Pd, obiettivo “bulgaro” in Ciociaria: almeno il 90% per Nicola Zingaretti

Il leader di Pensare Democratico Francesco De Angelis ha dato il via ad una massiccia mobilitazione. Dopo l’adesione di Domenico Alfieri si attende quella di Nazzareno Pilozzi. Poi ci sono le divisioni della componente renziana. Il riferimento al protagonismo dei territori nella formazione delle liste


Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. Non c’è dubbio che la corsa alla segreteria nazionale del Partito Democratico rientri in un uno di quei momenti “durissimi” sul piano agonistico-politico.

Francesco De Angelis, leader di Pensare Democratico, vuole una percentuale bulgara per Zingaretti in provincia di Frosinone. Con i renziani divisi su chi appoggiare, con prospettive di medio periodo che potrebbero vedere anche un nuovo partito di Matteo Renzi, la mozione di Zingaretti in provincia di Frosinone ha un obiettivo “bulgaro”: il 90%.

De Angelis può riuscirci. La base di partenza è quella dell’elezione di Bruno Astorre alla segreteria regionale: 80% in Ciociaria. Con Pensare Democratico, ma anche con il sostegno di AreaDem di Simone Costanzo e di quella parte della componente renziana che oggi fa riferimento soprattutto al presidente della Provincia e sindaco di Ferentino Antonio Pompeo.

Avesse concorso Marco Minniti, potevano esserci altre scelte da parte di Pompeo, ma adesso la situazione è cambiata. De Angelis però sta accelerando sull’adesione di esponenti importanti. Come quella, già avvenuta, di Domenico Alfieri, attuale segretario provinciale del Pd, fino al 4 marzo collocabile nella componente di Francesco Scalia. (leggi qui Alfieri tra le braccia di De Angelis: «Aderisco a Pensare Democratico») Ma De Angelis punta pure all’adesione dell’ex parlamentare Nazzareno Pilozzi, già referente della componente di Maria Elena Boschi.

Il fatto è che il Partito Democratico sta cambiando proprio perché l’area renziana è in crisi di identità e a questo punto la sterzata è inevitabile.

Pensare Democratico, oltre a De Angelis, ha nelle sue file Mauro Buschini, Sara Battisti, la maggioranza dei sindaci e degli amministratori Democrat sul territorio. Inoltre, lo stesso Zingaretti ha varcato definitivamente il Rubicone, rompendo in maniera netta con la leadership del recente passato. Quando nella mozione ha scritto: “Il fallimento del gruppo dirigente del Pd è stato totale. Abbiamo bisogno di un partito radicalmente diverso da quello che abbiamo conosciuto a cominciare dal rispetto delle indicazioni dei territori per la formazione delle liste. Non si tratta solo di una questione organizzativa: serve un partito che ritrovi la ragione stessa della sua esistenza: abbiamo bisogno di mettere prima le persone”.

A parte la rottamazione del gruppo dirigente renziano, il riferimento alla necessità di tenere in considerazione il territorio nella formazione delle liste va nella direzione di De Angelis, “sacrificato” il 4 marzo scorso proprio sull’altare di logiche correntizie. Avrebbe dovuto essere lui il capogruppo.

Anche per questo oggi l’imperativo è far stravincere la mozione di Zingaretti in provincia di Frosinone.

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