Il 1° Maggio? E io lancio la Festa dei Lavoratori a Partita Iva

«Il Primo Maggio? E’ una festa sacrosanta. Ma è arrivato il momento che coinvolga tutti i lavoratori. Oggi la maggior parte di loro è pagata a Partita Iva. E allora che il Primo Maggio sia anche la festa di quelli che stanno a parcella e non solo dei dipendenti».

La sfida non parte dal sindacato. Ma da un’associazione degli imprenditori. A lanciarla è Guido D’Amico, presidente nazionale di ConfimpreseItalia: 60mila imprese associate, 78 sedi territoriali in Italia. Lo fa dal palco del Med Festival Experience, il festival dell’economia del mare in corso a Gaeta.

 

Alessioporcu.it – Presidente, da quando le associazioni degli imprenditori si occupano de Festa dei Lavoratori? Non dovrebbe essere materia dei sindacati?
Guido D’Amico – Il Primo Maggio è la festa dei lavoratori. Ma quasi sempre questa festa viene identificata con i lavoratori dipendenti. Spesso si dimenticano due altre categorie importanti e fondamentali per la nostra nazione. Due categorie che rappresentano la maggioranza del nostro Paese. Mi riferisco ai lavoratori autonomi e alle microimprese. E ConfimpreseItalia, come accade ormai da diversi anni a questa parte, ha scelto di accendere i riflettori su queste realtà.

 

Non entra in punta di piedi ma fa una vera e propria invasione di campo a gamba tesa. Si rende conto che così si ‘appropria’ della festa dei Lavoratori?
Ma chi si appropria di niente? Io sono un lavoratore: la mattina mi alzo e vado nel mio ufficio. Gli imprenditori sono lavoratori. Che vanno nella loro azienda, spesso sono tra i primi ad arrivare e gli ultimi a spegnere la luce. Dobbiamo finirla con questa visione Ottocentesca del mondo imprenditoriale. Gente che lavora e rischia in proprio. In questa visione antiquata del mondo ci si dimentica dei lavoratori a Partita Iva, dei professionisti che al mattino vanno nel loro studio e mettono a punto idee, progetti, arringhe e ogni genere di servizio che serve per far andare avanti una fetta fondamentale dell’economia di questo Pese.

 

E per questo, il 1° Maggio a Gaeta farà la festa dei Lavoratori a Partita Iva?
Esattamente. Proprio in occasione della “Festa del Lavoro” del 1° maggio. Con eventi che si terranno a Gaeta sul lungomare Caboto. I lavoratori autonomi mettono a disposizione la propria forza lavoro garantendo al committente il raggiungimento di determinati risultati entro una certa scadenza temporale. La definizione fa emergere l’importanza, i rischi e la dignità del lavoro autonomo.

 

Tra le Partite Iva ci sono anche molti che dovrebbero essere invece dei dipendenti a tempo indeterminato: non pensa?
Qui si apre un lungo discorso sul mercato del lavoro, sulle tutele, sulle riforme che durano il tempo di un Governo. E sulla mancanza di certezze che ha un imprenditore quando investe in questo Paese. Proprio per avere certezze e per darne ai lavoratori, noi di ConfimpreseseItalia abbiamo avviato un confronto con il sindacato per individuare una base comune. Siamo tutti sulla stessa barca. Il nostro rapporto con il sindacato e con i lavoratori è splendido ed improntato al massimo, reciproco, rispetto. Così abbiamo costruito la collaborazione. Vogliamo parlare dei voucher e delle sacche di abusivismo che hanno fatto emergere? Forse è arrivato il momento di confrontarci tutti con il mondo reale e smetterla di fare teorie.

 

Quanto è importante il lavoro delle Partite Iva?
Alcuni dati recenti dicono che in Italia, tra la popolazione di età lavorativa compresa tra i 15 e i 64 anni, gli occupati indipendenti sono 4,7 milioni. Il numero più alto registrato tra i Paesi dell’Unione Europea. E’ un settore nel quale ci si mette in gioco in prima persona, con meno tutele rispetto ad altre tipologie lavorative e con meno forza economica delle figure imprenditoriali. In un contesto dove i confini tra stabilità e precarietà si vanno assottigliando, i lavoratori autonomi devono fare tutto da soli. Con un regime fiscale patrigno e con una costante paura di non farcela. Eppure sono proprio i lavoratori autonomi a poter dare la spinta per la ripresa, proprio per la loro capacità di cavarsela da soli, di guardare sempre avanti.

 

Chi è il popolo delle Partite Iva?
E’ un popolo “multietnico” nella sua composizione. Più che una regolamentazione che accontenti tutti occorrerebbe una normativa che li comprenda nel solco della tutela del lavoro in tutte le sue forme, come regola la Costituzione.

 

Converrà però sul fatto che non sono ‘imprese’ e quindi materia sua…
Ma lo sapete che crescendo, le Partite Iva spesso si evolvono i microimprese? Fatte di professionisti che si associano, di giovani che si uniscono intorno ad un progetto, invece di andare avanti da soli uniscono le loro forze! Il mondo delle microimprese (quelle con meno di dieci addetti) noi lo rappresentiamo con
orgoglio. In Italia sono 4,2 milioni le piccole e piccolissime aziende, che rappresentano il 96% del totale delle unità produttive e impiegano circa 7,8 milioni di addetti (il 47% contro il 29% nella media europea). Numeri che non hanno bisogno di interpretazioni, numeri che dicono che le microimprese rappresentano l’ossatura economica del Paese.

 

Quindi: dalla Partita Iva alla Microimpresa?
No, no: non casco nel tranello. Per me la festa del Primo Maggio è la festa dei lavoratori. E siccome gli imprenditori non sono dei parassiti sfaccendati reclamo il diritto di dire che è anche la festa degli imprenditori che si fanno il mazzo così. Sulla stessa barca, con pari dignità, reclamo lo spazio anche per gli autonomi a Partita Iva. E per la Microimpresa. Nonostante rappresentino la spina dorsale della Nazione, sono la parte più debole del sistema. Quella che viene messa da parte e di cui poco si parla e su cui poco si interviene. Le microimprese sono quelle che non usufruiscono di aiuti di Stato o di salvataggi a carico dei contribuenti.

Anzi, ogni giorno devono combattere non soltanto contro la crisi, ma anche con le istituzioni pubbliche che non riescono a snellire quella burocrazia che rende laborioso e difficile richiedere qualunque tipo di autorizzazione.

 

Allora mettiamola così: Primo Maggio delle Partita Iva e delle Microimnprese…
E dei lavoratori. Siamo tutti lavoratori. Le microimprese sono quelle che devono confrontarsi con una
pressione fiscale intollerabile dovendo sostenere ben 694 scadenze fiscali, 97 possibili controlli con ben 16 agenzie, enti o istituti. Le microimprese sono quelle per le quali è quasi impossibile l’accesso al credito. Ma non si lamentano: lavorano, producono e anche quando il peso della burocrazia o della pressione fiscale sembra schiacciarle si rialzano sempre. Anche e soprattutto a loro bisogna guardare prendendole come esempio da seguire.

 

Presidente, ma vuole appropriarsi del 1° Maggio?
La Festa del Lavoro è di tutti. Ma per tornare a festeggiarla davvero è importante il concetto di pari dignità.

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