Effetto Hybrid sulle vendite auto: Fca in calo, Stelvio tiene

I dati europei confermano il trend negativo del mercato auto. Ma a gennaio c'è l'inversione. Si sente l'effetto Hybrid.

Fabio Cortina

Alto, biondo, robusto, sOgni particolari: molti

Ci sono due bicchieri. Uno era a metà ed è quasi diventato vuoto; l’altro era quasi vuoto e lentamente riprende a salire, ma davvero di poco. Dentro quei bicchieri ci sono dei numeri, i numeri delle immatricolazioni Alfa Romeo in Europa. Quello che si è quasi svuotato rappresenta i modelli immatricolati tra gennaio 2018 e gennaio 2019: dati che scendono inesorabilmente con un -34,8%. Il bicchiere che invece si è mosso al rialzo, ma in maniera quasi impercettibile, rappresenta il numero di immatricolazioni da settembre ad oggi.

Il bicchiere che si riempie

Partiamo da quest’ultimo, il bicchiere che si riempie. Da settembre le vendite Alfa Romeo dei modelli prodotti a Cassino Plant (Stelvio, Giulia e Giulietta) sono letteralmente crollate.

Il crollo è stato registrato in concomitanza con l’ingresso dei motori diesel Euro 6 di nuova generazione. Con l’arrivo di queste motorizzazioni il calo è stato progressivo. Ma non è stato causato dai propulsori, la flessione era prevista da tempo e fa parte della ciclicità delle vendite. Solo nel mese di gennaio il trend si è invertito, segnando un ritorno in terreno positivo dopo cinque mesi.

Il bicchiere che si svuota

Il bicchiere che si svuota ci parla di 4.789 modelli immatricolati nelle 31 nazioni che formano il mercato preso in esame: il 34,8% in meno rispetto al 2018 quando la somma si fermò a 7.479.

Passando ai modelli, la carretta continua a tirarla Stelvio. Il Suv è sempre in testa alle classifiche di vendita del suo segmento in Italia, mentre in Europa mantiene gli standard che sono stati costanti anche per tutto il 2018. Male Giulia e malissimo Giulietta, un’auto che continua ad essere venduta solo in Italia, ma non più al ritmo di qualche anno fa. 

Con questi dati è difficile fare un discorso relativo alle prospettive di crescita di Cassino e delle sue produzioni. Ormai pare chiaro che il 2019 sarà un anno che rappresenterà una sorta di pendolo di Schopenhauer tra cassa integrazione e numeri non esaltanti. Fatto questo che sembra quasi oscurare la questione Ecobonus ed Ecotassa che tanto aveva fatto discutere nei giorni scorsi per quel che riguarda le sorti degli stabilimenti italiani.

Lo scenario europeo

Il mercato auto europeo ha fatto registrare nel mese di gennaio 2019 un calo del 4.6% rispetto ai dati di gennaio 2018. A gennaio nell’Europa dei 28 e nei Paesi Efta (Svizzera, Islanda e Norvegia) sono state immatricolate 1.226.446 auto. A trascinare in basso i numeri continentali sono sostanzialmente due mercati: Spagna e Italia.

Gli effetti Hybrid si vedono. Al punto che è cambiata la classifica dei costruttori: Hyundai Group con le sue motorizzazioni ibride è balzata al quarto posto in classifica scavalcando Toyota, Daimler, Bmw, Ford e Fca, che nel corso del 2018 ha tenuto con fatica la posizione. E che tocca quota -16,6% su gennaio 2018.

La strategia Manley è sul solco della dottrina Marchionne: meno volumi e più profitti. In pratica: fabbrico meno macchine ma vendo quelle su cui guadagno di più. E alla fine dei conti mi conviene. Strategia positiva per i bilanci aziendali, prospettiva non altrettanto positiva per i lavoratori e le sorti dei loro posti.

La posizione del Governo

Sorti che stanno a cuore al governo. Lo assicura uno dei due azionisti di maggioranza, nonché responsabile delle “strategie” industriali di questa nazione, Luigi Di Maio. Il Ministro, Vice Premier e plenipotenziario pentastellato, ha sottolineato come il Governo voglia dare continuità alla produzione di Fca assicurando la tutela dei livelli occupazionali.

Come? Non è dato saperlo, ma il ministro ha elencato gli accordi relativi all’innovazione firmati per i siti Piemontesi che garantiscono un futuro a Grugliasco e Mirafiori.

E l’Ecobonus? Di Maio lo spiega con un discorso alquanto accidentato, simile ad una sorta di “supercazzola” di Tognazziana memoria che proviamo  a tradurre così: “(L’ecobonus) Tutela la salute dei cittadini e sviluppa un nuovo modello di mobilità, una nuova opportunità per l’economia italiana”. Quella alle soglie di un nuovo boom economico. Questo lo aggiungiamo noi.

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