficili che hanno attraversato sia Massimo che Antonella. Li ha letteralmente ricostruiti e portati al successo più prestigioso.

GLI INIZI A SCUOLA

Patrick Parcesepe

Patrick Parcesepe comincia a praticare atletica leggera a scuola nei primi anni ‘80. Alla media “Aldo Manuzio” di Latina Scalo sotto la guida del professore Mendillo.

La corsa campestre è la prima disciplina ma corre anche i 2000 metri. Poi il passaggio alla marcia dove dimostra predisposizione e grandi qualità. E’ tesserato con lo Sporting C Club Latina del presidente Aldo Di Pietro. Ai Giochi della Gioventù è terzo mentre alle finali nazionali Under 15 di Ancona viene squalificato (in molti all’epoca dissero ingiustamente) mentre stava vincendo.

Inizia così la sua carriera di marciatore allenato da Sergio Sciaudone. Nel 1985 si arruola nelle Fiamme Gialle e partecipa a diverse competizioni anche internazionali. Dopo il ritiro si dedica all’attività di allenatore sempre del gruppo sportivo della Guardia di Finanza. Ed attualmente è il responsabile del settore marcia. Laureato in Scienze Motorie, tecnico federale e di livello europeo, è diventato un maestro della marcia. Il suo quartier generale è il centro sportivo delle Fiamme Gialle a Castelporziano, a 2 passi da Ostia, dove ha formato un team di ragazzi talentuosi, ampliato negli anni anche da Massimo Stano, tesserato con le Fiamme Oro   

IL CAPOLAVORO OLIMPICO

Antonella Palmisano

Parcesepe nella sua carriera di tecnico ha ottenuto diversi risultati. Risultati importanti, prestigiosi. Ma a Tokyo ha veramente raggiunto il top. Un grande lavoro riconosciuto da tutti, in primis dal direttore tecnico della Nazionale d’atletica Antonio La Torre che lo ritiene “un tecnico straordinario, il grande artefice delle medaglie di Stano e Palmisano e della crescita di Francesco Fortunato”.

Per Massimo Stano che lavora con lui dal 2016 è “l’allenatore più bravo del mondo”. Mentre Antonella Palmisano (insieme dal 2012) lo presenta come “il più grande coach di tutti i tempi”.  

Parcesepe ha vissuto due giorni incredibili. Chi altro potrà dire di aver guidato due azzurri alla medaglia all’oro olimpico nel giro di 24 ore?

Patrick, schivo e di poche parole, fa professione di umiltà. “I risultati di Antonella e Massimo non sono il merito di una persona ma di un lavoro d’equipe, che ha visto l’intervento di tanti professionisti, in vari settori, nel corso di questi cinque anni – dice a fidal.itFosse soltanto un’atleta, sarei innamorato di Antonella. Peccato sia anche una gran rompiscatole… Quando gareggia però si trasforma in una farfalla. Le ho detto che la gara si sarebbe risolta in quattro chilometri da marciare a tutta velocità. ‘Decidi tu quanto’, sono state le mie uniche parole. L’auspicio? Vorrei vederla mamma”.

A Stano riconosce la capacià di soffrire e sacrificarsi. “È un masochista: più fa fatica, più è contento – chiosa Parcesepe – E quando è in gara, al top dello sforzo, è un uomo felice”.

Parola di “Re Mida”.

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