Daniele, il sobrio democristiano

Si accendono le luminarie. E con loro le polemiche. Il sindaco di Anagni parla di sobrietà. Capolavoro di equilibrio

Franco Ducato

Conte del Piglio (ma non) in Purezza

Sobrio – “di persona, che usa moderazione nel mangiare, nel bere alcolici”. Per estensione, possono essere usati anche i seguenti termini: “contenuto, continente, controllato, equilibrato, misurato, moderato, morigerato, parco, regolato, temperato”. Se si fa riferimento alla capacità di controllo, al posto di “sobrio” si possono  utilizzare, a piacimento, “austero, frugale, modesto, semplice, francescano, spartano”. Di uno scrittore dallo stile sobrio, si può dire che è “asciutto, conciso, disadorno, essenziale, lineare, stringato”.

Questi che vedete in alto sono alcuni dei sinonimi che la Treccani usa per definire il termine “sobrio”. Dunque, sobrio è chi si controlla e riesce ad essere, in tutte le sue manifestazioni, moderato e minimale. Una qualità, insomma. 

Che c’entra tutto questo nel dibattito anagnino? C’entra perchè stamattina il sindaco Daniele Natalia ha usato proprio questo termine per definire le luminarie del centro storico della città.

Il tema sobrio delle luminarie

Daniele Natalia

Un tema, quello delle luci natalizie, che sta facendo discutere parecchio in città. Prima per la vicenda dell’albero di Natale luminoso apparso e poi scomparso in piazza Cavour, per ricomparire in Piazza Innocenzo III, mentre in piazza Cavour ne arrivava un altro. Poi per le discussioni sulla quantità e qualità dell’illuminazione natalizia predisposta nelle varie zone della città.

Illuminazione che molti hanno giudicato non adeguata alla cifra spesa (40.000 euro) per quest’anno. Un tema che è arrivato anche in maggioranza. Con parecchi consiglieri (e diversi assessori) che, anche stamattina, in rigoroso anonimato, esprimono perplessità sulle scelte in materia. 

E il sindaco?  Da Natalia nessun attacco ai referenti dell’operazione Luci di Natale. E ci mancherebbe altro. Solo una considerazione. “Diciamo che si tratta di illuminazioni sobrie”, ha detto il primo cittadino. Evidentemente cercando un modo soft per esprimere quello che altri dicono, in privato, in maniera molto più esplicita.

Del resto, da tempo il sindaco di Anagni, nel gestire i rapporti con le anime della sua maggioranza utilizza,  e fa bene, toni e comportamenti da vero democristiano.

Un tono sobrio, si potrebbe dire.

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