Da Scalia a Pompeo: come sono cambiate le visioni trasversali di marca democristiana

L’ex senatore ha firmato pagine celeberrime con le intese con Anna Teresa Formisano e Alfredo Pallone. Sempre con l’obiettivo di arginare Francesco De Angelis. Il presidente della Provincia, invece, non si preoccupa di questo e vuole un movimento di amministratori come laboratorio. Non necessariamente nel Pd.

A differenza di Francesco Scalia il presidente della Provincia Antonio Pompeo si muove con un raggio di azione maggiore nel Partito Democratico. Non è catalogabile in una “corrente” renziana con Luca Lotti come referente. Lui guarda a tutto campo.

Intendiamoci bene: in quanto a trasversalità Scalia non scherzava. Passate alla storia le intese elettorali con Anna Teresa Formisano (Ccd), nell’ambito dello “spirito” della Democrazia Cristiana. Geniale l’accordo con Alfredo Pallone (Ncd) nell’agosto del 2014, per spianare la strada a Pompeo presidente della Provincia mettendo nell’angolo l’altra metà del cielo dei Democrat, quella di Francesco De Angelis. Poi a Pallone si aggiunsero Mario Abbruzzese e Nicola Ottaviani. Quindi Forza Italia.

Senza considerare che per anni Scalia ha esercitato in regime di monopolio politico per quanto riguarda le nomine ai vertici di Saf, Asi e Cosilam. Ma il suo era un trasversalismo di equilibri interni, per contrastare lo strapotere di Francesco De Angelis all’interno del Partito.

Antonio Pompeo ha una prospettiva diversa. Non sta scritto da nessuna parte che debba per forza rimanere nel Pd. Lui aggrega gli amministratori di ogni parte politica, anche quelli di centrodestra. Non lo fa per contrastare De Angelis, lo fa per costruire un movimento radicato sul territorio.

È per questo che è in prima fila su ogni argomento di carattere locale. I disoccupati di Vertenza Frusinate gli hanno dedicato cori da stadio. Antonio Pompeo guarda lontano. Sa che i tempi sono cambiati, che le percentuali e il peso del Pd non sono più quelli di un tempo. C’è bisogno di un centrosinistra diverso, ampio e poco etichettabile.

Il suo è un laboratorio politico vero e proprio. A fine gennaio i contorni saranno più chiari.

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