De Angelis al Pd: «Smettiamola di farci del male» (di C. Trento)

Per Francesco De Angelis il Pd deve smettere di litigare. E cambiare ruolo: essere l'argine ai populismi. Il leader Dem: «Dalle comunali deve iniziare la risalita». «Pompeo è una risorsa e merita la riconferma anche alla Provincia»

Corrado Trento

Ciociaria Editoriale Oggi

«Le amministrative sono una competizione elettorale molto diversa dalle politiche: Pd e centrosinistra possono iniziare a risalire la china. In provincia di Frosinone possiamo cogliere risultati importanti». Ci crede Francesco De Angelis, presidente del Consorzio Asi e leader dell’area maggioritaria del Pd in provincia di Frosinone.

Va dritto al punto e spiega: «Mi aspetto una bella vittoria a Ferentino da parte di Antonio Pompeo. Una vittoria che vale doppio, perché destinata a riverberarsi poi anche sulle prossime provinciali. A Fiuggi sono convinto che Martina Innocenzi farà un gran risultato. Vorrei sottolineare il carattere civico e aperto della lista che la sostiene».

Poi c’è Anagni, dove si torna alle urne perché la consiliatura precedente è stata interrotta dalle dimissioni di massa “contro” l’allora sindaco Fausto Bassetta. Per i Democrat è la sfida forse più delicata. Rileva De Angelis: «Prevedo il ballottaggio e a quel punto potremmo giocarcela. Ritengo che Sandra Tagliaboschi possa farcela».

Anagni e Ferentino sono i centri più grandi nei quali si va al voto, gli unici per i quali è previsto il ballottaggio se al primo turno nessuno dei candidati avrà raggiunto il 50% più uno dei consensi. Argomenta Francesco De Angelis: «Alla elezioni comunali il radicamento e la forza sul territorio sono parametri importanti, spesso decisivi. In ogni caso possono fare la differenza e io penso che il Pd abbia uomini e donne molto forti. Ritengo pure che per Movimento Cinque Stelle e Lega la musica sarà molto diversa rispetto alle politiche del 4 marzo».

Per l’ex segretario provinciale Simone Costanzo nel Pd in Ciociaria c’è una sorta di “monarchia” di De Angelis. (leggi qui «Pd, c’è già la monarchia») Il diretto interessato nota: «In Italia il tempo della monarchia è finito da tempo ad ogni livello. La nostra componente ha una forza politica riconosciuta, su questo non ci sono dubbi».

Chiediamo a De Angelis: dopo il ritiro dalla politica attiva di Francesco Scalia, può diventare Antonio Pompeo un interlocutore? Spiega De Angelis: «Non intendo entrare nelle dinamiche delle altre aree, dico però che Antonio Pompeo da tanto tempo è non soltanto un interlocutore importante, ma anche una risorsa dell’intero Partito Democratico in provincia di Frosinone. Ha un ruolo definito e fondamentale. Aggiungo che il Pd deve aprire una fase nuova, non soltanto a livello nazionale, ma anche sul piano locale. Basta con le divisioni, basta guardarsi l’ombelico, basta polemiche su tutto, basta farci del male. Deve iniziare la stagione della pacificazione, perché alla fine, oltre naturalmente al partito e alla coalizione, a perderci è il Paese. Dobbiamo davvero smetterla di parlarci addosso. Personalmente mi impegnerò al massimo per contribuire a questo processo di pacificazione del partito. E sono convinto che lo faranno tutti gli altri».

Quattro anni fa alle provinciali il Pd si spaccò e De Angelis sostenne Enrico Pittiglio. Adesso afferma: «Antonio Pompeo merita la riconferma come presidente della Provincia e il Pd lo sosterrà al massimo. Oltre a quello del partito, avrà il sostegno di una lista ampiamente rappresentativa, non soltanto di centrosinistra, ma anche di settori importanti della società civile. Pompeo ha svolto il ruolo in maniera estremamente efficace, risollevando e restituendo centralità politica ad un ente diventato di secondo livello».

Conclude Francesco De Angelis: «È arrivato altresì il momento di ricostruire delle grandi alleanze. Possiamo e dobbiamofarlo: il Pd è un partito dove si discute, dove il pluralismo è un valore aggiunto. Quella strada va ripresa, perché dobbiamo già pensare anche alle prossime elezioni politiche, oltre che alle europee in programma tra un anno. Alla guida di un nuovo centrosinistra il Pd deve rappresentare l’argine e l’alternativa ai populismo e agli estremismi. Questa è la nostra mission».

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