Il patto del Nazzareno rispolverato per il Lazio

Secondo il report di Dagospia, un Patto del Nazzareno sarebbe stato riesumato tra Renzi e Berlusconi. La vittoria di Zingaretti nel Lazio però creerebbe il rottamatore del rottamatore

Marco Antonellis

per Dagospia

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Torna il fantasma del Nazareno, questa volta in salsa regionale.

Silvio Berlusconi e Matteo Renzi che al di là delle estemporanee battute sul canone Rai stanno “dialogando” da tempo (facendo attenzione a non apparire troppo davanti ai riflettori) hanno un’idea fissa: arginare l’avanzata del M5S. L’unica possibilità è fare blocco, sia a livello nazionale, sia con alcuni ragionamenti a carattere locale, ad esempio nel Lazio.

 

Rispolverata dalla cantina, torna in campo l’alleanza del Nazareno, per arginare i pentastellati e poi provare a governare insieme. Ecco dunque l’idea della “Quarta Gamba” (dove ci sono ben 6-7 leader di diversi gruppi parlamentari) che sta trovando, in queste ore, un fiero oppositore in Matteo Salvini (Lega) che ha paura di finire stritolato dal patto “Renzusconi” perdendo così ogni possibilità di poter diventare leader del centrodestra.

 

Il rassemblement centrista, infatti, nell’ottica del Cavaliere, potrebbe in futuro essere utilizzato proprio per consentire alle larghe intese di avere i numeri parlamentari per decollare consentendo poi allo stesso Berlusconi, grazie agli stessi fedelissimi della ‘quarta gamba’, di avere la ‘golden share’ sull’intero patto di governo: “Per noi, in quanto centristi e moderati sarebbe certamente più opportuno e ‘naturale’ sostenere un governo di larghe intese anziché un governo di centrodestra con dentro Salvini e Meloni“, si fa sapere.

 

Ma c’è di più perché il redivivo Nazareno tra Berlusconi e Renzi in vista delle politiche, potrebbe portare ampi benefici al PD nel Lazio.

Il Cavaliere, che non ama il “Re Scarpone” Sergio Pirozzi alla stregua della Roberta Lombardi (candidata del M5S per la presidenza) è pronto a sacrificare le ambizioni di azzurri e alleati pur di governare il Paese (e bloccare l’ascesa di Lombardi e Pirozzi nel Lazio); così, non è ancora intervenuto per dirimere una volta per tutte la questione su chi realmente dovrà guidare il centrodestra alle regionali del Lazio.

Insomma, si sta ripetendo il bis di quanto accaduto alle scorse elezioni capitoline dove le troppe incertezze e indecisioni del centrodestra consentirono al Pd di Matteo Renzi di salvare la faccia.

 

Stavolta, a beneficiare del “sacrificio” del Cavaliere potrebbe essere Nicola Zingaretti governatore uscente e candidato dei Dem che, se vincesse nuovamente, avrebbe in seguito tutte le carte in regola per lanciare la sfida a Matteo Renzi per la segreteria Pd. Soprattutto se il Partito uscisse fortemente ridimensionato dalle politiche.

Un vero e proprio tsunami, insomma.

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