Fino a quando abuserete della nostra pazienza, signori del centro? (di L. D’Arpino)

Centro e periferia. Due mondi all'opposto. Frosinone finora era una terra di mezzo. Che con fatica tentava di conquistarsi il suo riscatto. Ora due provvedimenti la sbattano nel ruolo di periferia profonda.

Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

di Luciano D’ARPINO

per IL MESSAGGERO

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Periferia: questa parola di solito indica un’area urbana lontana dal centro, di solito squallida e desolata.

È brutto dirlo, ma in periferia si è marginali, si conta poco o niente. È l’opposto del centro, insomma, dove tutto è più bello e vivibile.

 

Frosinone, fino a qualche giorno fa, si trovava in una terra di mezzo: non più periferia, ma non ancora centro.

Ora, dopo gli ultimi avvenimenti, è stata rigettata violentemente ai margini. Vediamo perché.

 

La prima mazzata è stata data dal Governo centrale gialloverde che, con un colpo di spugna, ha cancellato il bando per la riqualificazione delle periferie urbane scatenando la rivolta della maggior parte dei sindaci italiani.

Anche il primo cittadino del capoluogo si è infuriato minacciando sfracelli, ben sapendo che difficilmente si potrà tornare indietro. A Frosinone, infatti, sono andati in fumo 6 progetti, per complessivi 18 milioni di investimenti pubblici e privati, per riqualificare il quartiere Scalo e renderlo finalmente parte integrante della città capoluogo.

Periferia degradata era e periferia degradata e separata sembra destinata a rimanere.

 

La seconda tranvata ai sogni di “centro” è arrivata venerdì sera dal Collegio di garanzia del Coni che ha sostanzialmente imposto di inasprire le sanzioni per il Frosinone calcio che ha meritatamente conquistato la Serie A dopo la famigerata finale playoff con il Palermo vinta per 2-0.

Secondo i giudici sportivi, infatti, per quattro palloni gettati in campo, ininfluenti ai fini del risultato, e per l’invasione pacifica dei tifosi, non basterebbero una multa salata e due giornate da giocare in campo neutro senza tifosi.

No: bisogna essere più duri e questo potrebbe significare altre giornate di campionato senza tifosi sugli spalti, magari fino al 23 settembre, quando allo stadio “Stirpe” dovrebbe venire a giocare un certo Cristiano Ronaldo con una certa Juventus.

Un modo brutale per dire: «Periferia del calcio siete e periferia rimarrete».

 

Alla società, infatti, non è bastato finora dotarsi anche di uno stadio modello per riconquistare la serie A. Diceva il nostro grande conterraneo Cicerone rivolgendosi al nemico Catilina : «Fino a quando abuserai della nostra pazienza?». Già, signori del Centro: fino a quando?

 

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