Dal Colle alle periferie: il Terzo Polo prende forma

Alessioporcu.it aveva visto giusto sul patto tra Matteo Renzi e Giovanni Toti. Il quotidiano La Repubblica dà notizia delle grandi manovre in corso non soltanto per il Quirinale. Paolo Romani e Gaetano Quagliariello stanno lavorando ad un’opzione che potrebbe avere perfino dei riflessi sulla legge elettorale e sulle alleanze nei territori. Il ruolo di Mario Abbruzzese.

Non ci saranno solo quelli apparecchiati da Centrodestra e Centrosinistra: la settimana prossima, in vista dell’elezione del presidente della Repubblica, ci sarà anche un altro tavolo. Vale a dire quello tra Matteo Renzi (Italia Viva) e Giovanni Toti (Coraggio Italia). I due parlano apertamente di Terzo Polo, destinato ad andare oltre la partita del Quirinale.

Entrambi vogliono una nuova legge elettorale. Coraggio Italia fa parte della coalizione di centrodestra, ma Toti non è  convinto che alla fine Silvio Berlusconi possa farcela.

Il contratto pre matrimoniale

Matteo Renzi e Giovanni Toti (Foto: Alessandro Paris / Imagoeconomica)

Il tema era stato anticipato da Alessioporcu.it. Adesso il quotidiano La Repubblica scrive: “Centrosinistra e centrodestra dovranno però fare i conti con il terzo tavolo che verrà allestito la prossima settimana, quando i parlamentari torneranno a Roma dopo le feste. Promotori, Matteo Renzi e Giovanni Toti, entrambi niente affatto convinti che Berlusconi sia la persona giusta per sfondare il perimetro del suo campo e far fiorire quella convergenza necessaria a scongiurare la deflagrazione della maggioranza e l’apertura di una crisi al buio. (Leggi qui (Leggi qui: Tajani allarmato da Letta. Ma può decidere solo Renzi. Con Toti. Leggi anche Quelli che continuano a sottovalutare Berlusconi. E Renzi).

E poiché il Grande Centro, per nascere e consolidarsi ha bisogno di tempo, oltre che di una riforma della legge elettorale, ecco che diventa indispensabile individuare un nome super partes e il più possibile condiviso in grado di blindare la legislatura. Identikit che sembra attagliarsi al profilo di Mario Draghi. I contatti fra i leader di Italia Viva e Coraggio Italia, che tra Camera e Senato raccolgono un’ottantina di eletti, vanno avanti ormai da mesi. Ma nell’arco di una decina di giorni, dopo aver riunito i rispettivi gruppi, dovrebbero incontrarsi per firmare, se tutto va bene, il contratto prematrimoniale. Il documento politico, scritto da Paolo Romani e Gaetano Quagliarello, è stato già trasmesso al senatore di Firenze. E presto verrà illustrato ai parlamentari”.

Orizzonte preciso

Giovanni Toti e Mario Abbruzzese (Foto Giorgio Di Cerbo / Aif)

Si fa chiaramente riferimento anche all’orizzonte politico. Perché La Repubblica aggiunge: “Oltre all’indicazione dell’area dove il nuovo soggetto andrà a collocarsi, contro tutti gli estremismi e i populismi, contiene alcune indicazioni sul percorso. Intanto la creazione di una federazione o, in alternativa, di un “patto di consultazione” tra Iv e Coraggio Italia per esprimere insieme il candidato alla presidenza della Repubblica. «Vanno bene entrambi, l’importante è che si parli con una voce sola», rivela chi ha in mano il dossier. Il voto sul Colle sarà il primo banco di prova”.

Ed è esattamente così. E’ chiaro che se il Terzo Polo dovesse risultare determinante per l’elezione del Capo dello Stato, sarebbe solo l’inizio di un’operazione di aggregazione politica. Nella quale attirare tutte le forze centriste ma soprattutto tutte le forze uscite da Forza Italia ed accasatesi in giro per l’arco costituzionale. In particolare le prime sono unite da uno stesso problema: con l’attuale legge elettorale sono condannate a sparire. perché fissa una soglia di sbarramento troppo alta per loro. Ed a nessuno dei più grandi conviene modificare quella soglia.

La soluzione sta nell’aggregazione con cui creare un nuovo Partito federato, dato dalla sommatoria di tante sensibilità, ciascuna delle quali mantiene la sua identità ma che parla, si muove e vota come se fosse un corpo unico. A quel punto lo sbarramento verrebbe superato ad occhi chiusi.

C’è però un paragrafo del contratto matrimoniale che va oltre. E chiede la riforma della attuale legge elettorale, tornando ad un proporzionale sostanzialmente puro: nel quale tanti voti hai e tanti parlamentari eleggi. Questo, farebbe saltare anche l’esigenza di ridisegnare i collegi elettorali, determinata dal taglio di 350 seggi decisa lo scorso anno con i Referendum.

Cambiare tutto

A quel punto molte prospettive potrebbero cambiare nei territori provinciali. Mario Abbruzzese, dirigente nazionale di Coraggio Italia, sta lavorando da mesi a un simile scenario.

Non solo: con un altro anno di legislatura davanti, le prospettive di un cambio di legge elettorale ci sono tutte. E a quel punto potrebbe davvero cambiare tutto. Anche nelle strategie delle alleanze. Perfino in Ciociaria.

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