Il no di D’Ambrosio: a Cassino il Pd resta diviso in tre

Il dialogo si interrompe prima ancora di cominciare. La spaccatura resta ed è profonda: il gruppo Io Democratico non parteciperà all’iniziativa convocata dal consigliere regionale Marino Fardelli. Il Pd di Cassino rimane diviso in tre tronconi.

A tentare di riallacciare i fili del confronto interno era stato proprio Fardelli. E la presenza dell’avvocato Alessandro D’Ambrosio (Io Democratico) al dibattito sul referendum organizzato per lunedì (leggi qui) sembrava andare in quella direzione.

Invece, nel primo pomeriggio il gruppo ha detto che non andrà. Non ci sarà perché ci sono troppi nodi rimasti da sciogliere. Quali sono?

Innazitutto i protagonisti. Su un fronte ci sono l’ex sindaco Giuseppe Golini Petrarcone con Fardelli ed i consiglieri comunali Sabrina Grossi, Enzo Salera, Edilio Terranova.
Su un altro c’è il candidato sindaco sul quale si è spaccata la sezione cittadina del Pd, Francesco Mosillo (area De Angelis) con i consiglieri Sarah Grieco e Barbara Di Rollo.
Poi c’è l’area Pd di Cassino riunita in Io Democratico che si riconosce nel consigliere provinciale Alessandro D’Ambrosio. È l’avvocato che in Provincia è passato all’opposizione per protestare contro l’atteggiamento avuto dai vertici Pd durante le scorse Comunali di Cassino.

I nodi rimasti da sciogliere partono proprio da quelle elezioni. Il primo: non è stato chiarito il rapporto politico che si deve avere con Francesco Mosillo dopo che è diventato evidente il suo rapporto con il centrodestra del sindaco Carlo Maria D’Alessandro. Il secondo: non è ancora avvenuto l’azzeramento delle posizioni ottenute da Mosillo grazie a quel rapporto. E cioè la presidenza della Commissione di Garanzia (a Sarah Grieco) e vice presidenza vicaria del Consiglio (a Barbara Di Rollo). Il terzo: non sono state ancora rassegnate le dimissioni da Francesco Mosillo che deve optare tra l’incarico di consigliere comunale e quello di consigliere d’amministrazione Cosilam. Gli rimproverano di «occupare due posizioni di governo e peraltro incompatibili tra loro». Il quarto: il gruppo Petrarcone – Fardelli non ha mai presentato alcun ricorso all’autorità anti Corruzione presieduta dal giudice Cantone per denunciare i criteri di selezione del nuovo Direttore Generale del Consorzio Industriale. Il quinto fronte è provinciale: non è mai stato chiarito il rapporto tra il presidente della Provincia Antonio Pompeo ed il consigliere provinciale Massimiliano Mignanelli. Proprio quel rapporto così contestato dal Pd aveva portato ad un’aggressione verbale al presidente Pompeo nei minuti immediatamente successivi al ko elettorale (leggi qui). In pratica gli si rimproverava di avere lasciato a Mignanelli il controllo politico della Formazione, consentendogli così di crearsi consenso e voti su Cassino, rivelatisi strategici per determinare la vittoria del centrodestra e la sconfitta del centrosinistra.

Fino a quando quei nodi non verranno sciolti, il gruppo resterà fuori. Fuori dalle alleanze. E soprattutto fuori dagli accordi per le prossime elezioni regionali e politiche.

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