E la scelta di De Angelis riaccende l’eterno congresso

 

CORRADO TRENTO
Ciociaria Editoriale Oggi

 

 

La prima mossa l’ha fatta Francesco De Angelis, ufficializzando il sostegno di Pensare Democratico (la sua componente) alla candidatura di Matteo Renzi alla segreteria. Passando attraverso l’area del presidente nazionale del partito Matteo Orfini. Un passaggio che soltanto in apparenza poteva sembra scontato, considerando che in diversi avevano comunque espresso apprezzamento per la designazione di Andrea Orlando.

Il fatto che alla riunione della componente abbiano partecipato 150 persone sta a dimostrare che il tema era sentito. E in una nota di Pensare Democratico si sottolinea: «Del resto, il tema al centro del dibattito richiedeva una discussione attenta. Questo era esattamente ciò che aveva chiesto De Angelis, a capo dell’area maggioritaria del partito. Le sue aspettative in termini di adesioni non sono state deluse, così come il dibattito scaturito nel corso della riunione. Ad aprire i lavori, presieduti dal vicesegretario provinciale Sara Battisti, lo stesso De Angelis, che ha illustrato le ragioni della validità di un sostegno a Matteo Renzi. Sulla stessa scia l’intervento dell’assessore regionale Mauro Buschini». Nessuna parola è stata lasciata al caso. Nell’area di Orfini c’è da sempre Sara Battisti, vicesegretario provinciale del partito.

Francesco De Angelis ha sottolineato la necessità di sostenere la candidatura di Renzi, ma lo ha fatto dopo che più di qualcuno aveva comunque giudicato positivamente la discesa in campo di Orlando. Il che sta a significare ancora di più l’importanza politica di una decisione assunta dall’intera componente. Nonostante qualche mal di pancia.

Questo non significa che magari qualcuno poi alle primarie possa decidere di votare Orlando, ma la sostanza politica è rappresentata dall’orientamento di tutta la componente. Infatti prosegue la nota: «Nessuna decisione calata dall’alto, quindi, bensì una scelta di campo condivisa da tutti e per questo ancora più significativa. Nelle parole degli intervenuti la ferma convinzione che “decidere” non voglia dire produrre strappi, ma al contrario debba richiamare alla responsabilità. Sono stati inoltre analizzati i risultati del Governo targato Renzi e non si è potuto fare a meno di riconoscere la fase di progresso economico che ha attraversato il Paese, così come il ruolo da protagonista conquistato in Europa. Ovviamente, sotto la lente sono finiti anche i limiti dell’azione politico-amministrativa, gli errori nella conduzione della campagna referendaria e l’inopportunità di alcune scelte promosse».

«Alla fine, però, Pensare Democratico non ha avuto dubbi decidendo, all’unanimità, di continuare a sostenere la proposta politica di Matteo Renzi perché aperta e plurale e capace di raccogliere tradizioni culturali e politiche diverse. Pensare Democratico vuole dunque con questa scelta arricchire e unire il Pd nel pluralismo delle culture e delle idee e portare nel dibattito congressuale il profilo riformatore, innovativo e di sinistra che ne contraddistingue l’azione. Spirito, questo, colto appieno anche dal presidente nazionale e del Partito Democratico Matteo Orfini, che ha rinnovato il suo sostegno a Renzi nella corsa alla segreteria in ticket con il ministro Maurizio Martina».

È evidente come a questo punto le “sponde” nazionali ci siano. Un elemento da tenere in considerazione quando si andrà a definire le candidature alle politiche e alle regionali.

Intanto però le primarie del 30 aprile saranno importanti anche per capire quali saranno i rapporti di forza tra le varie componenti in provincia di Frosinone. Soprattutto perché l’area del senatore Francesco Scalia, del deputato Nazzareno Pilozzi e del presidente della Provincia Antonio Pompeo cercherà di dare una dimostrazione di forza.

La domanda però è una sola: chi e come stabilirà chi ha portato maggiori voti alla candidatura di Matteo Renzi visto che in provincia di Frosinone stanno quasi tutti con l’ex premier?

 

 

MA DOVE VAI SE IL RIFERIMENTO NAZIONALE NON CE L’HAI?
Dove vai se il riferimento nazionale non ce l’hai? Sembra essere questo il “mantra” del dibattito politico interno al Pd in chiave provinciale. Perché se la sfida tra Matteo Renzi, Andrea Orlando e Michele Emiliano segnerà in ogni caso un momento di svolta, a livello locale il vero obiettivo, soprattutto dei leader, è quello di avere un esponente nazionale importante a guida della propria area.

Bando alle ipocrisie: con qualunque tipo di sistema elettorale si andrà alle urne, alla fine saranno i big romani a dare le carte.

In provincia di Frosinone i parlamentari uscenti fanno tutti riferimento a Matteo Renzi: Francesco Scalia attraverso Luca Lotti, Nazzareno Pilozzi con il tramite di Gennaro Migliore e Maria Elena Boschi. Anche Maria Spilabotte è dalla parte dell’ex premier.

Francesco De Angelis e Sara Battisti fanno parte della componente di Matteo Orfini, nella quale c’è pure l’assessore regionale Mauro Buschini.

Anche l’area del segretario provinciale Simone Costanzo, che è poi quella del ministro Dario Franceschini, è schierata con Matteo Renzi.

Mentre il consigliere regionale Marino Fardelli, unitamente all’ex sindaco di Cassino Giuseppe Golini Petrarcone, è ad un passo dall’annunciare ufficialmente il sostegno ad Andrea Orlando, appoggiato altresì dal presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

Dopo il congresso nazionale saranno chiari gli equilibri e su quelle percentuali verranno inevitabilmente parametrate le “caselle” delle candidature. C’è un elemento da tenere in considerazione. Se anche, come sembra, alle elezioni si dovesse andare a scadenza naturale, il termine (sia per il Parlamento che per la Regione) scade a febbraio. Tra congresso nazionale ed elezioni amministrative, si arriva all’estate. Ci siamo.

 

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