Dai vaccini al grande salto. E alla fine arriva Zingaretti

Terzo tempo. Fischi e fiaschi della settimana. L’inaugurazione della struttura della Prima Sole, ma anche il passaggio di Lucio Fiordalisio dal Pd a Fratelli d’Italia. La polemica alla Provincia che ha coinvolto Daniele Maura e la candidatura a sindaco di Alatri di Maurizio Cianfrocca. Ma è la scelta del Governatore di concorrere al Campidoglio che cambia completamente il quadro.

È stata la settimana della fortissima accelerazione per quanto riguarda i vacciini. La struttura di Torrice, messa a disposizione dalla Prima Sole Components di Maurizio Stirpe, rappresenta un turbo messo nella macchina già all’altezza della situazione costruita dalla Asl di Frosinone. Il numero due di Confindustria nazionale e patron del Frosinone Calcio, ha guadagnato la ribalta mediatica nazionale con un’operazione che lui stesso ha definito un dovere della classe dirigente in questo particolare momento.

Ma è stata anche la settimana degli investimenti tecnologici della Asl guidata da Pierpaola D’Alessandro, capace di stupire uno come l’assessore regionale Alessio D’Amato.

Il salto dello steccato

Massimo Ruspandini

Sul piano politico c’è la candidatura a sindaco di Maurizio Cianfrocca ad Alatri. Il centrodestra ha deciso e stavolta non all’ultimo istante utile. Pochi giorni fa l’annuncio che il sindaco di Patrica Lucio Fiordalisio ha aderito a Fratelli d’Italia. Dopo tanti anni di militanza nel Partito Democratico. Una vittoria del senatore Massimo Ruspandini, una sconfitta per il Pd al qual Fiordalisio ha rimproverato il fallimento del progetto politico originario basato sull’inclusione. (Leggi qui Fiordalisio riunisce la famiglia: aderendo a Fratelli d’Italia).

Ruspandini ora rischia d’avere il problema di gestire i nuovi equilibri: in entrata ci sono il capogruppo di Forza Italia in Provincia Gianluca Quadrini, il capogruppo della Lega al Comune di Cassino Franco Evangelista. Non tutti arrivano spinti dal fervore ideologico, qualcuno spera di fare in tempo a trovare un predellino.

Nel frattempo alla Provincia l’ennesima polemica a distanza durissima tra il sempre incauto presidente d’Aula Daniele Maura (a questo punto la convinzione è che lo faccia appositamente per scatenare la polemica e finire sotto i riflettori) e il Pd. Solite polemiche sui social su temi come l’orientamento sessuale. Sempre le stesse cose, sempre gli stessi errori, sempre le stesse cavolate. Stucchevole. Perché polemizzare su temi del genere sistematicamente dimostra un vuoto politico difficile da colmare in questo territorio.

Zingaretti e la candidatura

Ma questa è stata soprattutto la settimana che ha avvicinato Nicola Zingaretti alla candidatura a sindaco di Roma. Dopo che nei giorni scorsi l’opzione sembrava tramontata. Merito del segretario del Pd Enrico Letta, ma soprattutto dell’ex ministro Francesco Boccia, non averla fatta tramontare. (Leggi qui Accordo su Zingaretti in cambio della Regione).

Nicola Zingaretti e Virginia Raggi (Foto Benvegnu’ Guaitoli / Imagoeconomica)

L’accordo c’è e forse non saranno necessarie neppure le primarie. Virginia Raggi resterà in campo, ma niente strappo con i Cinque Stelle. Al primo turno ognuno per proprio conto, al secondo possibile convergenza. La Raggi può mettersi naturalmente di traverso. Ma questo non gioverebbe specialmente a lei. La candidatura di Zingaretti a sindaco di Roma apre di fatto la strada alle elezioni anticipate alla Regione Lazio. Prepariamoci ad una lunghissima stagione politica: comunali in autunno, regionali in inverno, ancora comunali (a Frosinone, il capoluogo) nella prossima primavera.

Tre passaggi che cambieranno il volto e gli assetti della politica locale. C’è la consapevolezza che una lunga fase è terminata.