De Angelis-Pompeo, patto di sangue ed effetto domino

Perché la conferma a presidente della Provincia del sindaco di Ferentino diventa cruciale per tutte le “caselle” del Partito Democratico in provincia di Frosinone: dal Consorzio industriale unico del Lazio alle amministrative, dalle candidature alle europee alle prossime politiche

Come volevasi dimostrare. E come annunciato da Alessioporcu.it. Il Partito Democratico si aggrappa ad Antonio Pompeo per cercare una risalita che coinvolga tutti i fronti locali. (leggi qui Tutto il Partito Democratico si aggrappa a Pompeo). La direzione provinciale lo ha sancito ufficialmente. Ma di che portata è la posta in palio realmente? Enorme.

 

Intanto l’asse di ferro tra lo stesso Pompeo e Francesco De Angelis rappresenta una novità assoluta. Con la conferma alla presidenza della Provincia, scatterebbe un effetto domino di questo tipo: Francesco De Angelis commissario del Consorzio industriale unico del Lazio, blindatura di Mauro Buschini e Sara Battisti per una ricandidatura alle regionali anche nel caso di ricorso anticipato alle urne nella primavera del 2020 (ipotesi possibile se Nicola Zingaretti diventasse segretario nazionale e si candidasse alle europee), convergenza su un segretario provinciale unitario (Domenico Alfieri o Nazzareno Pilozzi), ricomposizione dell’alleanza di centrosinistra, a partire dall’intesa ad ogni livello con il Partito Socialista Italiano di Gian Franco Schietroma.

 

Il che vuol dire che si guarderebbe con rinnovata fiducia perfino all’appuntamento con le amministrative di maggio 2019, quando in provincia di Frosinone andranno alle urne ben 38 Comuni, alcuni dei quali strategici. Inoltre, il Pd provinciale potrebbe pensare a indicare un proprio esponente nella difficile corsa per le Europee.

Anche se il candidato di punta fosse Nicola Zingaretti. Pallino nelle mani di Francesco De Angelis naturalmente. Quanto ad Antonio Pompeo, resterà sul territorio: sindaco di Ferentino e presidente della Provincia se il 31 ottobre verrà riconfermato.

E alle prossime politiche? C’è tempo.

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