Carlo Maria supera lo stress test: la Lega non ha un candidato più forte

La Lega chiede di ricomporre l'unità del centrodestra. Per tutto il giorno si cerca un candidato alternativo a D'Alessandro. Ma nessuno incassa più consensi di lui tra gli alleati.

Carlo Maria D’Alessandro supera il collaudo. Uno stress test fuori programma. Una mossa disperata della Lega per non restare da sola sulla strada delle elezioni. Ha chiesto a Mario Abbruzzese di ricomporre l’unità del Centrodestra convergendo su un nome ‘terzo’ tra quelli finora messi in campo. E il vice coordinatore nazionale degli Enti Locali di Forza Italia ha risposto: si all’unità, no ad accantonare D’Alessandro ma al massimo una verifica sulla tenuta del nome. Uno stress test in piena regola.

Un nome con le stellette

Con chi sostituire Carlo Maria D’Alessandro? In modo incontrollato è iniziato a circolare tra gli addetti ai lavori un nome in particolare. È quello del generale medico Renato Mattei, ufficiale dell’Esercito italiano del ruolo Sanità. È il fratello di Enzo Mattei, indimenticato sindaco democristiano di Cassino all’inizio degli anni Ottanta. Suo nipote è il rigoroso sostituto procuratore Dino Mattei in servizio nel palazzo di Giustizia di Cassino.

Il generale ha dato la sua disponibilità nei giorni scorsi al commercialista Peppino Tedesco, accettando di fare il capolista nello schieramento del professor Claudio Lena. Ma non altro.

Di fronte al nome del generale, lo stesso Carlo Maria D’Alessandro mandava a dire che sarebbe stato il primo a fare un passo di lato. Un emissario ha tentato di verificare la percorribilità della strada. Nulla da fare. La disponibilità era e resta quella di fare il capolista in una civica. Non alla candidatura a sindaco.

E allora ri ri richiamiamo Lena

Con Mario Abbruzzese pronto a valutare il nome di convergenza, la Lega sprofondava ancora una volta nel suo buco nero elettorale. Fatto di un vuoto pneumatico che è assolutamente logico. È un brand. Non è ancora una forza politica. Ha iniziato a strutturarsi da appena poco più di un anno: al suo interno non ha nomi.

Allora? Viene proposto di richiamare il professor Claudo Lena che si era già ritirato da candidato, poi era stato recuperato e infine scaricato dopo altre ventiquattrore. È sempre Peppino Tedesco ad incaricarsi della faccenda: verifica la disponibilità. Lo mandano a dire he sono pronti a fargli un appello Urbi et Orbi. Ottiene una risposta lapidaria: Secundum satis erat. Tradotto: mi è bastata la seconda.

L’amico Guido

Nel frattempo si sviluppa una specie di seduta di terapia di gruppo. Con una parte degli alleati che rinfaccia agli altri di avere silurato Lena per toglierlo di mezzo. L’altra parte che dice con convinzione quanto sia meglio D’Alessandro di Lena.

Lo stress test inizia a dare i suoi risultati. Nel senso che il nome di Carlo Maria D’Alessandro tiene e gli altri si sfaldano.

La fiera delle voci incontrollate, verso le ore 20 registra anche il nome di Francesca Calvani, consigliere comunale uscente. Una vulgata vuole che debba essere girata in prestito alla Lega che la proporrebbe come candidato unitario. E Forza Italia non potrebbe non votarla nel nome dell’unità.

Risultato? Non si va oltre il nome buttato sul tavolo, nemmeno si verifica la disponibilità. È la convergenza interna a mancare.

Viene giocata allora la carta di Guido D’Amico, presidente nazionale di Confimprese Italia. La consultazione tra Civici e Forza Italia è netta: meglio Carlo Maria. L’usato sicuro fornisce più garanzie.

Il test finale

Verso la mezzanotte l’onorevole leghista Francesca Gerardi torna ancora una volta al tavolo permanente allestito presso l’hotel Pavone. È accompagnata dal presidente Guido D’Amico e dall’avvocato Gabriele Picano, vice coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia. È lo stesso che giovedì scorso ha scritto di suo pugno, sulla sua carta intestata, l’accordo che venerdì ha portato all’annuncio della candidatura di Carlo Maria D’Alessandro.

Ora ci ha ripensato. E insieme alla Lega sonda la possibilità di candidare la dottoressa Paola Carnevale, revisore dei conti, già membro del collegio di revisione del Cosilam.

Niente da fare. Lo stress test è arrivato ad un punto che vede Carlo Maria D’Alessandro molto più saldo alla guida della coalizione di quanto lo fosse in mattinata.

Prima di congedarsi e lasciare le delegazioni a fare le loro considerazioni ha detto: “Signori, se riuscite a trovare un nome che possa ottenere la convergenza di tutto il centrodestra, tenente conto della mia disponibilità a rinunciare“.

La crisi e la sfiducia lo hanno reso umile.