Milioni stanziati per lo sviluppo, milioni bloccati per i disoccupati (di L. D’Arpino)

A sentire gli annunci fatti in settimana da Governo, Regione, Provincia e industriali, sta per tornare una nuova età dell’oro in Ciociaria a colpi di investimenti. Ma il precedente Accordo di Programma è rimasto sulla carta

Luciano D’Arpino

per IL MESSAGGERO

*

Milioni, milioni, milioni. A sentire gli annunci fatti in settimana da Governo, Regione, Provincia e industriali, sta per tornare una nuova età dell’oro in Ciociaria a colpi di investimenti che porterà anche tanta nuova occupazione.

Martedì scorso, infatti, è stato firmato l’accordo di programma tra il ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio e dal presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, per la riconversione e riqualificazione industriale dell’Area di crisi complessa di Frosinone.

Sul piatto sono stati messi 10 milioni di euro che, attraverso unbando di Invitalia, renderà possibile scommettere sullo sviluppo in 37 comuni della Ciociaria.

Il bando, che dovrebbe essere pubblicato entro dicembre, sarà destinato alle aziende che intendano realizzare progetti da almeno un milione e mezzo di euro, non solo per i siti produttivi esistenti, ma anche per nuovi insediamenti.

Nessuno è riuscito a frenare l’entusiasmo.

Il vicepremier Di Maio ha parlato di duemila nuovi posti di lavoro complessivi tra Frosinone, Gela e Venezia, dove sono stati siglati accordi simili. Il Governatore del Lazio Zingaretti non è stato più nella pelle: «Da solo -ha detto – il bando mobiliterà almeno 50 milioni di euro di investimenti pubblico- privato per nuove aziende. Finalmente si sblocca la grande scommessa della bonifica della Valle del Sacco. Ci sono 36 milioni e mezzo di euro. Mancava quest’ultimo tassello. Ora siamo pronti. È una svolta per il territorio».

Gli industriali pure hanno brindato, aggiungendo che bisogna fare di più per le infrastrutture a servizio delle imprese.

Il presidente della Provincia, Antonio Pompeo, ha invitato a concentrarsi sui progetti.

Tutto bene dunque?

«No» per la Fim Cisl che, unica voce fuori dal coro, ha urlato: «Non diventi l’ennesima occasione persa».

E ha ricordato la misera fine fatta dall’altro accordo di programma del 2013 che annunciava, anche quello, investimenti mirabolanti e che poi è rimasto solo sulla carta.

Di milioni, infine, hanno sentito parlare anche i 1.100 disoccupati ciociari che attendono il pagamento della mobilità in deroga del 2018 e la certezza della proroga al 2019.

Ha sintetizzato bene la situazione l’Ugl: «La situazione è paradossale. Ballano 13 milioni di euro e nessuno tra Governo e Regione si prende la responsabilità di pagare. Addossando colpe ad altri».

Qui i milioni ballano, insomma, ma non arrivano.

LEGGI TUTTO SU IL MESSAGGERO