Casse vuote in Comune: rischio dissesto e contraddizioni (di L. D’Arpino)

Il sindaco di Frosinone dice in Consiglio che i soldi non ci sono e non sa se si potrà andare avanti senza un intervento del Governo. Ma nessuno più di lui può parlarci: è l'unico sindaco della Lega in provincia

Luciano D'Arpino
Luciano D'Arpino

Giornalista, Regista e Autore teatrale, dirige la redazione di Frosinone de 'Il Messaggero'

Per Marx le contraddizioni sono il motore del divenire dialettico della storia. Per i frusinati sono il pane quotidiano che ogni giorno sono costretti a mangiare, sono il simbolo di situazioni che si trascinano da anni senza che succeda nulla. Le contraddizioni nel capoluogo sono tali e basta e rappresentano la palude delle scelte mancate.

A dimostrarlo c’è la cronaca dell’ultima settimana. In Consiglio comunale il sindaco Ottaviani ha lanciato l’allarme sul rischio dissesto delle casse comunali che potrà essere evitato solo con il trasferimento di fondi da parte del Governo centrale, che ormai non può più limitarsi a fare solo tagli. Il primo cittadino ha parlato di grosse difficoltà economiche e anche di erogazione di servizi visto che il personale che andrà in pensione entro il 2019, circa ottanta dipendenti grazie a “Quota 100”, non potrà essere sostituito.

È stato delineato, insomma, il quadro di una città stagnante, dove anche la spesa più irrisoria per una semplice manutenzione diventa un problema. «Se non ci sarà un intervento del governo non so se riusciremo ad andare avanti come sinora fatto per altri tre anni», ha scandito Ottaviani in aula.

Ma parlare direttamente con il Governo per lui ormai non dovrebbe essere più un problema visto che ha aderito alle Lega e che dovrebbe avere un filo diretto con Salvini. Vedremo.

Intanto però, mentre da un lato si grida “Al lupo, al lupo!” per le casse vuote, dall’altro si mette in piedi una trattativa, data per conclusa più volte, per l’acquisto dell’ex sede di Bankitalia con l’obiettivo di farne la sede di rappresentanza del Comune capoluogo. Bella idea che però costerà ai cittadini qualcosa come un milione e mezzo di euro che il Comune pagherà in 10 anni. Ma, insomma, le casse sono vuote o no? E’ veramente un obiettivo prioritario acquistare quel palazzo?

Sull’operazione, però, dovrà pronunciarsi la Corte dei Conti che sta monitorando il piano di rientro del Comune oberato da debiti. Non è una contraddizione bella e buona? Anzi, brutta e cattiva?

Per non parlare dei continui annunci sulla mobilità alternativa senza che il Bike sharing funzioni e senza la realizzazione delle piste ciclabili. Evitando di ricordare, infine, il funzionamento a singhiozzo dell’ascensore inclinato, su cui è meglio stendere un velo pietoso.

Solo contraddizioni, per niente dialettiche.

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