Dalla “BioSacco Valley” alla “Green Valley”

Ceccano collaborerà con il Cosilam ed il Comune di Roccasecca nella sperimentazione intensiva della canapa industriale. Per verificare quanto disinquina. E la qualità della materia prima. Dalla quale ottenere bio plastiche ecologiche per sostituire quelle tradizionali

Marco Barzelli
Marco Barzelli

Veni, vidi, scripsi

James Russell Lowell non aveva dubbi in proposito: il diplomatico inserito nella Hall of Fame degli americani più celebri, sosteneva che “Solo i morti e gli stupidi, politicamente parlando, non cambiano mai opinione”. A Ceccano l’assessore all’Ambiente Riccardo Del Brocco conferma le convinzioni di Lowell. Ha cambiato in modo radicale le sue convinzioni almeno tre volte.

Tre giri di valzer

La prima è stata quando è passato da oppositore del sindaco Roberto Caligiore ad artefice della sua rielezione. La seconda è stata quando ha lasciato i Fratelli d’Italia per aderire a Forza Italia dove è stato ad un passo dall’essere candidato Coordinatore provinciale, salvo tornare in FdI; tutto nel giro di due anni. La terza giravolta è quella più recente. Era un convinto negazionista della fitodepurazione: il test promosso anni fa dal sindaco Caligiore per verificare quanto alcune piante fossero in grado di assorbire i metalli dai terreni contaminati nella Valle del sacco. Riccardo Del Brocco stroncò quel progetto bollandolo come «fiNtodepurazione».

Riccardo Del Brocco

Ora ammette di aver sbagliato a remare contro il fitorimedio sostenuto dal Caligiore 1. Spiega che la sua era una critica politica: non riteneva che quell’amministrazione fosse in grado di farcela. La sua riabilitazione passa su un percorso concreto. Riccardo Del Brocco si prepara a traghettare il progetto “BioSacco Valley” verso la “Green Valley” lanciata dal Comune di Roccasecca con il Cosilam: il Consorzio per lo sviluppo industriale del Lazio Meridionale. In pratica la creazione di un’immensa piantagione di canapa industriale capace di bonificare i terreni per poi utilizzare le piante in modo da ricavarne bio imballaggi con cui sostituire la plastica. (Leggi qui Bio plastica dalla canapa: la nuova sfida di Roccasecca).

La mano tesa da Cassino

Il presidente del consorzio Marco Delle Cese gli ha teso pubblicamente la mano. Lo ha fatto in settimana, durante la conferenza stampa con cui annunciare l’intesa con Enea, l’Agenzia Nazionale per le Nuove Energie; diventata partner scientifico al fianco dell’Università di Cassino.

«Inutile – aveva detto il presidente Marco Delle Cese, in video assieme al sindaco di Roccasecca Giuseppe Saccoin questo contesto, fare gli egoisti. Ho apprezzato i segnali che arrivano da Ceccano con il loro progetto di disinquinare la Valle del Sacco. Noi non chiudiamo le porte a nessuno. Se ci fosse la volontà di condividere i nostri sforzi noi siamo pronti a sederci e ragionare».

L’assessore Del Brocco quella mano l’ha stretta: ha già incontrato Delle Cese e gli ha confermato che Ceccano è pronta a costruire un ponte verso la futura “Green Valley”.

Lavoro dietro le quinte

Marco Delle Cese con Giuseppe Sacco

Determinante proprio il lavoro svolto dietro le quinte da Del Brocco per salire sul treno, partecipare ad un progetto che promette di creare posti di lavoro e nuova economia green.

Delle Cese, Sacco e Del Brocco si metteranno presto intorno ad un tavolo per ragionare. Su cosa? La sperimentazione condotta sui terreni nell’area industriale di Roccasecca produrrà dei risultati che verranno monitorati da Unicas ed Enea. Ma serve anche un test di conferma: potrebbe essere una striscia della Valle del sacco a Ceccano, dove l’inquinamento è determinato da metalli diversi da quelli presenti nel suolo di Roccasecca; il terreno è differente per origine e composizione; l’irrigazione avviene su basi e reazioni diverse.    

L’assessore all’Ambiente non ha perso tempo. Domani alle 16.30, infatti, verrà presentato il gruppo operativo PEI del progetto pilota “BioSacco Valley”: quello promosso dal Caligiore 1. E teso alla salvaguardia della biodiversità e alla promozione della filiera del fitorimedio per il rilancio della Valle del Sacco. Il piano sperimentale ha ottenuto i primi risultati: la canapa, in tre mesi, ha ridotto del 30% la concentrazione di beta-esaclorocicloesano (β-HCH) nel terreno in cui è stata piantata. Ha eliminato un terzo del famigerato veleno della Valle del Sacco: lo scarto della produzione del lindano. Quell’insetticida ritirato dal mercato da quasi cinquant’anni in quanto sostanza potenzialmente cancerogena.

L’euroricerca di Ceccano

Perché Delle Cese e Del Brocco si sono stretti la mano? Ceccano ha un progetto di prefattibilità di disimpatto ambientale, sul quale la prima amministrazione Caligiore ha investito 20 mila euro. Si è arrivati alla costituzione di un gruppo operativo supportato economicamente anche dalla Regione Lazio con quasi 17 mila euro.

La conferenza di presentazione del progetto di fitodepurazione

Quello della “BioSacco Valley” è ormai un Partenariato Europeo dell’Innovazione (PEI). Grazie ai fondi ottenuti tramite la misura 16.1.1 del PSR FEASR. Si tratta delle risorse dirette a produttività e sostenibilità dell’agricoltura dal Piano di Sviluppo Rurale regionale. Che è alimentato dall’apposito Fondo Europeo Agricolo.  

Il gruppo operativo PEI ha come capofila il Laboratorio Agricolo Ciociaro, azienda ceccanese doc. La sua costituzione è stata curata dalla Global&Local: la start up guidata da Lola Fernandez, specializzata in europrogettazione e reclutata per l’Ufficio Europa comunale. A supporto nove organizzazioni attive nei settori agricolo e agroindustriale e nella ricerca scientifica. Nel primo caso si parla delle aziende “Claudio Zenoni”, M.G. Vivai e Self Garden. C’è anche l’indirizzo agroambientale dell’Istituto d’Istruzione Superiore “San Benedetto” di Latina. Poi, non da ultimi, i partner scientifici: Cersites, Iret-Cnr, Pin dell’Università di Firenze, Unitus e Uniroma2.

Chi sono? Il Centro di ricerche e servizi per l’innovazione tecnologica sostenibile: fa parte del Polo Pontino de La Sapienza di Roma. L’Istituto di ricerca sugli ecosistemi terrestri: ala del Consiglio Nazionale delle Ricerche. Dal Polo Universitario della Città di Prato, sede staccata dell’ateneo di Firenze, il PIN: società consortile che finanzia e realizza progetti di ricerca. Infine, le Università della Tuscia di Viterbo e l’Università Tor Vergata di Roma.  La responsabile scientifica è la professoressa Annalisa Romani: è docente presso le Facoltà di Economia e Ingegneria dell’Università di Firenze. È anche a capo del Laboratorio di Qualità delle Merci ed Affidabilità di Prodotto: il QUMAP del PIN. Collabora con ENEA e, nella sua carriera, ha anche messo a punto processi a membrana per ridurre l’impatto ambientale delle acque reflue di frantoio. 

Merito di Roberto

La presentazione dei progetto sulla fitodepurazione in Commissione Ambiente nel 2017

L’assessore Del Brocco non sarà alla conferenza stampa. Vuole sia chiaro che è merito dell’amministrazione Caligiore 1. È stata lei a credere ed investire nel progetto “BioSacco Valley”. Su tutti i locali Fratelli d’Italia: il sindaco Roberto Caligiore; l’allora vicesindaco e venturo senatore Massimo Ruspandini; l’ex assessore all’Ambiente Alessandro Savoni, ora consigliere delegato nuovamente all’Ufficio Europa; l’ex consigliera comunale Antonella Del Brocco e Tonino Pizzuti, coordinatore dell’organizzazione politica “ruspandiniana” L’Altra Ceccano.

FdI ha accolto la proposta di tre giovani ceccanesi: la stessa Antonella Del Brocco, biologa; la ricercatrice del CNR Alessandra Tiberia; il tecnico agrario Luigi Mosillo, coproprietario del Laboratorio Agricolo Ciociaro. La lanciarono il 15 settembre 2017, in occasione di una seduta della Commissione Ambiente. 

Proposero di caratterizzare un terreno di 2 mila metri quadri nella zona ceccanese de La Piana, a Casamarciano: terreno situato lungo le sponde del fiume Sacco. Per effettuare campionamenti e analisi: per capire se e da cosa era contaminato. Poi di piantumare una varietà francese di canapa industriale, “Futura 75”, «con una concimazione biodinamica – precisò Mosillo – che assicuri i batteri fondamentali per decomporre gli inquinanti». La biologa Del Brocco fece presente che, se ci fossero stati i risultati sperati, ci sarebbero stati appositi fondi regionali per portare avanti il progetto.

Una piantagione di canapa industriale

«Un progetto – evidenziò – su un territorio con forte presenza di Beta-hch e incidenza tumorale». E la ricercatrice Tiberia, infine, spiegò perché era stata scelta la cannabis sativa, non “solo” per il disinquinamento fine a sé stesso: «Si punterà sulla canapa per i costi e per il rilancio dell’economia attraverso la relativa filiera e l’immediato riutilizzo agricolo dei terreni». Quelli in cui, in attesa di caratterizzazione ambientale e bonifica, non si può coltivare. 

Perché la canapa e non gli altrettanto utilizzati pioppi? Perché l’una costa dai 100 ai 200 euro a ettaro. Gli altri, invece, oltre 10 mila. Senza contare le spese di smaltimento. La canapa, invece, è come il maiale: non si butta via niente. Si riutilizza. Per produrre biomassa e fibre tessili.

Da Caligiore 1 a Caligiore 2

Il Caligiore 1 quel progetto l’ha sposato. Ora il Caligiore 2 può mostrare i primi frutti. L’assessore Riccardo Del Brocco li ha raccolti. E non se l’è fatto ripetere due volte dal presidente del Cosilam Marco Delle Cese: ha ben compreso la portata della futura “Green Valley”. Alla quale si prepara ad agganciare la “BioSaccoValley”.

Anche e soprattutto perché quando si presentano progetti costruttivi, vengono finanziati e portati avanti. Al contrario di altri che non esistono ancora ma per i quali si bussa comunque con forza alle porte della Pisana. (Leggi qui Il S.Maria della Pietà rinasce. Ceccano? No quello di Roma