La scommessa mancata sul turismo che ci farebbe ricchi (di L. D’Arpino)

Ogni volta che si tenta di fare Cultura la risposta del territorio è piena. Ma sono fiori nel deserto. La dimostrazione che il Turismo sarebbe in grado di sviluppare la crescita. Ma nessuno ci scommette sul serio.

di Luciano D’ARPINO per IL MESSAGGERO

Gli attimi sospesi della guerra e dei bombardamenti su Cassino. Ma, soprattutto, l’inutile distruzione dell’abbazia da parte dell’esercito degli Alleati nell’ultima guerra mondiale. E’ stato questo il tema di una bella iniziativa che si è svolta venerdì sera nella città martire con un coinvolgente spettacolo di teatro-danza sulla disperazione e la voglia di rinascere della città.

Non solo: è stato proiettato anche un video con cui si è raccontato l’avventuroso salvataggio delle opere d’arte che erano custodite nel monastero. Il tutto nel nuovo spazio dell’Atelier ABC, voluto dalla Regione Lazio.

Tutto bello, ben organizzato e felicemente riuscito, ma non basta perché è il classico fiore nel deserto nel settore del turismo in Ciociaria. Un settore che potrebbe essere trainante per l’economia provinciale che continua a vivere un momento difficile, appeso com’è alle sorti, ora magnifiche e progressive, ora drammatiche, della Fca e del suo indotto.

Montecassino è una delle mete turistiche più visitate del Lazio dopo Roma: ogni anno vi arrivano frotte di neozelandesi, polacchi, americani, inglesi e tedeschi che fanno solo del turismo “mordi e fuggi” perché non trovano un sistema d‘accoglienza organizzato ed efficiente. Per non parlare del mancato collegamento di Montecassino con gli altri tesori custoditi nella città d’arte della Ciociaria tipo Anagni, Veroli, Alatri.

E che dire della Certosa di Trisulti che negli ultimi tempi è assurta alla ribalta della cronaca nazionale solo per il progetto della scuola sovranista di Bannon? La colpa è degli amministratori locali e regionali che non fanno squadra e non vedono al di là del proprio naso.

Il turismo potrebbe creare in Ciociaria migliaia di nuovi posti di lavoro solo se ci si credesse per davvero e se si mettesse a punto una strategia di marketing condivisa. L’Atelier appena inaugurato a Cassino sorge proprio accanto al museo dell’Historiale, progettato del mago degli effetti speciali Carlo Rambaldi, che per l’occasione è stato riaperto e subito ci sono state visite guidate per turisti stranieri e italiani.

L’assurdo è che per lungo tempo questa struttura, funzionale e tutta da vedere, è rimasta chiusa per mancanza di fondi e difficoltà gestionali.

Ora ricomincerà a funzionare abbastanza regolarmente, grazie ad una coop di servizi museali che l’ha presa in gestione dal Comune almeno fino dicembre. E poi?

Chi vivrà, vedrà. La scommessa mancata sul turismo, appunto.

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